Ogni tanto riemerge la questione Cava dei Modicani

Fra politica regionale da sempre nel pallone, incapace di risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti, con responsabili del settore mai con le capacità necessarie per venire a capo della situazione, il problema delle discariche è il cancro siciliano dei rifiuti.
In aggiunta leggi anacronistiche e limitazioni degli ambientalisti aggravano la situazione: all’estero i rifiuti sono una risorsa, con l’incenerimento dei rifiuti si riscaldano intere città, c’è il paradosso di qualche nazione che deve acquistare rifiuti per alimentare gli impianti.
Da noi le discariche non vanno bene, gli inceneritori e i più moderni termovalorizzatori sono banditi, non si capisce dove andare a conferire i rifiuti, non si capisce nemmeno, almeno da noi, quanto si ricava dalla separazione di carta e cartone, vetro e plastica.
L’argomento diventa facile strumento di opposizione, nessuno vuole ammettere che le responsabilità sono della totale incapacità di tutta la classe politica a risolvere la situazione.
Come se non bastasse le preoccupazioni dei politici locali sono sempre di basso profilo, di rifiuti e di discariche si parla solo quando il problema viene a galla, in vista dell’ultima scadenza e dopo l’ennesima proroga.

Il capogruppo del PD, Mario Chiavola addebita al Sindaco il mancato ampliamento della discarica di cava dei Modicani che è ormai al limite della saturazione, nonostante la differenziata.
Ma nessuno, di fronte all’emergenza, parla di progetti per uscire dall’emergenza, ancorché di lungo periodo.
Si preferisce cincischiare sulle responsabilità del passato, sul mancato intervento della politica che, però coinvolge tutti i partiti e tutti i politici.
A poco serve ricordare i benefici ottenuti grazie all’azione amministrativa dell’allora ex sindaco Nello Dipasquale che non solo realizzò la discarica così com’è ma la difese strenuamente quando si pensò di saturarla in poco tempo.
Come pure è inutile recriminare sulla mancata realizzazione della quarta vasca che non ha nemmeno provocato l’avvio di progetti consequenziali per il futuro del conferimento dei rifiuti.
Chiavola si sofferma anche sull’impianto di compostaggio, il cui finanziamento va a rilento.

Anche l’altra unica opposizione vivente al Consiglio comunale, dopo quella di Chiavola, quella dei 5 Stelle, non manca di sottolineare la presunta scarsa attività del Sindaco Cassì per i problemi in questione.
Manca, addirittura, l’autorizzazione dell’impianto Tmb.
“In più di un anno ci sono state conferenze dei servizi, incontri e quant’altro. Ma non è accaduto nulla”.
Come al solito, i 5 Stelle al consiglio comunale non intendono considerare i 5 anni di immobilismo grillino sulla questione rifiuti e addebitano al Sindaco Cassì l’incapacità di trovare una soluzione.
E’ arrivata la scadenza dell’ordinanza e si è resa necessaria l’ennesima proroga. Il Comune avrebbe potuto pressare la Regione per ottenere le risposte dovute. Ma così non è stato.
Il sindaco, inoltre, è nel cda della Srr e quindi doveva e poteva seguire bene la questione per non parlare del fatto che detiene la delega all’Ambiente.
I 5 Stelle sperano solo che non ci saranno aumenti per compensare gli eventuali maggiori costi, aumenti che potrebbero vanificare il ribasso del 5 % sulla TARI.
Per i 5 Stelle ci sono fortissimi ritardi, come in altri settori, naturalmente non spiegano cosa non si è fatto nei 5 anni di amministrazione grillina. Questo è uno dei casi per i quali gli attuali 5 Stelle del Comune disconoscono i loro predecessori.
In ogni caso, al netto dei rilievi delle opposizioni, è auspicabile che il Sindaco Cassì, anche nella veste di assessore all’ambiente, chiarisca quali sono i termini della questione, quali le incombenze che spettano al Comune e quali le responsabilità e i ritardi della Regione che non brilla in questo come in altri settori dell’amministrazione regionale.

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