Mobilità sostenibile: da noi solo parole, parole, parole

18a edizione della Settimana europea della mobilità sostenibile, da noi, a Ragusa, sembra, totalmente ignorata.
E non è il solito luogo comune per prendersela con l’assessore o con l’amministrazione, ma anche l’occasione per ribadire l’inadeguatezza al ruolo dei consiglieri di maggioranza e, soprattutto, di opposizione.
Quest ultimi, soprattutto, nell’indifferenza generale, come dimostreremo in altra parte del giornale, sono indaffarati in piccole beghe di carattere personale che nulla hanno a che fare con l’interesse generale.
Addirittura, cercano di boicottare, con comunicati ad orologeria, l’apertura di un impianto sportivo, raro, se non unico, nel meridione d’Italia, di certo in Sicilia, che è un potente luogo di aggregazione per giovanissimi che vengono distolti dai pericoli della strada.
Si cerca di inficiare l’alto valore sociale di una iniziativa che è, al tempo stesso, di carattere, sportivo, ricreativo, culturale e di spettacolo, con rilievi ed eccezioni su materie dove gli stessi estensori delle note hanno spadroneggiato impunemente da anni, fra cambi di destinazione d’uso, licenze edilizie ai limiti delle forzature, e libertà di movimento negli uffici grazie ad accordi sottobanco con la maggioranza che, agli occhi di tutti, si voleva lottare. Tutto perfettamente legittimo, ma la gente comprende molte cose.
Tornando alla mobilità sostenibile, consiglieri del tutto silenti su problematiche importanti. Si comprende, in assoluto, come su questi temi legati alla vivibilità delle città, ai rifiuti, alla mobilità, occorre, prima di tutto, una forte opera di formazione, informazione e pubblicità.
A Ragusa, il nulla, salvo poi intrattenere per utopistici piani urbani per la mobilità sostenibile, da realizzare, se va bene, fra dieci o venti anni.
Non è possibile ignorare appuntamenti come questi, non è possibile restare fuori da momenti importanti che dovrebbero accomunare politica e opinione pubblica.
La dimostrazione che, spesso, si fa solo propaganda, che non c’è nessuno impegno reale e che, soprattutto, non si dedica nemmeno la giusta attenzione alla formazione delle nuove generazioni che, anzi, vengono danneggiate da questo isolamento mediatico che li esclude da momenti di grande condivisione, non solo nazionale ma europea.
Non dobbiamo, poi, lamentarci se, in determinate classifiche, siamo sempre nelle retrovie.
Per dimostrare quello che stiamo sostenendo, basta guardare a quello che hanno organizzato nella vicina Catania, dove, fino al 22 settembre, ci saranno giornate dedicate al tema della “mobilità attiva”, in particolare pedonale e ciclistica, con lo slogan “Camminiamo insieme”.

Il programma cittadino della manifestazione, promossa dalla Commissione Europea e dal Ministero dell’ambiente e a cui il Comune di Catania ha aderito, è denso di iniziative, segni concreti di adesione alla campagna europea di sensibilizzazione alla sostenibilità ambientale, per una migliore vivibilità ambientale.
Chiusure al traffico sperimentali, realizzazione di alcune zone pedonali, su cui avviare future sperimentazioni,
Percorsi qualificanti con gli studenti per far percepire loro l’importanza dell’utilizzo del mezzo pubblico, dei temi della mobilità sostenibile e gli enormi benefici a vantaggio non soltanto del traffico ma anche della salute.
Sperimentazioni che possano permettere di intravedere il volto di una città nuova, di rivolgere la nostra attenzione alle ztl, alle aree pedonali, ai mezzi elettrici.
Incontri e appuntamenti con addetti ai lavori, tecnici e professionisti dei settori coinvolti, associazioni

Un programma semplice ma mastodontico al tempo stesso, seminari sulla Mobilità Sostenibile, pedalate cicloturistica, passeggiate culturale, passeggiate culturali in bicicletta, inconri per parlare del Mobility Manager Scolastico e di Area, di educazione alla mobilità sostenibile, iniziative ‘a scuola in bicicletta’, passeggiate in bicicletta in centro storico, scoperta delle biodiversità di luoghi specifici, con iniziative di birdwatching,
Chiusura al traffico di determinate aree della città, autorizzate solo per residenti, mezzi di soccorso e delle forze dell’ordine, mezzi del trasporto pubblico locale e mezzi ecosostenibili. Servizi e linee di trasporto pubblico messe a disposizione della cittadinanza.
Iniziative espositivo-promozionali di mezzi ecosostenibili, con possibilità di prove su circuiti prestabiliti.
Stand informativi, stand di rivenditori di mezzi elettrici a due ruote dove verranno esposti biciclette elettriche a pedalata assistita e ciclomotori elettrici.
Laboratori per i più piccoli per trattare i temi della mobilità sostenibile e di uno stile di vita più sostenibile.
Tante, naturalmente le iniziative collaterali, con varie associazioni sportive che promuovono lo sport come pratica salutare e apertura al pubblico di siti storico-culturali e attività commerciali fuori dagli orari convenzionali.
Vale la pena sottolineare come tante città, in Italia, abbiano organizzato manifestazioni importanti, attese da una miriade di citadini e di giovanissimi in particolare, per citarne solo alcune Padova, Cagliari, Genova, Parma, Varese, Siena, Bologna, Latina, Bitonto, Ascoli Piceno, Lecce, Bergamo, Legnano.

Da noi si cincischia con i cespugli, con le graduatorie delle maestre d’asilo, con la crisi idrica a fine stagione, con l’avvio del servizio di scuolabus o della refezione, sulle scelte dell’amministrazione per un affitto di locali a prezzi di svendita e per altre quisquilie tipiche di una politica di basso profili che, in qualche caso, si vuole elevare discettando di utopie impossibili come il coinvolgimento del Comune nel declino dell’aeroporto di Comiso.
Certo, quando ci verranno a parlare di mobilità sostenibile e di colonnine per la ricarica di vetture elettriche, ci sarà da ridere.

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