Mario Chiavola suggerisce strategie nordiche per debellare il fenomeno prostituzione

Una nota del capogruppo del Partito Democratico, Mario Chiavola, che invita alla riflessione sulle strategie da adottare in tema di lotta al fenomeno della prostituzione, con particolare riferimento al dilagare delle case a luci rosse in centro storico a Ragusa.

È stato decisamente contenuto, in questo 2019, rispetto all’anno precedente, almeno finora, il fenomeno delle case a luci rosse nelle abitazioni del centro storico superiore.
L’ultimo episodio, quello verificatosi in via Sant’Anna, ci impone, però, una serie di riflessioni.
E, soprattutto, mi auguro che il proprietario dell’immobile ragusano, che si lamenterà della desertificazione dell’ambito urbano circostante, abbia fatto un regolare contratto a questa malcapitata”.
A dirlo, in maniera in qualche modo sferzante, il capogruppo del Pd al Consiglio comunale, Mario Chiavola, il quale, nel plaudire all’operazione effettuata dalla Squadra mobile, sempre pronta a rispondere presente alle sollecitazioni dei cittadini, non può fare a meno di sottolineare come questa problematica, tra alti e bassi, investa da vicino una particolare area della città di Ragusa.
“Combattere la prostituzione si deve e si può – spiega Chiavola – magari colpendo i clienti e non le donne.
È questo l’approccio di base del cosiddetto Modello nordico, nato in Svezia nel 1999, ma che è stato poi adottato in altri Paesi come la Norvegia, la Finlandia, l’Islanda, l’Irlanda e recentemente anche in Francia.
La crescita o la diminuzione del fenomeno della prostituzione dipende dalle scelte politiche che facciamo e se abbiamo alcuni Paesi in cui il fenomeno è in crescita e le persone che subiscono abusi sono sempre di più, in quelli in cui è stato adottato il modello nordico si registra il trend opposto, l’industria del sesso si riduce, ci sono meno donne sfruttate e le nuove generazioni crescono sapendo che non si compra l’accesso al corpo di una donna per lo sfruttamento sessuale.
Dobbiamo porci seriamente il problema anche nella nostra città, alla luce degli episodi periodici che si registrano. E ciò lo si può fare se la questione si pone sotto i riflettori e non certo evitando di affrontarla, magari nascondendola.
E’ un’azione che possono svolgere le agenzie educative ma anche gli enti locali attivando specifici percorsi di sensibilizzazione”.

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