Non c’è un bilancio da fare per Peppe Cassì, che considera il lavoro solo all’inizio

Ci siamo affannati a raccogliere le impressioni di alleati e opposizioni qualificate, dopo dodici mesi di amministrazione Cassì, ne è uscito un quadro tendenzialmente positivo che va dalla condivisione di Fratelli d’Italia a quella del consigliere Gianni Iurato, quest’ultimo critico solo in ordine al ritardo per le scelte sul centro storico e per la risoluzione della crisi idrica della città.
Più articolato e meno positivo il giudizio del Partito Democratico, che denuncia gravi ritardi per la revisione del PRG, per gli interventi in centro storico, per la mancata attenzione per periferie e contrade, ma non può fare a meno di apprezzare, pubblicamente, la disponibilità al dialogo e al confronto, del Sindaco con tutti i suoi concittadini.
In fondo, aspettarsi consenso dalle opposizioni, ancora fresche di sconfitta, sarebbe utopistico, ma le critiche sono stemperate dall’atteggiamento del primo cittadino che costituisce la vera ventata di cambiamento in città.
In ogni caso, lo spessore degli interventi critici nei confronti del lavoro svolto nel primo anno da Cassì lascia molto a desiderare, nei contenuti e nelle modalità di espressione, senza che si intraveda una vera intenzione di affondare la lama sulle problematiche più emergenti, condizione che, si deve dire, dipende, in buona parte, dalla mancanza di concrete proposte alternative su temi che sono, comunque, di non facile soluzione.
È prevedibile che in vista delle elezioni del 2023 le armi siano affilate per tentare di conquistare Palazzo dell’Aquila, ma, al momento, Cassì e soci possono dormire sonni tranquilli.
Per ora, il Sindaco nemmeno legge gli interventi di qualche opposizione, anche il suo apparato per la comunicazione non lo informa su quello che dicono gli avversari di lui, segnale della naturale indifferenza verso forme di opposizione che continuano a dimostrare forti limiti, nemmeno ridimensionati dalla sconfitta ancora recente.
E’, comunque, assai interessante cercare di carpire il suo atteggiamento dopo dodici mesi della nuova esperienza.
Troviamo un Sindaco per nulla stanco di questa nuova esperienza che lo vede impegnato, senza sosta, tutti i giorni, per il suo ruolo di primo cittadino, di assessore con diverse deleghe importanti sulle spalle, indaffarato a seguire ogni comparto dell’amministrazione e della macchina comunale
Parla di una esperienza nuova, scandita da tempi diversi, da problematiche che hanno, quasi sempre, tempi di soluzione necessariamente lunghi.
Le condizioni del sistema non coincidono con l’esigenza di dare risposte rapide, per cui Cassì si è ritrovato spesso a cercare di snellire, di accelerare i procedimenti, di stimolare l’apparato che presenta tanti elementi qualitativamente validi, ma non tutti.
Come nel rapporto con i cittadini, anche quello con la macchina amministrativa è improntato alla disponibilità e al dialogo, spesso si pensa di organizzare ma si rischia di congestionare la macchina comunale.
Queste prime riflessioni di un colloquio con il primo cittadino ci danno la dimensione del cambiamento, dell’avvento di un amministratore non affannato alla ricerca della prestazione, del risultato, ma, piuttosto, alla efficienza dell’apparato finalizzata a benefici che, inevitabilmente, non possono essere a breve termine.
Energia dedicata alla costruzione di relazioni, di rapporti con una realtà complessa, dove l’inesperienza viene colta e considerata come vantaggio perché permette di affrontare le problematiche senza condizionamenti.
Sul tema dell’inesperienza amministrativa hanno puntato e continuano a puntare avversari politici, ma sembra che lo strumento bellico non sortisca effetti tangibili.
Inesistenti per Cassì, se non per la stretta attualità dell’emergenza, le polemiche per la buca sull’asfalto o per la doccia che non funziona, c’è più attenzione per la riflessione, per l’approfondimento dei temi, nel contesto di una politica che deve rispettare i valori delle relazioni sociali.
Possiamo riportare l’esempio pratico del confronto rispettoso con i residenti di Puntarazzi che si sono lasciati coinvolgere dalla dialettica del primo cittadino che è riuscito a far capire come la fognatura di una contrada, al momento, non può essere prioritaria rispetto a tante altre emergenze, anche di siti omologhi.
Le scelte di Cassì sono improntate non al consenso immediato, ma al futuro, il programma elettorale sembra poco attuato, ma in realtà molto è stato avviato in ogni settore, solo che occorre tempo per vedere i risultati, ma tutto è selezionato, nella mente del Sindaco, in maniera ordinata, fra problematiche emergenziali e problematiche progettuali.
Sorride quando gli si segnalano settori che sembrano meno attivi di altri o emergenze che tardano a vedere soluzioni concrete: Cassì ha un concetto assai elevato della sua città e dei suoi concittadini, forse come non lo ha avuto nessun sindaco prima di lui.
Tutto è riconducibile, nella sua strategia, dallo sviluppo economico alla revisione del piano regolatore, dai lavori pubblici al verde pubblico, dal turismo al trasporto pubblico, ad un progetto unitario al quale tutta la squadra sta lavorando in maniera incessante, senza sosta, per risultati che, per buona parte, potranno anche essere concretizzati nel quinquennio successivo a quello attuale, anche da altri sindaci.
È questa la forza del Sindaco Cassì che vede la politica e l’amministrazione comunale come obiettivo del suo lavoro e non come sistemazione politica e, possibilmente, anche lavorativa.
Non a caso, mette la cultura e il progetto culturale al centro della sua azione: Ragusa, per Cassì, è un posto unico, di pregio, che va ulteriormente valorizzato nelle sue più esaltanti peculiarità che altrove non si trovano.
Il livello culturale della comunità deve essere motore per la promozione del territorio, un territorio grande, unico, anche per merito di politici del passato che hanno saputo esaltarne aspetti e caratteristiche.
Cassì valuta i giudizi di tanta gente, proveniente anche da località più rinomate, che ha una percezione della nostra città diversa da quella che hanno i suoi stessi abitanti.
Il bilancio di un primo anno di lavoro, da parte del Sindaco, è improntato su questo tipo di valutazione e il suo impegno costante è per un lavoro di cucitura, finalizzato a perseguire una crescita naturale del territorio nutrita da iniziative nuove e strettamente finalizzate ad un concetto di grande considerazione per il patrimonio che ci ritroviamo e che può costituire volano di crescita economica, turistica, culturale e sociale.
Peppe Cassì ha già questa grande considerazione per la città e, tramite le sue iniziative, vuole infonderla nei concittadini e, soprattutto, nelle giovani generazioni: i risultati della differenziata, i dati sulla donazione del sangue, gli elementi distintivi di accoglienza e di inclusione sociale, fenomeno, quest’ultimo, assai bene assorbito e che ha minimizzato gli inevitabili aspetti negativi che si frappongono ad una piena integrazione dei migranti e dei forestieri, rendono Ragusa Unica.
Su questi aspetti ha lavorato il Sindaco, condividendo anche profonde riflessioni su singole sfaccettature con la sua squadra, una azione che determina, oggi, un bilancio nettamente positivo, non ancora in termini di risultati ma, di certo, per un lavoro che, finora, ha trovato e ha determinato un consenso diffuso che si è aggiunto a quello che lo ha portato a Palazzo dell’Aquila.

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