Luca Rivillito ci ripensa e ribatte pesantemente alle repliche del collega D’Asta

Il consigliere Luca Rivillito, forse, considerava chiusa la polemica innescata in consiglio comunale dal consigliere D’Asta, e non aveva risposto all’ultima replica del collega,
Evidentemente ci ha ripensato, perché, ieri, giovedì 18 luglio ha pubblicato un post sulla sua pagina facebook, particolarmente pesante.
Questo il contenuto integrale del suo post:

“Dopo qualche giorno, torno ad occuparmi degli immobili confiscati alle mafie che il Consigliere di minoranza Mario D’Asta vorrebbe fossero affidati dal Comune ai cittadini, così, in fretta e furia, senza tutte le dovute verifiche tecniche e accelerando su un iter che non ci siamo inventati noi, ma che è già tracciato in queste circostanze.
Nel suo ultimo intervento D’Asta sostiene alcune inesattezze e tenterò, adesso, di illustrarvele:

– Dice che la valutazione tecnica è iniziata nove mesi fa e che l’amministrazione è ferma. FALSO!
Il Comune è entrato nella disponibilità totale degli immobili nel periodo compreso tra il primo e il 30 ottobre 2018, date in cui sono state consegnate le chiavi prima di quattro garage e cinque appartamenti, poi dei restanti sei.
Sono stati effettuati ben due sopralluoghi per verificare la salute strutturale degli immobili e la loro conformità abitativa, neanche lontanamente minime, e, successivamente, sono state consegnate le chiavi all’ufficio tecnico incaricato di effettuare la valutazione, assolutamente necessaria prima di destinare a famiglie o associazioni le strutture.
Quindi si parla di tempi assai inferiori e chiunque abbia un minimo di dimestichezza con l’amministrazione della cosa pubblica sa benissimo quante e quali difficoltà si incontrano in processi del genere, posto anche che l’ufficio tecnico comunale non si occupa solo di questo argomento.
Sostenere il contrario vuol dire solo negare la realtà.

– D’Asta sostiene che l’Amministrazione ha illustrato un bando ad hoc, da ben 18 milioni di euro e che nulla si è fatto in questa direzione. FALSO !
L’amministrazione non ha illustrato nessun bando, ma è stato lo stesso D’Asta a inviare, in data 12 settembre 2018 (sindaco Cassì insediato da pochissimo) una mail con la quale chiedeva la partecipazione a un bando del ministero dell’Interno a valere sul PON Legalità FERS Sicilia 2014-2020, pubblicato ad aprile 2018 con scadenza 30 settembre 2018: praticamente impossibile in due settimane preparare i documenti necessari per parteciparvi.
Certo è che se D’Asta davvero fosse stato interessato alla materia, come sostiene, avrebbe potuto segnalarlo alla precedente amministrazione. Ovviamente non c’è traccia di una iniziativa al riguardo.

– Per D’Asta è assurdo che l’Amministrazione Cassì voglia dotarsi di un regolamento per gestire gli immobili. Si starebbe perdendo tempo. FALSO!
Anche ammesso che gli immobili in questione fossero nelle condizioni di essere assegnati – e non lo sono – come si dovrebbero selezionare gli aventi diritto senza un regolamento e un apposito bando?
E come si potrebbero stilare questi regolamento e bando senza sapere prima quali sono gli immobili idonei?

E’ facile criticare dall’opposizione senza aver mai avuto modo di conoscere l’attività amministrativa. Stiamo rispettando tempi, regole e metodi. Le cose sono due: o D’Asta è convinto davvero che la funzione del Comune debba essere quella di un’agenzia immobiliare oppure cerca riflettori strumentalizzando una materia molto delicata.
Nuovamente, invito D’Asta a farci visita ai Servizi Sociali: sarò lieto di potergli dare tutte le delucidazioni di cui ha bisogno e potrà rendersi conto dell’enorme mole di lavoro che il settore compie.

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