L’on. Nello Dipasquale scrive a Musumeci, per la Ragusa-Catania: “Opera interessa tre province, si concordi come agire”

“È assurdo che tutto ciò che è stato fatto per arrivare, finalmente, a un passo dal via libera definitivo alla Ragusa-Catania da parte del Cipe, debba essere inficiato da un Governo nazionale che, o in malafede o per superficialità, rischia di far perdere i fondi già a disposizione sprecando tutte le energie spese fino a questo momento”.
Lo dichiara l’on. Nello Dipasquale, parlamentare regionale del Partito Democratico e segretario alla Presidenza dell’Assemblea Regionale Siciliana, che annuncia: “Ho scritto al Presidente della Regione perché si organizzi un tavolo a Palermo alla presenza dei parlamentari delle province di Ragusa, Siracusa e Catania per concertare tutte le azioni da intraprendere, insieme ai sindaci dei territori, a tutela e difesa di questa importante infrastruttura”.
“Il traguardo è vicino – conclude Dipasquale – ed è davvero impensabile fermarsi ora: serve ancora qualche sforzo, tenendo ben presente che non si tratta della battaglia di un singolo, ma di una rivendicazione che riguarda i cittadini di ben tre province, la possibilità di migliorare enormemente la qualità dei trasporti nel Sud-Est di Sicilia e di salvaguardare l’incolumità di quelle migliaia di automobilisti che ogni giorno percorrono il tragitto da Ragusa a Catania e viceversa”.

Intanto ennesima passerella dei Sindaci del territorio interessato dalla Ragusa-Catania, assente il sindaco di Ragusa Cassì, per una improvvisata conferenza stampa nei pressi del luogo dove è avvenuto, nei giorni scorsi, l’ennesimo grave incidente
Un incontro per ribadire, a parole, toni forti e minacce di chissà quali proteste, e annunciare una mobilitazione forte che dovrebbe coinvolgere le comunità locali.
La sensazione che qualcuno voglia bloccare l’iter progettuale della strada è diffusa, i cavilli attorno alla bancabilità dell’opera, al pedaggio e all’affidabilità dell’impresa sono la cartina al tornasole di un’opera che non ha mai trovato autorevoli difensori in seno ai governi centrali che si sono succeduti, nella mancanza di una classe politica locale, di tutte le province interessate, limitata caratura.
I sindaci hanno insistito sulla sicurezza, ormai al collasso, dell’arteria. Fra gli intervenuti anche il sindaco che nell’ultima riunione di Catania aveva minacciato l’ordinanza di chiusura della strada al primo grave incidente, evidentemente si aspetta il morto per attuare le minacce ufficializzate.
Sottolineate le ricadute positive che avrebbe l’opera anche in ambito di utilità sociale, oltre che per lo sviluppo socioeconomico dell’area interessata.
L’opera rappresenterebbe, secondo i sindaci, un volano per l’economia del territorio sud-orientale della Sicilia, territorio che uscirebbe dall’isolamento in cui si trova e sarebbe così dotato di una infrastruttura moderna la cui realizzazione creerebbe almeno 10 mila nuovi posti di lavoro, ovvero 2 mila l’anno per i prossimi 5 anni.

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