Modica non si rassegna per il Tribunale perduto

Una nota di risposta del Sindaco di Modica alla segreteria provinciale degli Autonomi di Polizia che richiedevano l’utilizzo dei locali del Tribunale, rispolvera la questione per la quale molti cittadini modicani non mostrano segni di rassegnazione.
Per il sindaco Abbate il futuro dei locali è ancora da scrivere: sulla materia pende ancora un ricorso alla Corte di Giustizia Europea che si dovrà pronunciare su un possibile eventuale ritorno, sia pure in parte, del Tribunale a Modica.
Questa istanza alla Corte Europea ha, di fatto, congelato svariate ipotesi di trasferimento di istituzioni, uffici e forze dell’ordine in quei locali: “Da mesi riceviamo innumerevoli richieste di utilizzo di questa moderna struttura, tra di esse anche quelle inviateci dall’Arma dei Carabinieri e dalla Polizia di Stato. Sono tutte richieste legittime che per il momento però dobbiamo tenere in stand-by attesa l’ultimo lumicino di speranza datoci dalla Corte di Giustizia Europea. Nel momento in cui anche questo ricorso dovesse andare male, dovremo necessariamente pensare ad un utilizzo alternativo della struttura.” dice il Sindaco di Modica che aggiunge: “Attualmente le destinazioni d’uso certe sono quelle che riguardano la collocazione dell’Agenzia delle Entrate, dell’ INPS e di alcuni uffici comunali che ci permetteranno di non perdere le prime due e di risparmiare su alcuni fitti, visto che il posto attualmente occupato dagli uffici ai lavori pubblici presso il Pala Azasi verrebbe preso dalla Giovanni XXIII, ospitata in aule prese in affitto dal Comune. Discorso diverso per le Forze dell’Ordine. Avendo ricevuto entrambe le richieste, non toccherebbe al Comune decidere se assegnare i locali alla Polizia o ai Carabinieri ma dovrebbe essere il Prefetto a pronunciarsi in merito.”

La nota del Sindaco suscita l’intervento dell’Associazione ‘Confronto’ che auspica e rivendica che sulla destinazione della struttura si proceda in maniera più razionale rispetto alle decisioni fin qui adottate da quando il Tribunale di Modica è stato accorpato a quello di Ragusa.
Unitamente alle Associazioni Civiche modicane, “Confronto” chiarisce e ribadisce che la “questione” aperta da tempo, oltre agli Avvocati ed agli addetti ai lavori, coinvolge l’intera società e la classe imprenditoriale e professionale del comprensorio e, in maniera diretta tutti i contribuenti, tenuto conto del denaro pubblico (oltre 11 milioni di euro) utilizzato per la realizzazione del Palazzo di Giustizia e degli enormi costi sostenuti a Ragusa per “rimediare” locali, rivelatisi inidonei ove, in condizioni assai precarie, opera il Tribunale.
“Confronto”, in linea col “Comitato Pro-Tribunale” chiede che il Palazzo di Giustizia della Città della Contea sia utilizzato per la sua naturale destinazione al servizio del Tribunale di Ragusa.
La struttura, moderna, altamente funzionale ed in grado di garantire la massima efficienza, è stata realizzata ad “utilizzo mirato”, rispondente alle particolari esigenze di un Tribunale e, quindi, ogni ipotesi di diversa destinazione appare illogica e fuori luogo.
“Confronto” prende positivamente atto delle dichiarazioni rese nelle ultime ore dal Sindaco di Modica, ma ribadisce le enormi perplessità sui ragionamenti fatti su eventuali utilizzi alternativi.
Il Direttivo di “Confronto” se da un lato aspetta ancora l’autorizzazione per poter effettuare una ricognizione all’interno della struttura, dall’altro, ha avuto modo di visionare una ipotesi di progetto sulla sistemazione degli Uffici dell’Inps; a prima vista, non è pensabile che la sua realizzazione sia possibile e che i dipendenti possano accettare di lavorare alle condizioni proposte.
Tutto quanto sopra impone riflessioni profonde ed il massimo e diretto coinvolgimento ed intervento delle Istituzioni locali, della Politica e di tutti i Parlamentari della provincia.

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