Passalacqua perde a Schio di 20 punti, ed è finita anche bene

Il solito scontro diretto con la corazzata Schio è arrivato dopo l’impegno di Eurocup e il grave infortunio al capitano Valerio, considerando anche che si giocava fuori casa non era desueto pensare ad una ordinaria sconfitta.
L’effimero successo di coppa, l’ennesimo in una serie che non ha visto sconfitte ma nemmeno avversarie di rango, ha confermato non solo l’inutilità della partecipazione alla competizione europea ma ha fato diventare reali i rischi e gli aspetti negativi di un impegno per nulla ripagato dagli incassi nelle partite interne.
L’infortunio grave che ci priverà di un importante perno della panchina, il naturale abbattimento morale, il girotondo fra aeroporti per la successiva immediata trasferta, senza sosta a casa, la stanchezza, non hanno nemmeno pesato tanto perché Schio non ci ha umiliato come sarebbe stato logico aspettarsi.
Se si fosse andati in condizioni normali, approfittando delle assenze di Rees e Lisec, forse, si poteva sperare nel colpaccio.
Ma se affronti la squadra che ancora si presenta come la più forte del campionato, quella che mostra più continuità, con Kuster inesistente, Hamby in giornata no, Ndour non al meglio e non in grande giornata, con parecchi errori della truppa residua, non c’è da stupirsi per i 90 punti subiti e i 20 di scarto.
La scioltezza e la precisione chirurgica al tiro di gente come Anderson e Miyem, ottimamente coadiuvate dalle perle di Taglaimento, Zandalasini e Macchi, hanno confermato, se mai ce ne fosse bisogno, che a noi, primaditutto, manca la tiratrice.
Non si può affrontare la massima serie senza nessuno che si prenda, con relativa facilità, la responsabilità di andar andare al tiro, almeno nei momenti topici: spesso si ha la sensazione che la palla giri perché scotta nelle mani di chi la prende.
Se poi si analizza che solo nel primo tempo ci sono stati almeno 6 tentativi a vuoto di tiro dalla lunga distanza, falliti, mai per un pelo, il punteggio finale ci sta tutto, anzi, è finita anche bene.
Tutte le altre considerazioni, anche quelle dei tifosi che superano, egregiamente, la cronaca sportiva, restano filosofia.

Yacoubou, Miyem, Anderson, Masciandri e Dotto il quintetto iniziale di Schio, quello classico per Ragusa, Consolini, Gorini, Hamby, Kuster, Nodour.
Schio si presenta con la tripla di Anderson, 2 punti di Miyem e Masciandri che stabilisce le distanze, con autorevolezza dettata da un 2 + 3 consecutivo che fa vedere subito la trama del film, quando c’erano già i primi quattro tentativi di tripla delle ragusane, miseramente falliti.
Ndour e Hamby cercavano di mantenere il distacco entro limiti accettabili, ci riuscivano a tratti ma, nel finale, un devastante Zandalasini e una tripla finale di Miyem chiudevano la prima frazione sul 28 – 16.

Una tripla della Spreafico e 6 punti consecutivi di Alessandra Formica consentivano di restare a 6 punti, prima sul 30-24, poi sul 32 – 26, nella seconda frazione.
Ma viene fuori la fondamentale immaturità di una squadra che non riesce a tesaurizzare le doti e le capacità che pure esistono e non sono da sottovalutare.
Soli, che qualcuno vorrebbe far passare come indispensabile play titolare, si fa affibbiare un antisportivo, senza motivo, e il coach condisce la portata con un tecnico alla panchina.
Risultato 2 liberi realizzati su tre e poi tripla della Tagliamento, 2 punti della Yacouou e Schio avanti di 13 punti, mentre Hamby e Soli sfornano numeri senza esito difficili da interpretare e da spiegare.
Quando mancano 3 e 22 alla sirena dell’intervallo lungo, sono 14 i punti di vantaggio di Schio, 42 a 28, che tali resteranno fino al riposo, prima del quale si tocca anche il ¬-16 (46-30). Si chiude sul 46 a 32.

La terza frazione è quella che regala il parziale vincente a Ragusa (21 – 24) che non serve alle iblee per contenere lo strapotere delle straniere di Schio.
Si inizia con un bel contropiede della Ndour e una tripla della Gorini, c’è poi un certo risveglio della Consolini, a quattro minuti dalla sirena Schio è comunque avanti di 17 punti, sul 62 – 45, si arriva anche al minimo vantaggio di 10 punti, ma la gara è incanalata nel finale prevedibile.
Terza frazione che si chiude sul 67 – 56, non c’è storia nella quarta frazione, quasi un allenamento che si chiude con il punteggio di 90 – 70, specchio dei valori in campo.

Ragusa rimane a metà classifica, con Napoli, il quartetto di testa avanti, dietro quello di coda, la sconfitta di Venezia riapre le illusioni dei tifosi che ambiscono alla possibile partecipazione per la Coppa Italia, ulteriore rischio di appesantire gli impegni di una squadra con una panchina cortissima.
In settimana impegno di coppa con Nymburk, poi l’ultima del girone di andata con Battipaglia, domenica 3 dicembre.

Famila Wuber Schio – Passalacqua Trasporti Ragusa 90 – 70 (28-16, 46-32, 67-56, 90-70)

FAMILA WUBER SCHIO: Yacoubou* 15 (6/11 da 2), Gatti, Miyem* 16 (5/11, 1/1), Tagliamento 5 (1/1, 1/3), Anderson* 20 (4/5, 4/4), Masciadri* 5 (1/1, 1/3), Zandalasini 11 (4/6, 1/2), Ngo Ndjock 5 (2/3 da 2), Dotto* 5 (1/2, 0/1), Macchi 8 (4/6 da 2)
Allenatore: Vincent P.
Tiri da 2: 28/47 – Tiri da 3: 8/14 – Tiri Liberi: 10/13 – Rimbalzi: 31 7+24 (Miyem 7) – Assist: 26 (Dotto 6) – Palle Recuperate: 6 (Anderson 2) – Palle Perse: 9 (Squadra 2)

PASSALACQUA TRASPORTI RAGUSA: Consolini* 19 (6/11, 1/4), Gorini* 7 (1/2, 1/2), Spreafico 3 (1/3 da 3), Formica 6 (3/4 da 2), Rimi NE, Miccoli NE, Soli, Hamby* 15 (6/15, 0/1), Kuster* 3 (1/2, 0/2), Ndour Gueye* 17 (7/10, 1/3)
Allenatore: Recupido G.
Tiri da 2: 24/45 – Tiri da 3: 4/15 – Tiri Liberi: 10/14 – Rimbalzi: 29 9+20 (Ndour Gueye 7) – Assist: 16 (Consolini 8) – Palle Recuperate: 3 (Hamby 2) – Palle Perse: 10 (Formica 2)
Arbitri: Scrima A., Sartori G., Corrias C.

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