Mancherà solo il red carpet

Al momento in cui scriviamo non sono pervenuti ancora inviti ufficiali; anche se perverranno, in extremis, dal momento che ci troviamo a meno di 48 ore dalla prevista inaugurazione, siamo comunque fuori da ogni minima regola di protocollo.
Sarà una di quelle inaugurazioni, purtroppo note ai ragusani, già viste per aeroporti, parcheggi e bretelle, passerelle della politica che non ci saremmo aspettati da gente di destra come Musumeci e Razza.
Sarà come passeggiare a Cinecittà, fra facciate di cartone, senza nulla all’interno.
Sarà l’inaugurazione di un ospedale vuoto, che nemmeno il giorno dopo sarà operativo, dove hanno sistemato il laboratorio d’analisi e la farmacia per dire che qualcosa c’è dei reparti che dovranno essere allocati nel nuovo stabilimento ospedaliero di contrada Cisternazzi.
Una inaugurazione a beneficio di telecamere e telefonini, davanti ai quali ci sarà la sfilata di notabili, ognuno dei quali rivendicherà, politicamente, il suo impegno per questa ‘apertura’.
Andrà a finire che, per bene che vada, i reparti di degenza saranno attivati via via, senza un cronoprogramma reso noto, così da poter essere modificabile in corso d’opera.
Stiamo parlando dei reparti del Civile, perché, pare già, quelli del Maria Paternò Arezzo saranno spostati successivamente.
Quando si chiuderà il portone del Civile, non è dato sapere, come pure non ci sono previsioni per la totale copertura dei reparti previsti in un ospedale di I livello, qual è quello di Ragusa.
Sarebbe interessante, ma l’auspicio appare come una pura utopia, ascoltare dalla viva voce dell’assessore regionale alla sanità quali sono le intenzioni, in proposito, dei vertici regionali, se dare al capoluogo quello che è previsto dalla legge, oppure continuare con la piccola politica dei contentini alla periferia e ai notabili politici del posto.
Finirà a cannoli e champagnino, come per la bretella dell’aeroporto di Comiso, sarà, comunque, il primo passo concreto per l’apertura del nuovo ospedale, pensare ad un nuovo obbligato ritorno al passato sarebbe oltremodo ridicolo, un film che non potrebbe nemmeno ricorrere alla cinematografia nazionale ma dovrebbe rivolgersi a quella americana della commedia.
Speriamo vivamente di poterci occupare d’altro e che tutto scorra per il meglio, non solo per l’inaugurazione ma, più ancora, per il trasferimento definitivo dei reparti.
Quando tutto rientrerà nella normalità, ci si potrà dedicare a questioni altrettanto importanti, prima di tutto quella del riutilizzo del Civile, le cui funzioni dovranno essere riviste nel contesto delle esigenze della città, ancorché la struttura è proprietaria dell’Azienda sanitaria, decisioni che dovrebbero essere prese, per opportunità, dalla nuova Direzione dell’Azienda che dovrebbe essere nominata entro l’anno.
L’attore protagonista sarà il Sindaco Cassì che, in ogni caso, risulterà il Sindaco del nuovo ospedale, ridiamo già prevedendo che si sprecheranno le rivendicazioni e le precisazioni per evidenziare che Cassì è arrivato solo ora, martedì dietro il nastro tricolore, dietro Cassì, ci sarà la solita calca di titolati, smaniosi di apparire, come è stato, di recente, per la Fiera Agricola.

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