Parte il secondo ciclo di commedie per il collegamento Ragusa-Catania

Evidentemente, l’argomento della Ragusa-Catania è un menabò di eccellenza per quanti vogliono apparire sul palcoscenico della politica siciliana.
Salvo imprevisti miracoli dell’ultimo minuto, non ci sarà, a breve, riunione del CIPE che si occuperà dell’infrastruttura, resta l’affermazione dei 5 Stelle che l’opera è prioritaria, importante per il territorio e per il suo sviluppo, ma di quando e di come farla, per ora, non se ne parla.
Si può considerare chiuso un primo ciclo di esibizioni sulla materia, ma subito se ne apre un altro, l’esordio tocca al Circolo ‘Il Carrubo’ di Legambiente Ragusa, che interviene e sforna la sua soluzione.
Solo che, soprattutto nei casi in cui gli animi sono accesi, occorre un minimo di onestà intellettuale e non prendere in giro la gente, con parole inutili.

Legambiente propone di tralasciare opere che appaiono sempre più irrealizzabili e ambientalmente insostenibili, ma questa dovrebbe essere la strategia unica, in Sicilia e in Italia, non solo per la provincia di Ragusa.
L’idea di utilizzare come collegamento, per arrivare a Catania, l’autostrada Siracusa-Gela, non è da scartare, anche chi scrive ha, più volte, considerato questa ipotesi come addirittura più conveniente per il territorio, ma è semplicemente provocatorio considerare l’autostrada solo fino a Modica.
Sarebbe opportuno dirottare i fondi su questa altra importante infrastruttura e garantire, almeno il tratto che copra l’intera provincia di Ragusa, fino ad occidente. Pensare che da Ragusa si debba arrivare a Modica per godere dell’autostrada, sarebbe da rivoluzione.
Quanto a dirottare gli investimenti della Ragusa-Catania per una ferrovia Comiso – aeroporto Comiso – Vizzini, oltre che ad essere pura utopia, è anch’esso un progetto parziale che non riesce a prevedere nemmeno di arrivare a Catania.
La messa in sicurezza della 514 dovrà essere una questione di normale amministrazione, considerando che servirebbe, comunque, una alternativa gratuita all’eventuale tragitto progettato e, in ogni caso, prima che un qualsiasi nuovo collegamento con Catania vedrà la luce, la vecchia camionabile per il capoluogo etneo resterà l’unico cimelio percorribile.
Se alternative si devono porre, si deve essere seri e si devono innanzitutto pretendere impegni sanciti da un notaio con rilevanti garanzie per il territorio, cosa che in politica non può avvenire e non avverrà mai, soprattutto con i politici che circolano in questi periodi, del tutto inaffidabili, di ogni colore politico.

Legambiente riprende le criticità note, ma dimentica che l’affidabilità del partener privato è stata sancita dalle approvazioni recenti dell’iter procedurale, l’elevato costo del pedaggio è una cosa uscita ora e la viabilità alternativa già esiste, salvo non voler prevedere un terzo nuovo nastro d’asfalto per disagiati e indigenti che non possono permettersi il pedaggio.
Legambiente irride il Ministro Toninelli per la storiella del pedaggio a tre euro, ma l’ispiratore della missiva del Circolo ‘Il Carrubo’ ben conosce i grillini e non dovrebbe meravigliarsi della boutade.
Quanto alla Regione, invece, c’è da avere fiducia, perché, considerando quanto è stato speso per la tenuta di Ambelia e la relativa fiera del cavallo, il Presidente della Regione non può venire a raccontare che ci sono difficoltà economiche a Palermo.
Falcone è stato chiaro, si riapriranno i cantieri dell’autostrada Siracusa Gela, si completerà l’opera e saranno completati tutti i lavori dei cantieri aperti in Sicilia, anche per l’impegno del governo giallo-leghista che considera una priorità il Sud e la Sicilia.
Se lo hanno detto loro, non si comprende perché non si dovrebbe avere fiducia, tutt’al più si dovrebbe chiedere dove fanno colazione la mattina per nutrirsi dello stesso ottimismo!
Legambiente gioisce al solo pensiero che la provincia potrebbe avere 16 Km di autostrada.
Con i soldi pubblici, salvo gli spiccioli per migliorare la sicurezza sulla 514, subito la ferrovia, per arrivare a Catania in meno di due ore.
Una conquista da terzo millennio per i ragusani, anche prendendo la strada vecchia di Monte Lauro si impiegherebbe di meno.
Ha ragione Legambiente quando parla di treni sicuri, più dell’automobile, più veloci e ambientalmente sostenibili, inquinano meno e permettono di godersi il paesaggio, sono più efficienti e, per chi li usa, più economici, ma si riferisce, di certo, a quelli in uso al nord che, quando arriveranno giù per sostituire le ‘littorine’, saranno finiti.
Bello, quando si parla, nel comunicato, di pretendere nuovi binari e stazioni, più che asfalto e caselli, bisognerebbe iniziare a viaggiare su rotaia anche per brevi spostamenti in ambito locale, ha importanti effetti benefici indiretti, con il datore di lavoro ci parla, poi, Legambiente.
Indiscutibile che la mobilità sta cambiando, non serviranno nemmeno auto elettriche e bici a trazione assistita, come dicono di voler fare a Ragusa.
Certo, a Catania nessuno andrà per la nuova arteria se si pagassero più di dieci euro, e sarebbero anche troppi.
Però è consigliabile separare le due cose, la strada per Catania e le questioni ambientali, perché se ci vorranno almeno 10 anni per la strada, per le utopie ne servono almeno trenta di anni per riuscire ad essere autonomi dal punto di vista ambientale e la gente non è più disposta ad ascoltare favole nemmeno gratuitamente.
Sotto questo aspetto, si arriva troppo tardi !

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