Locali di via del Mercato a Ragusa Ibla: la situazione diventa anche imbarazzante per Cassì e la sua Giunta

Ci troviamo seriamente in difficoltà, chi, come noi, ha sempre apprezzato le decisioni del Sindaco Cassì, anche nelle rarissime volte nelle quali non c’è stata assoluta condivisione delle scelte, ha un grande imbarazzo nel constatare come gli amministratori, di fronte a decise prese di posizione contrarie agli intendimenti dell’assessore allo sviluppo economico, si sono trincerati in un ostinato e inconcepibile silenzio.
Da più parti, c’è una decisa contestazione sulla scelta di affittare i locali comunali di via del Mercato per il periodo natalizio, senza ulteriori spiegazioni sulla strategia che si è voluta adottare, senza tanti particolari sulle tipologie merceologiche da accogliere, senza un progetto globale di tutela e valorizzazione dell’immobile che dovrebbe essere integrato, prima di ogni decisione, con i programmi dell’assessorato ai centri storici.
Prima la CNA comunale, poi il Movimento politico Territorio, ora anche i consiglieri del PD, Chiavola e D’Asta, tutte voci assai qualificate ed esperienti in materia amministrativa, hanno stigmatizzato, con forza, le decisioni e, offrendo ampia disponibilità alla collaborazione e al confronto, hanno addotto motivazioni assai condivisibili e apprezzate dall’opinione pubblica e da addetti ai lavori.
Ma, dall’altra parte c’è assoluto silenzio, un silenzio ostinato, del resto noto a chi segue le vicende politiche del Comune di Ragusa, tipiche di un assessore che non tollera la discussione sulle sue scelte, nonostante le evidenti e conclamate criticità, come nel caso del protocollo con i Comuni della Val di Noto per la partecipazione alle fiere del turismo, protocollo che, secondo i bene informati, addirittura, senza nemmeno aver avuto notizie sul programma svolto nel 2019, si vorrebbe replicare per il 2020.
Non sappiamo quanto convenga ai componenti della Giunta Cassì affrontare una situazione tanto imbarazzante e perché, considerato anche che si è arrivati in un cul de sac, perché se l’assessore torna indietro o acconsente alla condivisione e all’ascolto con forze di opposizione, è una sconfitta che sarebbe destinata a bruciare, se si mantiene la linea dell’assoluta indifferenza per le critiche si innesterebbe un processo politico-mediatico che sarebbe sconveniente, anche alla luce della scarsa produttività dell’assessorato in questione, dopo 17 mesi di amministrazione.

“Non c’è peggior sordo di chi non vuole sentire”, così esordiscono i consiglieri comunali del Partito Democratico, Mario D’Asta e Mario Chiavola, che aggiungono: “In questa vicenda delle botteghe artigianali di via del Mercato a Ragusa Ibla, nonostante da più parti sia auspicato il dialogo e il confronto, lo stesso che il sindaco si pregia tanto di favorire, si continua ad andare avanti a testa basta facendo finta di niente.
Evidentemente ci sarà qualche motivazione che ci sfugge. Ma non è in questo modo che si favorisce la rivitalizzazione economica di questa parte dell’antico borgo della nostra città”

Dopo avere preso atto di come, anche quest’anno, l’amministrazione comunale abbia deciso di affidarsi allo strumento della locazione temporanea solo per il periodo di Natale, Mario D’Asta e Mario Chiavola si ricollegano alle proteste della CNA comunale e si dicono certi che la scelta non porterà lontano, è solo un pannicello caldo per cercare di non affrontare il problema nella maniera dovuta.

Non lo scrivono, ma è palese la sensazione dei due consiglieri di trovarsi davanti all’incapacità di affrontare il problema nella maniera dovuta, si pongono e pongono, infatti, una serie di domande retoriche:
“Perché questa amministrazione non ha ancora deciso di sviluppare un percorso più duraturo nel tempo, e se possibile definitivo, per garantire la piena funzionalità delle botteghe artigianali in questione?
Come mai si è deciso, ancora una volta, di fare ricorso a questo strumento della locazione per un periodo ben definito, cioè quello natalizio, lasciando scoperti tutti gli altri periodi dell’anno? “
Così concludono Chiavola e D’Asta: “C’è qualcosa che ci sfugge e vorremmo che l’amministrazione comunale attivasse un percorso per trovare finalmente una soluzione conclusiva al problema che, soprattutto per gli operatori economici, è abbastanza serio.
E come non mettere in rilievo che, durante questo periodo della locazione, si rischia di avviare fenomeni di concorrenza sleale in danno agli operatori economici di Ibla che lavorano sul posto tutto l’anno e che rischiano di vedersi superati da chi decide di utilizzare l’offerta della locazione senza, dunque, andare incontro ai costi che gli altri operatori devono sobbarcarsi per tutto l’anno?
Eppure, ci sarebbero tutte le carte in regola per potere sanare tale questione una volta per sempre.
Le associazioni di categoria, la Cna su tutte, si sono dimostrate disponibili e volenterose a fornire il proprio contributo in termini di suggerimenti e proposte.
Ma dopo un anno, l’amministrazione comunale è ricaduta nello stesso errore di valutazione.
Ci chiediamo le ragioni di tutto ciò. Per una situazione che, a lungo andare, diventerà molto probabilmente insostenibile”.

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