L’Ufficio Diocesano per la Pastorale della Salute celebrerà la Festa di San Martino di Tours e il mondo delle cure palliative

Lunedì 11 novembre, in occasione della Festa di San Martino di Tours, alle 16,30, si svolgerà, all’Hospice dell’ospedale Maria Paternò Arezzo di Ragusa, un momento di riflessione sull’autenticità del prendersi cura, prerogativa essenziale di tutti gli operatori sanitari, in particolar modo di chi lavora con famiglie e pazienti in fase terminale di malattia.
Il “prendersi cura” rappresenta un dovere, una missione ed inevitabilmente un dono per chi soffre e per chi sta accanto. L’iniziativa è promossa dall’ufficio diocesano per la Pastorale della salute.
“Ne parleremo – dice il direttore dell’ufficio, don Giorgio Occhipinti – insieme con Michele Arezzo, direttore del Masd di Ragusa, che ci affascinerà con la storia e le tradizioni che derivano dal racconto di San Martino che con il suo mantello ha offerto caldo sostegno al fratello sofferente.
La concomitanza con San Martino non è frutto di una scelta casuale, ma si riallaccia alla storia del santo stesso. Fu infatti più di 1.500 anni fa che Martino, giovane soldato di Pannonia, tagliò il suo mantello con la spada per offrirne una metà ad un vecchio sfinito dalla stanchezza e dal freddo.
La leggenda vuole che dopo quest’atto di spontanea generosità il tempo mutò improvvisamente: si schiarì il cielo e l’aria si fece incredibilmente mite. Era l’estate di San Martino.
Una chiara analogia tra la leggenda e il mondo delle cure palliative è poi offerta dal termine “palliativo”. L’etimologia del vocabolo risiede nel termine latino “pallium” che significa proprio mantello o, in senso più ampio, protezione. In questo contesto nascono le “cure palliative”, legittimate grazie alla legge 38/2010 e celebrate in tutta Italia proprio l’11 novembre”.
Le cure palliative sono la cura attiva e globale prestata al paziente quando la malattia non risponde più alle terapie aventi come scopo la guarigione. Il controllo del dolore e degli altri sintomi, dei problemi psicologici, sociali e spirituali assume importanza primaria.
“Sarà una giornata per celebrare l’arte del donare e del donarsi – così la descrive la dottoressa Antonella Battaglia, responsabile dell’Hospice di Ragusa, vicedirettore dell’ufficio per la Pastorale della Salute – in una società segnata dall’individualismo, dal narcisismo, dall’egolatria, c’è ancora posto per l’arte del donare, c’è attenzione all’altro, c’è la coscienza che il dono è la possibilità di far nascere relazioni umane. Ed è a questo punto, dentro una relazione umana, che il donare si fonde col donarsi, e ogni parola, ogni gesto, diventa presenza, diventa cura”.

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