Nuovi stalli a pagamento poco utilizzati

Una nota dell’Ufficio Stampa del Comune informa che da lunedì 4 febbraio gli stalli a pagamento della via Carlo Alberto Dalla Chiesa e della piazza Caduti di Nassirya, la vecchia piazza Ospedale Civile, affidati alla SISosta, la società che gestisce i parcheggi pluripiano, sono soggetti alla tariffazione adottata dalla stessa.
Se ne è parlato in Consiglio Comunale, a seguito di un intervento in aula di un consigliere comunale del Movimento 5 Stelle che lamentava l’eccessivo costo orario di questi parcheggi e le difformità di indicazioni sulle tabelle segnaletiche: in un senso di marcia si legge che la sosta a pagamento vige dalle ore 0 alle ore 24, nell’altro senso di marcia, a salire, in via Carlo Alberto Dalla Chiesa, si legge che la sosta a pagamento vige dalle ore 7 alle ore 24.
Nella nota del Comune, si legge anche che gli stalli che saranno gestiti dalla Sisosta, saranno complementari ai limitrofi parcheggi interrati e avranno una differente tariffazione oraria che sarà specificata sui parcometri e sulla relativa segnaletica verticale.
In questi stalli non avranno validità i pass che consentono la sosta gratuita eccezion fatta per quelli dei disabili.
Al riguardo, assai lacunosa la risposta dell’assessore alla Polizia Urbana che ha liquidato la questione, senza spiegare le motivazioni dell’affidamento alla SiSosta, parlando, genericamente ì, di accordi regolati da una delibera di giunta del 2017, quindi del sindaco Piccitto.
L’assessore avrebbe dovuto spiegare gli accordi pregressi con la SiSosta, il mancato rispetto degli stessi, tutto avvenuto sotto l’amministrazione Dipasquale della quale anche l’attuale assessore alla Poilizia Urbana, Barone, faceva parte.
Successivamente, nel corso dell’amministrazione Piccitto, la SiSosta aprì un contenzioso, richiedendo, apre, danni per oltre 10.000.000 di euro, in seguito ad un concordato fra le parti fu ridotta, di molto, la cifra pretesa dalla SiSosta che ottenne anche, per buona parte, il rispetto degli accordi iniziali.
In pratica, sotto l’amministrazione Dipasquale, fu deciso di affidare alla SISosta, che fa capo al gruppo Virlinzi di Catania, la gestione, per un dato numero di anni, dei tre parcheggi pluripiano della città, Tribunale, Stazio e Poste, in cambio della costruzione di quest’ultimo.
Una operazione che poteva sembrare conveniente, in altri tempi, perché il Comune risparmiava l’ingente somma per la costruzione di quello che sembrava un parcheggio indispensabile.
La ditta, che non aveva, in ogni caso problemi economici, secondo ambienti bene informati, considerava conveniente l’affare in proiezione di una gestione totale dei parcheggi nella città, nel pluripiano e sulle vie.
Ma per arrivare a questo occorreva, intanto, il rispetto degli accordi che prevedevano la riduzione degli stalli di sosta nelle adiacenze del pluripiano, addirittura pare che fra le proposte accettate ci fosse l’eliminazione del parcheggio in viale Ten Lena, forse in previsione di quella riqualificazione della piazza Impero che avrebbe influito anche sulle vie adiacenti.
In pratica, la SiSosta avrebbe visto favorito e incentivato il parcheggio nel pluripiano e, per gradi, si sarebbe impadronita, tramite regolare gara, anche delle cosiddette ‘linee blu’.
Un progetto riuscito a metà, e forse nemmeno, come si può vedere dalle foto: alle ore 9 del mattino, la via Carlo Alberto Dalla Chiesa è praticamente vuota, gli automobilisti che di solito invadevano gli stalli di sosta della via, dalle prime ore del mattino o archeggiano altrove o vanno al lavoro a piedi.
Un vero e proprio miracolo per l’ambiente, come avviene anche in piazza Caduti di Nassyria, dove, con al chiusra dell’Ospedale Civile, l’occupazione dei parcheggi in zona è diminuita almeno dell’80%.
In pratica, un altro elemento di desertificazione del centro storico, perchè se la gente si ritroverà obbligata a pagare, somme peraltro notevoli, per parcheggiare, eviterà anche di fare solo una puntata in centro.
Inutile disquisire su eventuali errori di valutazione, difficile dire se poteva essere conveniente costruirsi il parcheggio da soli, come pure difficile dire se, per l’amministrazione Piccitto, poteva essere conveniente accettare il contenzioso con la SiSosta e puntare a risarcire la controparte, ma restare proprietaria e gestore diretto del pluripiano di piazza Poste e di quello di piazza del Popolo.
Non vogliamo addebitare colpe alla scelta di Nello Dipasquale, anche se sembrano, con il senno di poi, vessatori i termini del primo accordo, come pure si comprende l’imbarazzo di Piccitto che ha dovuto sottostare ad accordi stipulati da altri, prima di lui.
Poco edificante, in ogni caso, il comportamento di Barone che ha semplicisticamente addebitato la situazione a Piccitto, senza nemmeno rivelare che era nella giunta che operò quelle scelte.
Un’altra pesante eredità per Cassì che dovrà inserire questa problematica in quella più ostica del centro storico, sempre più complicata e, sfortunatamente, ancora al palo.

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