Pallanuoto: l’EREA e le ambizioni del team ragusano

Lavorano incessantemente agli ordini di Sergio Avellino, Biagio Frisa ed Emanuele Cintolo i ragazzi della pallanuoto dell’Erea. Giovani e meno giovani stanno lavorando sodo nella piscina comunale di contrada Selvaggio.
La società, che è l’unica che in provincia fa pallanuoto a certi livelli, sta programmando la stagione agonistica che comincerà a gennaio.
Sicuramente l’Erea quest’anno parteciperà ad un campionato senior ed uno giovanile. In vasca i ragazzi si allenano quattro volte la settimana.
Questo l’elenco completo dei giovani dell’Erea: Accetta Giovanni, Ancione Giorgio, Antoci Nunzio, Battaglia Daniele, Battaglia Federico, Bellina Enrico, Blanco Gabriele, Bonomo Paolo, Canonico Antonio, Cassarino Stefano, Cassibba Antonio, Cetera Matteo, Chessari Dario, Chessari Enrico, Ciaceri Luigi, Costa Vittorio, Cotroneo Giuseppe, Di Grandi Marco, Di Pasquale Giovanni, Distefano Andrea, Digrandi Davide, Dolcemascolo Stefano, Giacchi Emilio, Giorgio Francesco, Cregna Luigi, Gulino Andrea, Iacono Leandro, Iacono Giovanni, Incardona Giuseppe, Leggio Francesco, Nicastro Francesco, Nifosì Andrea, Occhipinti Giovanni, Ravallo Emiliano, Sicuso Domenico, Sortino Nicolò, Tumino Paolo, Vitale Antonio.
“Ogni stagione è diversa dalle altre – dice Avellino – lo scorso anno abbiamo centrato il quarto posto in serie C che non è cosa da poco con società che hanno nella pallanuoto una storia diversa dalla nostra. Ma noi ci prendiamo le nostre soddisfazioni”.
Alessandro Ciaceri, che ha avuto sempre la passione ed il pallino per la pallanuoto aggiunge: “Noi ci siamo e ci saremo sempre. I ragusani ci vogliono bene e ci affidano i loro figli. La nostra società è una palestra di vita e mi fa piacere vedere che i genitori fanno sacrifici per supportarci e per accompagnare i loro figli agli allenamenti che per logistica e per regolamento comunale vengono svolti alle 21 e credetemi che d’inverno non è un orario comodo anzi tutt’altro. Ma lo sport non ha orari, ma richiede sacrifici. Noi siamo lì a sostenere i nostri ragazzi come una famiglia”.

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