Museo Archeologico di Ragusa, anche per quello vecchio, uno scandalo

Per quanto attiene, dei beni culturali di Ragusa, all’assessorato regionale di competenza e alla locale Soprintendenza, possiamo solo sperare nell’attuale Soprintendente, il ragusano DOC, architetto Battaglia, professionista competente e capace che potrebbe mettere ordine nel settore, da anni, in mani di gente incapace di farsi valere a Palermo per valorizzare l’enorme patrimonio della provincia.
Pensavamo di poter affibbiare al nuovo Museo Archeologico di Ragusa Ibla, al Convento dei Frati Minori Riformati, il titolo di ‘scandalo locale’ per i gravissimi ritardi nel restauro della struttura e per l’allestimento del Museo che l’ultimo soprintendente ci aveva dato, più volte, per cosa fatta in pochi mesi.
Invece, veniamo a scoprire che il vero scandalo è nel vecchio Museo, dove trapela un crogiuolo di responsabilità e di incapacità gestionale da far impallidire.
La storia, meglio sarebbe chiamarla ‘storiella’ viene fuori ieri, da un comunicato dell’Ufficio Stampa del Comune di Ragusa che informa circa la chiusura al pubblico del Museo Archeologico Ibleo per adempimenti sulla certificazione antincendio.
Dal comunicato si avvertiva profumo di polemiche, perché era palese che gli adempimenti sulla certificazione antincendio non si fanno all’ultimo momento.
Forse, qualcuno aveva tentato di giocare come aveva fatto, a suo tempo, un Direttore Generale dell’ASP, per l’apertura del nuovo ospedale.
Si attendeva di avere ragguagli maggiori, dal momento che, dal Comune di Ragusa, su alcune questioni sono prodighi di comunicati e di particolari, su tante altre questioni, si preferisce glissare.
Ma questa volta non abbiamo avuto bisogno di sfruculiare, perché è il consigliere grillino Gurrieri che, con una nota, pretende di spiegarci cosa c’è dietro.
Già dal titolo, il comunicato di Gurrieri è tutto un programma, perché identifica precise responsabilità della politica, precisa che da mesi sono stati lanciati appelli all’attuale amministrazione per poi ammettere che, da 33 anni a questa parte si attende di sbrigare la pratica antincendio, avviata nel lontano 1986.
Di fatto, specificando che “la politica cittadina non ha saputo investire in questo ambito facendolo diventare un attrattore di investimenti” ammette anche che la sua parte politica, nei precedenti 5 anni si è comportata come i predecessori, né più né meno, come pure avrebbe fatto il successore.
Gurrieri prosegue per chiarire “come stanno realmente le cose”:
“Dalla comunicazione proveniente da palazzo dell’Aquila e dal sindaco – sottolinea Gurrieri – si capisce che si cerca di sdrammatizzare. Purtroppo, però, la situazione è pesante.
E, guarda caso, tutto parte proprio dalla segnalazione di questo mestierante della opposizione politica strumentale:
Gurrieri inoltra il 22 febbraio una richiesta di convocazione della Commissione Cultura, alla presenza dell’archeologo Giovanni Distefano, direttore del museo, per appurare quali le eventuali problematiche esistenti.
Il 26 dello stesso mese si tiene la seduta e in quella occasione è emersa la necessità di attivare lavori di ristrutturazione locali all’interno del museo.
Prendendo spunto da quelle indicazioni, il consigliere protocolla, il 25 marzo, l’ennesimo emendamento, (non è specificato a che cosa (NdR), con i colleghi di Movimento Federico e Antoci, per recuperare somme adeguate dal fondo della tassa di soggiorno per procedere con l’abbattimento delle barriere architettoniche oltre che con la ristrutturazione dei locali così come previsto dalle vigenti norme di legge.
L’emendamento, discusso il 4 aprile, non sarebbe stato tenuto in conto dai consiglieri in aula, né dall’amministrazione, Gurrieri non spiega sulla base di quale punto del piano di utilizzo della tassa di soggiorno si sarebbe dovuto intervenire sulle barriere architettoniche e per la ristrutturazione dei locali.
