Malattie infettive e Chirurgia del ragusano in vista a livello regionale e nazionale

Il nuovo Presidente della SIMIT – Società italiana malattie infettive e tropicali – della Sezione siciliana è il dr. Antonio Davì – direttore UOC Malattie infettive dell’ospedale “Maggiore” di Modica. Il dr. Davì subentra all’uscente prof. Antonio Cascio, ordinario di Malattie Infettive presso l’università degli Studi di Palermo.

Il neo Coordinatore siciliano è stato eletto dal nuovo direttivo composto da: Gaetano Scifo, Letizia Panella, Arturo Montineri, Giovanni Mazzola, Marcello Trizzino e Rosa Fontana Del Vecchio.
Il dr. Luigi Guarneri, direttore dell’UOC di Malattie Infettive ospedale Umberto I – Asp di Enna – è il nuovo segretario.
«Sono felice di rappresentare tutti i colleghi infettivologi siciliani. L’infettivologia negli anni ha registrato contraccolpi dal punto di vista organizzativo, sia sul fronte della carenza dei posti letto, che degli organici. Aspetti su cui occorre sensibilizzare le istituzioni competenti». Ha dichiarato il dr. Davì. Ed ancora ha aggiunto che «siamo grati all’’ Assessore avv. Ruggero Razza per la sensibilità dimostrata, nei confronti degli infettivologi e delle problematiche infettivologiche nel permettere il mantenimento di tutte le unità operative attualmente presenti in Sicilia.»

Importante affermazione per l’UOC di Chirurgia dell’ospedale “R. Guzzardi” di Vittoria al Congresso Nazionale delle Società Scientifiche Chirurgiche svoltosi a Roma nei giorni scorsi.
L’Unità Operativa, diretta dal dr. Maurizio Carnazza, infatti, ha presentato al Congresso due relazioni riguardanti la propria esperienza e la casistica sul trattamento chirurgico laparoscopico delle ulcere perforate in urgenza ed anche una revisione decennale delle appendiciti acute trattate anch’esse in laparoscopia.
Il dott. Salvatore Ragazzi – dirigente medico dell’UOC di Chirurgia del P.O. vittoriese, relatore al congresso, ha sottolineato – «l’alto numero di pazienti sottoposti ad intervento per ulcera duodenale perforata – circa 100 -, è fra il più elevato su tutto il territorio nazionale, ciò dovuto, in particolare, ai pazienti extracomunitari che vivono e lavorano nella fascia trasformata – serra -, effettuando regimi alimentari incongrui e non facendo terapia specifica. Tali pazienti arrivano in ospedale con complicanza di perforazione gastro-duodenale.
L’intervento, effettuato in laparoscopia, fa sì che ci sia una degenza breve e una rapida ripresa dell’attività lavorativa.»
Alla relazione, che è stata molto apprezzata, è seguito un interessante dibattito cui hanno preso parte personalità chirurgiche di rilievo nazionale.
L’intervento laparoscopico per appendicite acuta – argomento della seconda relazione – rappresenta oggi il “gold standard” per tale patologia per l’approccio mininvasivo e il miglior gradimento per il paziente.
«L’ampia casistica laparoscopica della chirurgia di Vittoria, sottolinea il dr. Carnazza, – è perfettamente in linea con gli standard nazionali e internazionali.
L’intervento è sicuro, con un minimo trauma chirurgico e un minimo dolore post-operatorio e, soprattutto, con ottimo risultato funzionale ed estetico.
Contribuisce in tutto ciò l’esperienza dei chirurghi e di tutto il personale di sala operatoria, che permette di effettuare interventi laparoscopici a qualunque ora di giorno e della notte.»

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