E ora ? I trombati dove si sistemeranno ?

Essenziale un post di Massimo Agosta, già consiglierecomunale di Ragusa del Movimento 5 Stelle, che si chiede come faranno gli esclusi delle ultime elezioni comunali e qualche altro politico sparso qua e là per il territorio, senza le elezioni provinciali.
Tagliente, ancora di più dopo il lungo silenzio iniziato con elezioni regionali, uno dei 5 Stelle più apprezzati, ssieme a Maurizio Stevanato, da quelli che 5 Stelle non erano, Massimo Agosta si chiede che fine faranno gli accordi conclusi prima delle elezioni regionali e comunali, quegli stessi accordi che, ora, sarà impossibile rispettare.
Chiama cambiali/poltrone le obbligazioni che nelle precedenti campagne elettorali si sono sprecate, cerca di intravedere quali posti si potranno liberare in giunta, forte di informazioni di prima mano, credibili, per far posto a notabili politici dal futuro incerto.
Gli hashtag aggiunti alla fine del post sembrano ‘aiutini’ per meglio comprendere il senso delle domande:
#autrucabellissima #iovolevofareilpresidenteeorachifazzu #allarghiamolagiunta #vuoivederecheserveilrimpasto

Da ultimo, la considerazione che l’ente si è squagliato, in riferimento, forse, alla vacatio che vede, da tempo, l’ente provincia senza guida autorevole e minimamente produttiva, per quel poco che sarebbe consentito dalle assurde politiche regionali.
La legge Del Rio che ha riformato le province in tutta Italia è norma di grande riforma e come tale scavalca gli statuti autonomistici, compreso quello siciliano, e le loro competenze e va applicata anche in Sicilia.
Lo ha stabilito la Corte Costituzionale che boccia la legge regionale che reintroduceva l’elezione diretta dei presidenti e dei consiglieri delle ex province.
Si tratta della seconda legge regionale dell’ultimo anno cassata dalla Corte Costituzionale dopo l’articolo 3 della legge 4 che ha di fatto causato la decadenza dei manager di Asp e ospedali.
Per Cracolici del PD era evidente che si sarebbe dovuta adottare la normativa nazionale, il centro destra ha preferito, invece, illudere cittadini e potenziali candidati con il sogno della vecchia elezione diretta
Colpevole di avere creato questa illusione il Presidente Musumeci che avrebbe provocato inutili attese, secondo l’esponente democratico che vede elezioni di secondo livello entro la fine dell’anno.
Concordi le opposizioni nel giudicare scellerato il tentativo di attardarsi in visioni nostalgiche di vecchia politica che avrebbero voluto riportare le vecchie province al centro del sistema politico, ha detto Giuseppe Lupo, capogruppo PD all’Ars.
Particolarmente critici i 5 Stelle che vedevano nel tentativo di aggirare le norme nazionali una maniera per tornare ad elargire poltrone e indennità, una manifestazione di incompetenza e cecità politica.
Si dovrà ora legiferare per adeguarsi alla normativa nazionale, con una corretta applicazione delle norme statutarie che devono vedere la realizzazione vera di Liberi Consorzi.
Serviranno, secondo alcuni deputati regionali pentastellati, una nuova governance del territorio e una nuova concezione della riforma che deve, innanzitutto, prevedere il taglio totale della parte politica e i conseguenti costi, accompagnate da una redistribuzione accurata delle competenze, del personale, dei fondi e delle strutture per garantire ed incrementare i servizi essenziali.
In pratica, nessuna speranza di vedere il palazzo di viale del Fante trasformato in casa di riposo di politici in quiescenza.

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