Poi il consigliere, ci fa sapere che il Direttore del Museo, Distefano, avrebbe scritto al Comune per sollecitare gli interventi di ristrutturazione dei locali, che, giova ricordarlo, sarebbero di proprietà comunale.
Anche in questo caso, nessuna risposta concreta, ma nemmeno nessuna denuncia pubblica delle esigenze che, ora si vogliono far vedere come imprescindibili.
Quindi si passa all’aspetto farsesco della storiella, perché si arriva al 13 novembre, quando i vigili del fuoco, dietro una segnalazione della Procura, effettuano un sopralluogo al museo di via Natalelli, riscontrando carenza di adeguamenti conformi al piano di sicurezza che sarebbero necessari in una struttura pubblica del genere.
Ma nemmeno di questi, nessuno si preoccupa di portare a conoscenza l’opinione pubblica, nemmeno il responsabile del Museo, per una questione che, evidentemente, considerano, quasi, privata.
Per le prescrizioni richiesta dai Vigili del Fuoco, il direttore Distefano, con una nota protocollata il 20 novembre, chiede al Comune di Ragusa di effettuare i lavori necessari, il 2 dicembre, lo stesso Direttore, in attesa di risposte, decide di chiudere la sede del Museo Archeologico Ibleo in via del tutto precauzionale per evitare problemi di sorta.
Dalla relazione dei vigili del fuoco emerge un’altra clamorosa curiosità: il Comune di Ragusa avrebbe avviato la pratica antincendio presso il comando di viale dei Platani già nel 1986, cioè 33 anni fa.
Al di là delle responsabilità pregresse della politica, non si comprende come neanche i responsabili del Museo, che si sono avvicendati nel tempo, abbiamo verificato cose di questo genere.
Fin qui la storiella che genererà un rimpallo di responsabilità non indifferente, perché è vero sì che, alla fine, si va a guardare al capo dell’amministrazione per addossare tutte le colpe e le omissioni, ma è del tutto comprensibile come tutte le incombenze citate non siano di stretta competenza del primo cittadino.
Anzi, chi solleva così bene queste questioni, non dovrebbe, in maniera del tutto sbrigativa, addossare tutte le responsabilità all’amministrazione di turno, ma ci dovrebbe indicare, con nome e cognome, a chi fanno capo le varie incombenze, dirigenti, funzionari, tecnici vari, del Comune e della Soprintendenza.
Poi, sarebbe opportuno non fare confusione tra politica e amministrazione, Gurrieri, nel suo furore comunicativo, coinvolge anche i 5 Stelle per la mancanza di volontà di investire in cultura e parla anche della scandalosa vicenda dei lavori e dell’allestimento del nuovo Museo.
Per Gurrieri una amministrazione che ha cuore le politiche culturali del territorio avrebbe dovuto battere i pugni a ripetizione sui tavoli regionali per far sì che le procedure per i lavori di completamento venissero effettivamente ultimate. Come non ha fatto il Sindaco 5 Stelle nei 5 anni di mandato, partecipando, anzi, alle passerelle mediatiche, assieme al Soprintendente del tempo che annunciava l’apertura entro 12 mesi, anni addietro.
Ma Gurrieri ha un pò di confusione in testa sulla materia, perché dice che la Sovrintendenza di Ragusa è stata lasciata sola a combattere una battaglia che chissà quando potrà vincere, come se al Soprintendenza non fosse una emanazione diretta dell’assessorato regionale ai beni culturali, dimenticando i ritardi epocali per le Latomie di Cava Gonfalone, per l’abbandono di Kamarina e di tanti altri siti di interesse culturale, dimenticati colpevolmente.
Ora per questa storia del Museo Archeologico Ibleo, che lo stesso Gurrieri definisce assurda e paradossale, sarebbe auspicabile che qualche testa sia messa da parte, al fine di colpirne uno per educarne cento.
E resta sempre da chiarire come mai, per quanto in oggetto, sia dovuta arrivare ai Vigili del Fuoco, una segnalazione della Procura e come mai una pratica antincendio sia andata avanti, senza esito, per 33 anni.

Ultimi Articoli