“MERCOLEDI’, IL TEATRO!”, è partita la nuova rassegna

Una straordinaria prova d’attore. Un monologo intenso. Che ha emozionato il numeroso pubblico presente. Rivelando le caratteristiche del ragusano Giuseppe Ferlito che, non a caso, vanta collaborazioni con le compagnie italiane più importanti e che ha studiato ai Filodrammatici di Milano, vero e proprio tempio di quest’arte.
Ora che è ritornato a Ragusa, il regista Franco Giorgio, come lo stesso ha ammesso in apertura di appuntamento, non poteva lasciarsi mancare l’occasione. E lo ha scritturato per fargli interpretare il testo più celebre di Alessandro Baricco, quel Novecento che ha conosciuto anche l’adattamento cinematografico con “La leggenda del pianista sull’oceano” e che, di certo, si può considerare tra i lavori più rappresentati tra quelli scritti da autori italiani.
Era la prima della nuova rassegna promossa dal Centro Teatro Studi dal titolo “Mercoledì, il teatro!” al Perracchio di Ragusa, con il patrocinio del Comune.
“Una scommessa – hanno chiarito durante la presentazione lo stesso Giorgio con l’attore Massimo Leggio e il critico Carmelo Arezzo (del comitato promotore dell’iniziativa fanno parte anche Giovanni Arezzo, Daniela Antoci e lo stesso Ferlito) – per capire che tipo di risposte si possono avere in una giornata non canonica, differente da quei sabati e domeniche a cui tutti siamo abituati. E, tra l’altro, con delle proposte in qualche modo differenti dal solito”.
Ma cos’è Novecento? Il Virginian era un piroscafo: negli anni fra le due guerre faceva la spola fra Europa e America, con il suo carico di miliardari, di emigranti e di gente qualsiasi. Dicono che sul Virginian si esibisse, ogni sera un pianista straordinario, dalla tecnica strabiliante, capace di suonare una musica mai sentita prima, meravigliosa. Dicono che la sua storia fosse pazzesca, che fosse nato su quella nave e che da lì non fosse mai sceso. Dicono che nessuno sapesse il perché. Dicono… dicono… Dice Danny Boodmann T. D. Lemon Novecento: “…un pianoforte. I tasti iniziano. I tasti finiscono. Tu sai che sono 88, su questo nessuno può fregarti. Non sono infiniti, loro. Tu sei infinito, e dentro quei tasti, infinita è la musica che puoi fare. Loro sono 88. Tu sei infinito. Questo a me piace. … Ma, se io scendo da quella scaletta, davanti a me si srotola una tastiera di milioni di tasti, milioni e miliardi, che non finiscono mai… allora su quella tastiera non c’è musica che puoi suonare. Ti sei seduto su un seggiolino sbagliato: quello è il pianoforte su cui suona Dio”.
Novecento è un personaggio assai complesso, ben raccontato da Ferlito, che cerca di conciliare il desiderio di realizzare i suoi sogni con la paura del mondo sconosciuto che si staglia al di fuori del Virginian.
Un personaggio unico ed indelebile: avvolto dall’aura intangibile del prodigio, e che racchiude in sé una profonda e struggente malinconia. Un essere “sovraumano”, fatto non di carne ed ossa ma della materia dei sogni e degli ideali e per questo solitario nella sua dimensione celestiale, incantevole ed inaccessibile.
Un magico traghettatore di speranze umane che sulle onde del Virginian danzano per l’Oceano Atlantico verso la terra promessa dei desideri e dei miraggi.
Alla fine, spazio anche per il cosiddetto “dopoteatro”, un’altra sperimentazione voluta dal Cts che ha permesso al pubblico di interagire con l’attore e con il regista e di raccontare le emozioni vissute in occasione della rappresentazione.
“Mercoledì, il teatro!” proseguirà il 18 aprile con Mirandolina, liberamente ispirato a “La Locandiera” di Carlo Goldoni, con l’interpretazione di Carmela Buffa Calleo, adattamento e regia di Nicola Alberto Orofino.

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