Minardo e Assenza bacchettano il Commissario Dispenza per le sue dichiarazioni sulla Città di Vittoria

Forti reazioni hanno provocato le parole di uno dei Commissari prefettizi che guidano, in questo momento, la Città di Vittoria, dopo lo scioglimento del Consiglio Comunale e la decadenza del Sindaco e della Giunta.
Fra le prime quelle degli onorevoli Nino Minardo e Giorgio Assenza, che hanno espresso il loro disappunto e il dissenso, con delle note che, appresso, pubblichiamo:

Egregio dottor Dispenza,

una comunità laboriosa ed importante come quella di Vittoria ha la forza e la volontà di andare oltre gli oggettivi problemi che hanno riguardato parte di sé e, oggi, ha orgoglio e coraggio di volerlo fare.
Ecco perché, nel momento in cui ci si mette alle spalle una stagione oggettivamente difficile e complicata, dobbiamo constatare tutti, come rappresentati delle Istituzioni, l’idea di cos’è stato ieri ma guardare al domani, facendo leva su ciò che di buono già c’è (ed invero è parecchio) e marginalizzando ciò che di negativo c’è stato e che non ha riguardato un’intera comunità ma solo la parte malsana di essa. Guardare avanti, appunto…
Questo deve essere un obiettivo, diffuso e condiviso che Le chiedo di far Suo (semmai Ella non l’avesse già fatto come, invece, credo) in questa missiva, che è solo un primo momento di approccio, in attesa di incontrarla de visu e mettermi a disposizione Sua e della Città di Vittoria, come rappresentante istituzionale a Roma di questo straordinario lembo di Sicilia.
Non è mai stato né nel mio stile né tantomeno, nel mio animo, fare polemiche, alimentare tensioni quando so e sappiamo perfettamente, che solo lavorando d’assieme, si possono dare risposte e, soprattutto, fare il bene collettivo e comune.
Le frasi che Ella ha pronunciato, decontestualizzate dall’intero dispositivo in cui esse erano comunque contenute, suonerebbero a pesante condanna di un’intera collettività mentre così, sappiamo perfettamente entrambi, non è. Non credo fosse nella Sua volontà; credo fermamente non sia stata Sua intenzione, fare passare questo messaggio. Il Suo, il nostro lavoro di rappresentanti istituzionali, comporta la responsabilità di dare certezze a chi rappresentiamo.
Cosa non semplice, certamente; ma dovere da assolvere in ogni momento. Ecco perché, sarà per me cosa importante, doverosa e proficua, incontrarla al più presto per dirimere le situazioni controverse e, soprattutto, dare il mio contributo ad una splendida e vitale città quale è Vittoria, da sempre testimonianza di laboriosità, voglia di crescere e di guardare avanti e oltre i problemi che ci sono stati e ci sono; fatta di gente che sa rialzarsi e che non si ferma, soprattutto, di fronte alle espressioni negative ed ai peggiori esempi. È la storia di Vittoria e dei Vittoriesi che lo dice e lo testimonia. Da queste parti, non ci si è mai fermati di fronte ai problemi.
Ci sono stati momenti anche gravi (perché altrimenti non saremmo nella situazione dove si è ora); ci sono e, forse, ci saranno; ma essi non hanno mai condizionato la quotidianità di quella Gente con la ‘G’ maiuscola che è la vera essenza di Vittoria: lavoro, fatica, capacità e Qualità! Vittoria è Legale perché vuole, ogni giorno di più, mettere da parte ciò che legale non è e lo fa anche grazie al Vostro lavoro.
Vittoria e i Vittoriesi, sono, nella stragrande maggioranza, Onesti, perché conoscono chi non lo è e vogliono marginalizzarlo.
Ecco perché avrò il piacere di incontrarLa al più presto e, come ho sempre fatto, testimoniare il mio impegno perché Vittoria dia sempre l’immagine e l’essenza di ciò che è e non di ciò in cui pochi avrebbero voluto trasformarla.
Il nostro impegno, il mio, il Suo e di tanti altri che credono nella bellezza di Vittoria e dei Vittoriesi, ha un solo obiettivo. Condividerlo, come istituzioni, è un dovere cui mi assoggetto ben volentieri.
Con stima.
On. Nino Minardo
Roma 10 marzo 2019

Questa la nota dell’on. le Assenza:

“Su sollecitazione di amici, ho appena visto in streaming un’intervista televisiva al Commissario prefettizio sulla situazione attuale a Vittoria – dice Giorgio Assenza, il quale specifica che – Le parole del dottor Dispenza, pronunciate nel corso della trasmissione Uno Mattina, mi suscitano un paio di considerazioni: da cittadino della provincia, da avvocato che ha cominciato a esercitare proprio a Vittoria e da deputato del territorio, debbo dire che avallare acriticamente l’abboccamento capzioso del conduttore «…l’assegnazione dei box veniva fatta secondo le famiglie, secondo la spartizione mafiosa del territorio» è stata cosa quanto meno avventata. Del pari, parlare di economia legale da contrapporre a quella criminale che dominerebbe la città è assolutamente ingeneroso e fuorviante”.
“La stragrande maggioranza degli operatori economici di Vittoria, anche all’interno del mercato – ci ricorda il presidente dei questori in Ars – è composta da soggetti di assoluta correttezza e inarrivabile laboriosità.
Ed è una maggioranza che è stata spesso vittima e non carnefice fino a pagare con la propria vita, mai complice del malaffare, del fare malavitoso. E, ancora, le tentate estorsioni, le truffe anche per importi rilevanti, gli atti intimidatori subiti non possono essere di certo dimenticati!”.
“Agli onesti lavoratori e lavoratrici e imprenditori, che sono stati indiscriminatamente accomunati in giudizio sommario alla mafiosità, va la mia piena solidarietà, certo come sono che sapranno risollevarsi e riprendere al più presto il cammino di crescita civile, economica e sociale”.
“Quanto accaduto in questi mesi conferma i timori da me espressi pubblicamente all’indomani della decisione di scioglimento del Consiglio comunale, per le inevitabili ripercussioni negative che si sarebbero avute sull’immagine e sulla economia della città e per il discredito di cui l’intera comunità che, ripeto, è in gran parte sana e laboriosa, sarebbe stata vittima”.
“Vittoria e i suoi cittadini non meritano tutto ciò!” conclude Assenza

Sulle dichiarazioni del Commissario Dipsenza, che ha praticamente asserito come, da 40 anni, le assegnazioni dei box al mercato ortofrutticolo siano avvenute, senza alcuna trasparenza, regolate solo dall’illegalità e dal dominio mafioso, è intervenuto, in maniera decisa, Cicco Aiello, sindaco della Città, eletto una prima volta nel 1978, poi rieletto nel 1988, nel 19995, nel 1997 e nell’anno 2002, che ha preannunciato querela.

In risposta alle domande di un giornalista, IL Commissario si è detto per nulla impensierito dalle minacce di querela e ha ribadito di esprimersi sulla base delle risultanze della relazione ministeriale che ha portato allo scioglimento del Consiglio Comunale della città.

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