Non solo i ragusani ‘pane e cipudda’ si permettono di giudicare il divulgatore Alberto Angela

Riprendiamo una notizia che, prima di noi, ha messo in risalto l’attento ‘ragusanews’, ci permettiamo parlarne perché, nei giorni scorsi, siamo entrati nella polemica scaturita dai giudizi poco esaltanti di qualche ragusano, sui social, a proposito della trasmissione ‘Meraviglie’, che si è occupata del barocco del Duomo di San Gorgio di Ragusa Ibla.

Sul Corriere della Sera, Ernesto Galli della Loggia ha pubblicato una lettera rivolta ad Alberto Angela dove scrive “Non si riduca la storia a un seguito di episodi strabilianti da fiction”
La polemica è nata dopo l’intervista di Angela su ‘La Repubblica’. L’accademico Ernesto Galli della Loggia si pone contro il divulgatore, Alberto Angela.
Quest’ultimo aveva rilasciato un’intervista a Repubblica, nei giorni scorsi, in cui spiegava il successo del suo programma televisivo: «In questa serie, vediamo ogni epoca attraverso una famiglia» spiegando il racconto della storia attraverso episodi particolari, costumi ed abitudini, sfide quotidiane.
Una scelta che, secondo Angela, va in controtendenza rispetto allo studio “scolastico”:
«Quando apriamo un libro di storia troviamo date, re, battaglie, imperi e poi basta – aveva detto a Repubblica – Sfugge completamente la realtà e cioè che la storia è fatta di piccole storie».
Non è d’accordo Ernesto Galli della Loggia, che dalle pagine del Corriere della Sera gli risponde: «Sono decenni che gli storici di professione, che proprio degli sciocchi non sono, hanno avuto le sue stesse curiosità e si sono messi a fare ricerche e a scrivere libri per soddisfarle».
Gli Annales, le Microstorie di Einaudi, le lunghe disquisizioni sui manuali scolastici su «Gli antichi romani a tavola! «Come si viaggiava nel Medio Evo», «La moda e la Rivoluzione Francese». Fioccano gli esempi fatti da Della Loggia ad Angela, per dimostrargli che in fondo, non si è inventato proprio nulla, anzi.
Le disquisizioni sui dettagli e sugli episodi particolari sono anche troppe, secondo l’accademico, «perché i re e le battaglie, anche se a lei non garbano, tuttavia una certa importanza ce l’hanno, dal momento che spesso decidono di quella cosa che non è proprio insignificante che è il potere».
L’accademico continua sottolineando come sia comprensibile che l’audience televisiva preferisca storia più colorate, ma che sia fondamentale avere il quadro d’insieme per capire la storia e l’evoluzione della nostra società. Da un grande potere derivano grandi responsabilità, anche quando si parla di storia
«La divulgazione è una cosa molto importante – continua nella lettera della Loggia esprimendo i sinceri complimenti al lavoro fatto da Angela – una cosa molto importante la quale proprio perciò comporta tuttavia grandi responsabilità».
Galli della Loggia aggiunge: “Spacciando «merce per così dire taroccata» dicendo al pubblico di star raccontando «chissà quali mirabolanti novità» ma che sono «da tempo acquisite» e assecondando solo le curiosità più piccole, «l’attenzione materiale», si suggerisce un messaggio sbagliato, cioè si svaluta «la ricerca stessa e i suoi addetti».

Acquisite le ragioni dei Ernesto galli della Loggia, i ragusani che bazzicano sui social, e anche gli altri, non pensino, però, di poter parlare a sproposito su Angela e su chiunque altro venga ad esaltare nelle televisioni nazionali le nostre ricchezze e il nostro patrimonio, non è cambiato nulla, Ernesto Galli della Loggia se lo può permettere, con i suoi titoli.

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