Monta il caso dell’ufficio tributi: in campo anche la CGIL Funzione Pubblica

Un caso, quello denunciato dal Sindaco Cassì, sulla circostanza di un politico, attualmente senza cariche pubbliche che avrebbe usufruito di personale amico dell’ufficio tributi, fuori dall’orario di ricevimento del pubblico, per sbrigare pratiche di amici e conoscenti, ai fini di curare il suo bacino elettorale, destinato a montare, forse eccessivamente rispetto alla reale entità dell’accaduto, situazione che si sarebbe potuta comporre con adeguati provvedimenti per il o i dipendenti colpevoli e una successiva denuncia alla stampa sul comportamento del politico, con contestuali precise direttive ai responsabili degli uffici interessati.
Nulla da eccepire sulla legittimità dell’azione del Sindaco, alla quale devono seguire circostanziate denunce all’autorità giudiziaria per i reati commessi dai protagonisti della vicenda, ma è incontestabile l’inopportuna e prematura comunicazione attraverso i social, pare di qualche scienziato della comunicazione che avrebbe agito, frettolosamente, anche per rivalsa contro precedenti comportamenti, fuori dalla casa comunale, del politico nei confronti di qualcuno dello staff del sindaco.
I risultati sono che oltre al polverone mediatico che si è sollevato, come si può leggere nei commenti al post sulla pagina facebook de sindaco, ci sono persone che scrivono: “Sig. Sindaco, felice di leggere le sue parole “noi non prestiamo il fianco a questo sistema”. Bene allora sia conseguenziale anche con gli altri “sistemi” ovvero quelli che riguardano la gestione di alcuni degli appalti pubblici.
Le relazioni sono già presso i suoi uffici. I cittadini che hanno rispetto della “cosa pubblica” saranno felici di leggere che ha preso provvedimenti per azzerare anche questi ulteriori “sistemi”.
Attendiamo con pazienza, ma la prego non ne abusi”.
Purtroppo, quando salta un tombino la merda si sparge e la puzza dilaga soprattutto in un momento nel quale ci sono, secondo quanto riportato dalla stampa, ben nove filoni di indagine della Magistratura sugli uffici e sui dirigenti comunali

Oggi, intanto, di domenica pomeriggio, fatto insolito, arriva un comunicato della CGIL Funzione Pubblica, inviato al Sindaco, all’assessore al personale, al dirigente del settore tributi, al dirigente del settore I, al Segretario Generale del Comune di Ragusa e al personale tutto del settore 9 tributi.

La nota del sindacato, pur usando il condizionale – sembrerebbe – vuole precisare che non intendimento dell’organizzazione assumere a prescindere difesa incondizionata nei confronti dei dipendenti che ‘avessero’ mantenuti i comportamenti specificati e causato quello che chiamano ‘spiacevole incidente’, ma si vuole, piuttosto “evitare deplorevoli, inopportuni e generalizzati linciaggi mediatici, nei confronti dei dipendenti che avrebbero assunto comportamenti scorretti, o peggio, che qualcuno potesse pensare di assimilare tali comportamenti a quelli di tutti i dipendenti del Comune di Ragusa, motivo per cui riteniamo opportuno fare chiarezza nell’interesse dei servizi resi alla collettività e a salvaguardia dei dipendenti corretti.”
Si evidenzia come i contratti di lavoro contemplano la possibilità di difesa per il lavoratore eventualmente incriminato, dopo l’avvio di una procedura che parte da un provvedimento disciplinare.
Per questo il sindacato avrebbe considerato meglio non dare vita a questo clima di caccia ai colpevoli, le notizie apparse sulla stampa avrebbero contribuito ad un’ingenerosa e inopportuna critica per l’intera classe dipendente del Comune di Ragusa.

Questa la nota della CGIL Funzione Pubblica, a firma di Nunzio Fernandez:

Oggetto: Problematiche Personale Ufficio Tributi

Apprendiamo dagli organi di stampa su un episodio definito dall’Amministrazione del Comune di Ragusa estremamente grave, accaduto presso gli uffici della direzione Tributi del comune di Ragusa.
Sembrerebbe in estrema sintesi che alcuni lavoratori avrebbero concesso ad un soggetto politico supporto tecnico e informativo fuori dall’orario d’ufficio, evitandogli una lunga attesa agli sportelli.

Mettiamo subito in chiaro che non è intenzione degli scriventi entrare nel merito specifico di tale problematica né tanto meno assumere, a prescindere, difesa incondizionata nei confronti del o dei dipendenti che avessero mantenuto un simile comportamento e causato questo spiacevole incidente, piuttosto, è nostra intenzione evitare deplorevoli, inopportuni e generalizzati linciaggi mediatici, nei confronti dei dipendenti che avrebbero assunto comportamenti scorretti, o peggio, che qualcuno potesse pensare di assimilare tali comportamenti a quelli di tutti i dipendenti del Comune di Ragusa, motivo per cui riteniamo opportuno fare chiarezza nell’interesse dei servizi resi alla collettività e a salvaguardia dei dipendenti corretti.

Riteniamo sia anche il caso di chiarire che nel contratto degli Enti Locali (ma tali garanzie sono presenti in tutti i contratti),ad ogni dipendente, dirigente, viene garantita la possibilità di entrare in contradittorio nelle sedi opportune e dimostrare la rettezza dei comportamenti assunti, in sostanza che abbia diritto alla possibilità di difendersi; proprio per tali evenienze viene solitamente avviato un iter che inizia con l’apertura di un provvedimento disciplinare e viene concluso, dopo un’istruttoria, con un provvedimento sanzionatorio o di assoluzione.

Bastava quindi attivare i meccanismi previsti dalla normativa contrattuale senza instaurare un clima da caccia al colpevole. L’articolo apparso sui media, piuttosto, ha contribuito ancora una volta ad un’ingenerosa e inopportuna critica per l’intera classe dipendente del Comune di Ragusa, che sommariamente, senza possibilità di difesa, potrebbe essere associata a comportamenti inopportuni e poco aderenti al codice comportamentale dell’ente ricevendone quindi un inopportuno pregiudizio, specie nei casi in cui i dipendenti appartengono ad uffici, magari poco amati dai cittadini, per via del ruolo impositorio connaturato nelle funzioni.

Apprezziamo che il Sindaco abbia focalizzato la circostanza che la maggior parte dei dipendenti, assumono dei comportamenti corretti; il nostro intervento vuole comunque garantire, sia chi avesse potuto assumere un comportamento poco consono ai doveri d’ufficio ma anche coloro che assumono quotidianamente, nella loro attività lavorativa, comportamenti irreprensibili.

PER L’ ORGANIZZAZIONI SINDACALE
Il Segretario Generale FP CGIL Ragusa
f. to Nunzio Fernandez

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