Non è più tempo di pettinare le bambole

L’audizione in Commissione V del Comune di Ragusa del deputato regionale Orazio Ragusa ha riaffermato la sintonia fra il Governo Regionale e il Sindaco della Città di Ragusa che si pone, altresì, secondo l’opinione dell’onorevole, come riferimento preciso di tutto il territorio provinciale.
Credibilità personale, professionale e politica, con una discreta dose di autorevolezza nonostante la relativamente breve carriera politica, lo pongono come interlocutore privilegiato di tante realtà importanti dell’isola, dal Presidente della Regione agli assessori regionali, dal Rettore a diversi protagonisti del mondo politico.
Il momento è particolare, Ragusa e la provincia vivono uni stato perdurante di crisi e di decadenza a stento contenuti da una classe politica che non riesce a integrarsi nei grandi cambiamenti della politica e della vita sociale.
Cassì mostra di essere attaccato a vecchi valori da conservatore ma mostra la giusta dose di capacità non solo per vivere i cambiamenti in atto ma per sfruttare le innegabili opportunità che si presentano per un’epoca nuova che, però, stenta a ingranare.
Abbiamo avuto esperienza diretta che il nuovo non saputo gestire è assai dannoso, Peppe Cassì non può farsi sfuggire l’occasione di determinare dei cambiamenti positivi per la nostra terra, dopo anni di anonimato, favorito dalla collaborazione di una squadra assessoriale con elementi in grado, quelli senza pregresse esperienze amministrative, di costituire una formazione di consiglieri determinanti per quella che a questo punto, appare, sempre di più, come una missione.
Era l’anelito di quanti avevano visto nel predecessore, Federico Piccitto, il sano portatore del cambiamento, del verbo della rivoluzione silenziosa, poi arenatasi sulle maglie della più becera vecchia politica del Movimento 5 Stelle che ha portato al disfacimento del primo nucleo sano di amministratori grillini.
I ragusani, avidi di rivoluzioni silenziose, hanno rilanciato, con decisione, con Peppe Cassì, la squadra assessoriale è decisamente di più alto livello, ai consiglieri comunali attuali manca qualche elemento di spicco del passato truppone, manca anche, invero, qualche elemento di opposizione che riusciva a recitare il ruolo di sorbetto dopo le portate di pesce, ma tutta la formazione sembra in grado di affiancare sapientemente Cassì per la missione.
Non è più tempo di pettinare le bambole.
Finiamola con l’autostrada e con la Ragusa Catania, finiamola con l’aeroporto o con la provincia che ci deve dare ancora la stazione passeggeri del porto di Pozzallo, occorre ripartire da zero, eliminando, soprattutto quanti hanno voluto rivestire indegnamente e senza capacità, ruoli da protagonisti, per ottenere il nulla.
Occorre fare la voce forte, hanno portato via la Camera di Commercio, l’ASI, la ferrovia, i sindacati sono a mezzo servizio con Siracusa, per il turismo e i beni culturali siamo nella mani di Palermo, l’Università è ridotta ad una sola facoltà, non abbiamo voce in capitolo per l’aeroporto, attendiamo da anni il restauro del Convento di Jesu che dovrebbe diventare Museo Archeologico, ma nessuno protesta, anzi se ci sono autorità da accogliere siamo sempre pronti a stendere tappeti rossi per ringraziare sempre di quanto ci hanno tolto.
Il sindaco accoglie di buon grado pesanti eredità, senza battere ciglio, quella di un appalto folle per la raccolta dei rifiuti, quella della manutenzione delle strade ex provinciali, quella delle strade urbane da rifare, quella della zona industriale da prendere in carico, quella del centro storico tramandato in coma pressoché irreversibile.
Saranno banchi di prova difficili, ma Cassì mostra di potercela fare, l’importante è che si lavori senza tavoli di concertazione, senza sinergie indispensabili, senza conferenze di servizio, all’insegna del fare e presto.
I pettinatori di bambole potranno continuare il loro gioco, ma lascino in pace i ragusani.

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