Opposizioni imbarazzate, scomposte e impreparate per la semplice presa d’atto del DUP

Apparentemente potrebbe sembrare una seduta del Consiglio Comunale dai contenuti degni di nota, con un dibattito acceso e produttivo.
Una attenta rilettura delle oltre 4 ore di seduta ci consegnano un quadro del civico consesso sconsolante e che induce, ancora una volta, di più, a rivolgere attenzione solo all’attività amministrativa, lasciando che i consiglieri, quasi tutti nuovi, facciano esperienza, maturino e possano, in futuro, essere produttivi per la città.
Insignificante il ruolo dei consiglieri di maggioranza, silenti nel commentare l’atto e sordi alle scomposte considerazioni degli avversari politici in cerca di un barlume di visibilità. Solo isolati lampi del capogruppo Tumino, e, oggi, anche del consigliere Mezzasalma, con l’intermezzo dell’intervento della consigliera Salamone, esperta e competente nella materia, le cui numerose esitazioni sembravano malcelare considerazioni critiche che aveva difficoltà ad esternare, dato il suo recente ruolo di assessore al bilancio.
Troppo pochi, per una compagine di maggioranza che dovrebbe sostenere con opportune argomentazioni l’amministrazione, con una comunicazione adeguata in grado di annullare i tentativi, sia pure inefficaci, di controbattere l’azione della giunta.
Le opposizioni si sono rivelate, prima di tutto, impreparate, perché nemmeno sapevano che l’atto non si doveva votare, ma, al riguardo, si deve dire che l’atto stesso è andato in Commissione e si è votato per il parere, quindi sbando totale, anche perché nessuno ha saputo rispondere al consigliere Chiavola che chiedeva lumi sulla difformità.
Atteggiamenti scomposti, al limite dello sgarbo istituzionale per qualcuno in evidente ricerca di visibilità e di accreditamento all’esterno e all’interno del suo movimento, tutto afferente alle imbarazzanti condizioni nelle quali si trovano gli esponenti del gruppo 5 Stelle che si vedono ritorcere contro ogni rilievo ed ogni eccezione sulla base di quanto avvenuto nei precedenti 5 anni di amministrazione pentastellata.
Sullo sfondo, non si sono del tutto spenti i tizzoni resi ardenti dalla sconfitta elettorale all’ultimo metro, evidentemente ancora non del tutto digerita.
Qualcuno dei 5 Stelle ha utilizzato il termine barzelletta per definire il DUP, ma la vera barzelletta è quando i grillini si servono, a convenienza, del precedente periodo di amministrazione Piccito: se serve si utilizza a stendardo della propria attività politica, quando non conviene si disconoscono amministratori ed ex consiglieri, ricorrendo anche a giudizi poco gentili nei confronti di gente che, comunque, dovrebbe essere della stessa parrocchia.
Barzelletta anche quando il consigliere D’Asta ha presentato una pregiudiziale sull’atto, eccependo anche la mancanza di firme finali sullo stesso, per farsi dire, assieme a chi aveva deciso di cavalcare il tentativo, che una pregiudiziale sospensiva sulla discussione di un atto può valere per eccezioni di legittimità, di mancata aderenza alle norme e non certo per una questione di valutazione politica sull’atto, sulla quale, peraltro, i tecnici poco avrebbero da giudicare.
Superate queste inutili schermaglie iniziali, e bocciata la pregiudiziale, è letteralmente salito in cattedra l’assessore al bilancio Giovanni Iacono che ha relazionato sul DUP, con dovizia di particolari, competenze specifiche e una analisi lucida dei contenuti riguardanti, esclusivamente, la sezione strategica del documento.
Un documento che l’amministrazione ha cercato di rendere comprensibile e realistico, in netta contrapposizione ai DUP del passato (considerazione non solo di Giovanni Iacono ma proveniente anche da fonti competenti degli uffici di riferimento).
Un atto che, ha sottolineato l’assessore, è stato anche integrato con atti di indirizzo e ordini del giorno votati e approvati in Consiglio Comunale, segnale questo di una rispettosa apertura al civico consesso, senza preclusioni di bandiera.
Iacono si è soffermato sulla impostazione innovativa della presentazione dell’atto, che riguarda, in prima battuta, rigorosamente nei termini previsti dalla legge, la Sezione strategica che potrà essere oggetto di emendamenti in sede di approvazione, come variante al DUP, unitamente al bilancio.
Ma su questo si può già dire che, difficilmente, ci saranno sostanziali modifiche perché, già ora, ma come avviene solitamente in fase di approvazione dello strumento finanziario, le opposizioni non sembrano in grado di intervenire, sia pure a livello di tentativo da sottoporre al voto della maggioranza, con cognizione di causa sulle possibili modifiche.
L’assessore Iacono ha passato in rassegna le varie parti del Documento Unico di Programmazione, attraverso l’analisi strategica del contesto esterno e l’analisi dei dati sull’evoluzione della situazione finanziaria dell’ente e quella dell’organizzazione e gestione dei servizi comunali.
Poi c’è stata l’illustrazione puntuale degli obiettivi strategici, con le linee per lo sviluppo economico, turistico, amministrativo, di sport benessere e salute, urbanistico e del centro storico, con decoro e verde pubblico, poi, ancora, sviluppo culturale, del welfare e di Comunità, oltre agli obiettivi per l’edilizia scolastica e lo sviluppo di contrade e periferie.
Un documento abbastanza snello ma omnicomprensivo, dai contenuti probanti ancorché riferibili al programma elettorale, che potrebbe essere non condiviso ma, di certo, non derubricato a documento insignificante come qualcuno ha tentato, strenuamente ma vanamente, di giudicare.
Evidente e incontrollato l’imbarazzo dei 5 Stelle quando si è potuto verificare che molte delle cose che l’amministrazione Cassì intende attuare si sarebbero potute realizzare nella passata sindacatura, tralasciate, spesso, in maniera del tutto incomprensibile.
Grillini scandalizzati perché nel documento si parla di manutenzione programmata delle strade, di parcheggio interrato a Ibla, di valorizzazione del Castello di Donnafugata, di programmazione culturale, di verde pubblico, di manutenzione degli impianti di riscaldamento nelle scuole, di piano regolatore, di piano particolareggiato del centro storico, di rilancio dell’economia, di sostegno all’agricoltura, di Vallata Santa Domenica e di Cava Gonfalone, di teatro Marino, tutti riferimenti ai quali i grillini non hanno saputo dare risposte nonostante le buone intenzioni. E, appunto per questo, l’imbarazzo era montante e portava a interventi scomposti e nervosi che trascendevano anche nell’esilarante.
Volutamente destabilizzanti, all’interno della maggioranza, le perplessità esternate dalla consigliera, ed ex assessore, Salamone sulla necessità di rispettare i contenuti minimi previsti dalla legge, sulla opportunità di inserire alcune informazioni, sulla mancanza di una descrizione dell’attuale quadro economico sociale locale, suggerimenti che ha inoltrato, segnalando la percezione di un normale “adempimento per un obbligo formale”
La Salamone ha identificato anche punti migliorabili nelle direttive strategiche pur ampiamente dettagliate, soprattutto in ordine alle modalità di gestione dei servizi pubblici locali.
Ha, inoltre, evidenziato la necessità di contenuti chiari per livelli di approfondimento più validi, rilevando l’esigenza di una rappresentazione storica delle entrate e delle spese come punto di partenza di una analisi dettagliata per le linee strategiche che ci sono tutte e che avranno le necessarie integrazioni nei successivi contenuti, rimarcando le condizioni dei precedenti DUP del tutto illeggibili.
Punzecchiature gentili quelle della Salamone, postumi dei capricci assessoriali baroniani, destinate ad incrementarsi in vista di allargamento della giunta e di quote rosa da rispettare.
Rilevante l’intervento del consigliere Iurato che avrebbe visto il momento della presentazione del DUP come quello ideale per ascoltare da ogni assessore le sue linee programmatiche, assurdo caricare tutto su un solo delegato che deve rispondere di materie non sue e di programmi pianificati da altri colleghi.
Centrale l’intervento del Sindaco Cassì che ha stigmatizzato aggettivazioni del tutto fuori luogo, invitando gli avversari politici, (o presunti tali, aggiungeremmo noi), alla rassegnazione, comprendendone le difficoltà e l’imbarazzo per adempimenti nei termini di legge e che riscontrano consenso diffuso nella città, in tutti gli ambienti e nelle diverse parti politiche.
Una stroncatura senza mezzi termini di un comportamento pieno di contraddizioni, che potrà, di certo, galvanizzare i compagni di movimento ma rende difficoltoso l’apprezzamento delle strategie politiche, quando non suscita antipatie per atteggiamenti sopra le righe.
In chiusura dell’esame dell’atto, secondi interventi che hanno risentito delle batterie ormai scariche dei consiglieri di opposizione, oggettivamente privi di argomentazioni valide anche solo per sostenere le tesi dei primi interventi.
E’ stato l’assessore Iacono a chiudere il dibattito, basito per le strane reazioni di qualche consigliere e deluso per il mancato apprezzamento di un atto volutamente reso comprensibile e di facile interpretazione, un atto che scaturisce, inevitabilmente, dalle macerie ritrovate all’insediamento e che, dopo anni, riflette, finalmente, la realtà.
A margine del commento alla seduta va segnalata l’agile e ineccepibile conduzione della seduta da parte del Presidente del Consiglio, Fabrizio Ilardo, che ha saputo gestire con scioltezza anche i tentativi di intemperanza di qualche consigliere che voleva sopperire con la bagarre alle diverse evidenti condizioni di imbarazzo.

