Linee guida lacunose e contraddittorie per il randagismo, l’assessore regionale è quello della Sanità

Politiche non ritenute adeguate e sufficienti per la lotta al randagismo, se ne ha chiaramente la sensazione,
I deputati Palmeri e Siragusa, del Movimento 5 Stelle, giudicano le linee guida lacunose e contraddittorie, tali da dover essere revocate dal governo regionale.
“Non si capisce cosa si voglia fare con le sterilizzazioni e le microchippature, i volontari vengono penalizzati, niente sanzioni per i Comuni inadempienti, però poi si pensa ai droni per scoprire dove dormono i cani. Questo documento non potrà mai attenuare il fenomeno randagismo”.

“C’è una sequenza di gravi lacune e stridenti contraddizioni nelle linee guida sul randagismo”: lo evidenziano i deputati regionali M5S Valentina Palmeri (prima firmataria) e Salvatore Siragusa, che hanno presentato una risoluzione in commissione Salute all’Ars. Delle linee guida ha preso atto lo scorso 19 novembre la giunta Musumeci con la delibera di apprezzamento n. 468.

“Nelle linee guida – spiegano Palmeri e Siragusa – si parla di droni e sistemi informativi territoriali per controllare il fenomeno del randagismo, ma con quali risorse si pensa di acquistare questi strumenti?
A proposito di sterilizzazioni leggiamo nelle linee guida che queste avrebbero un ruolo centrale, e sempre nello stesso testo c’è scritto che recenti studi sconsigliano le campagne di sterilizzazione di massa. Una evidente ambiguità”.

“L’attenzione principale – aggiungono Palmeri e Siragusa – va ai cani fuori controllo ma con proprietario, anziché sui randagi vaganti sul territorio che sono liberi di riprodursi. Niente indicazioni per favorire le microchippatura e quindi far emergere la detenzione di cani, magari con una sorta di ravvedimento temporaneo per invogliare i proprietari ad iscrivere i propri cani nell’anagrafe.
E ancora: non ci sono indicazioni concrete sull’incentivazione delle adozioni nei canili, non vengono definite le responsabilità delle Asp, si fa grande confusione tra le strutture di ricovero privilegiando quelle non ufficiali. I volontari non sono valorizzati e si prevedono complesse procedure perché possano accedere alle strutture. Viene sottostimata la figura delle guardie ecozoofile e nessun tipo di sanzione è prevista per i Comuni inadempienti”.

“Anche sulla base delle indicazioni fornite dalle diverse associazioni di riferimento – concludono Palmeri e Siragusa – riteniamo che queste linee guida siano solo una elencazione di principi astrattamente giusti, ma poi contraddittori e confusionari, non certo lo strumento opportuno per ottenere una flessione del randagismo. Con la risoluzione abbiamo chiesto al presidente Musumeci e all’assessore Razza di revocare in autotutela la deliberazione n. 468 del 19 novembre 2018 e redigere nuove linee guida che puntino veramente alla soluzione del problema randagismo, nel pieno rispetto dei diritti degli animali”.

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