Lo scandalo eterno della pista di pattinaggio

Il consigliere comunale del Partito Democratico Mario Chiavola non è solo maestro di opposizione strumentale finalizzata solo a far allungare inutilmente le sedute di consiglio comunale e, quando occorre di commissione, per boicottare gli atti, anche quelli più semplici dell’amministrazione che sono, comunque, destinati ad essere approvati dalla maggioranza, ‘arte’ del tutto legittima e, in massima parte, consentita dal regolamento del Consiglio Comunale.
Il consigliere Chiavola è anche bravo nel riportare, periodicamente, a galla quelle che costituiscono le ‘vergogne’ della città, quelle incompiute che, senza tema di poter essere smentiti, vanno addebitate a tutti: vecchi e nuovi amministratori, vecchi e nuovi consiglieri comunali, stampa, operatori e organizzazioni di settore, opinione pubblica, tutti silenti spettatori di un caso di inefficiente politica che rasenta l’inverosimile.
In contesti normali, nuovi amministratori, nuovi assessori, quantomeno, convocherebbero una conferenza stampa per dire quello che hanno trovato, quello che hanno intenzione di fare e, soprattutto, in che tempi, sia pure dipendenti da esigenze di bilancio.
In contesti normali, ove lo sport non fosse affogato nell’inefficienza e nell’inadeguatezza degli enti preposti allo sport e dei loro responsabili locali, ci dovrebbero essere vibranti proteste perché non si riesce a risolvere, ancora, una questione, figlia della vecchia politica, che si tira avanti da quasi trent’anni.

Scrive Mario Chiavola: “La pista di pattinaggio di viale Colajanni continua a rimanere un sogno nel cassetto della collettività ragusana. “Ci siamo recati al cantiere ieri mattina (era giovedì e non venerdì pomeriggio alla fine di un turno di lavoro o sabato mattina quando teoricamente non si dovrebbe trovare alcuno) e non c’era nessun operaio. La struttura sembra avviata verso il completamento ma di aprirla non se ne parla neppure”.
Chiavola cede anche alla tentazione di rivolgere l’immancabile critica agli esponenti di maggioranza che avrebbero, inopinatamente, parlato di una inaugurazione prevista, al più tardi, per l’inizio del 2019, ma non affonda il coltello nella piaga di situazione scandalosa, del tutto ignorata da quegli stessi consiglieri che si autocelebrano come rappresentanti dei cittadini.
È ormai improcrastinabile la comunicazione di notizie certe sui lavori e sulla cronistoria delle lungaggini burocratiche e di progetto, con indicazione dei responsabili politici e amministrativi.
Questa è la dimostrazione di quanto sarebbe indispensabile una rotazione negli uffici, di dirigenti, di funzionari, per far emergere storture e inefficienze, cosa che purtroppo i nuovi amministratori condividono in via riservata ma si guardano bene dall’applicare nella pratica.
C’è però un assessore che, a questo punto, potrebbe e dovrebbe dare delle risposte, prima di tutto al consigliere comunale, approfittando, magari di fare qualche cenno sulla situazione dell’ex cinema Marino, su quella delle Latomie di Cava Gonfalone, sulla Vallata Santa Domenica, sull’edificio scolastico del Carmine, sulla ex biblioteca comunale, tutte emergenze della città che, naturalmente, il consigliere comunale di opposizione non mette in pentola tutte in una volta, preferendo diluire nel tempo i comunicati stampa per rendere sempre costante la visibilità mediatica

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