In chiusura altra batosta per i grillini, a corollario di una giornata no.
Si parlava di incompiute e cose non realizzate dai grillini nella precedente sindacatura, si discute alla fine della possibilità di approfittare di una misura regionale, dell’Assessorato ai Beni Culturali, per sostenere interventi di completamento e/o ristrutturazione di sale teatrali.
Un avviso pubblico che il consigliere 5 Stelle Gurrieri avrebbe voluto sfruttare per la riqualificazione del teatro della Curia, annesso al palazzo vescovile.
Una struttura oggetto, già nel 2015, di un apposito protocollo d’intesa fra il Comune e la Diocesi, per il quale, su specifico interessamento dell’allora Presidente del Consiglio Comunale, Giovanni Iacono, furono deliberati dalla giunta Municipale ben 65.000 euro, intervento che cadde nell’oblio e per il quale, alla fine, i grillini preferirono stornare le cifre, come avveniva di solito per scelte unilaterali e non rese note all’opinione pubblica.
Senza pudore, ora si chiedeva il consenso per un atto di indirizzo che avrebbe dovuto riparare alle scelte sbagliate dei 5 Stelle o, delle quali, comunque, la Città non è stata edotta nei tempi dovuti, come ha fatto risaltare il capogruppo della maggioranza Andrea Tumino che ha parlato, significativamente di “somme misteriosamente stornate”

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