Metropolitana di superficie: sogno o utopia

È stato il Sindaco a riportarci alla realtà con la notizia di una missione a Palermo per parlare di metropolitana di superficie: il progetto, quindi, c’è, esiste, si muovono il Sindaco, l’assessore alle infrastrutture, i tecnici, si dovrebbe muovere l’assessore alla mobilità sostenibile, ma non c’era, però non ha sbagliato perché, in fondo, a Palermo, in conclusione, un nulla di fatto.
Laconicamente il primo cittadino ha parlato solo di un incontro interlocutorio.
Fin troppo evidente che, fino a quando non ci sarà un impegno preciso del governo nazionale per lo sblocco dei fondi del decreto per le periferie, e un reale impegno, per quanto promesso, da parte del governo regionale, ogni riunione sarà solo salotto, come già avvenuto per la Ragusa-Catania, della quale, peraltro, non si parla più.
Per l’arteria stradale, è già tutto da rifare, se mandano a casa Toninelli sarà tutto azzerato, ammesso che il Ministro attuale, al momento, abbia contezza della situazione.
Grazie anche all’autorevole rappresentanza grillina del territorio a Roma, resterà tutto nei cassetti.

Per la metropolitana di superficie qualche notizia trapela da una nota della Società per la Mobilità Alternativa, una di quelle trovate tipicamente ragusane, come il comitato ristretto per la Ragusa-Catania, che parlano e discettano di tutto senza che si possa capire quale sia la effettiva funzione concreta per la realizzazione delle rispettive opere.
La nota diffusa alla stampa parla di novità sullo stato dell’arte circa l’iter riguardante la metropolitana di superficie della città di Ragusa.
Sarebbe stato l’assessore Giuffrida a soffermarsi sui passi avanti fatti in questi mesi in collaborazione con la Regione e con Rfi, ma il comunicato non specifica se l’assessore ha riferito dell’incontro a Palermo di poche ore prima.
Si starebbe perfezionando il progetto preliminare della fermata del Carmine, allargando la galleria e una parte del ponticello di circa 3,5 metri oltre alla realizzazione di un tunnel pedonale che metterà in comunicazione l’ascensore verticale che conduce a piazza Carmine e quello inclinato che porta a Largo S Paolo.
Esclusa l’ipotesi funivia come collegamento tra la stazione di Ibla e i Giardini iblei per l’opposizione della Sovrintendenza regionale, si sta pensando a un collegamento con bus elettrici, allargando i tornanti di via Peschiera, in modo da migliorare la viabilità complessiva.
Si parla poi delle fermate di viale Colajanni e del centro commerciale Le Masserie, che appaiono come un inutile e dispendioso doppione, mentre non ci sarebbero certezze per la fermata alla zona industriale, nonostante le conclamate necessità di quella zona che comprende uffici, stabilimenti produttivi e numerosi impianti sportivi
Tutto assume i contorni del sogno o dell’utopia, in una prima fase di progettazione si sta forse allargando il campo di intervento, mettendo a rischio l’opera nel suo complesso.
È lo stesso Presidente della Società per la Mobilità Alternativa a parlare di “due grandi incognite che gravano su quest’opera” che potrebbe migliorare la viabilità ragusana ma dovrebbe cambiare anche, e prima, la mentalità ragusana: la trasformazione in decreto regionale della lettera di impegno dell’assessore Marco Falcone e lo scongelamento del decreto periferie che il presidente Conte ha promesso per il 2020.
Elementi che giustificano il parlare di sogno o utopia per la metropolitana di superfice di Ragusa.

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