Passalacqua a Torino: partita assai deludente e finale da dimenticare

Non ci sarebbero stati commenti da fare se non quello che la prima del girone di ritorno è stata uno specchio fedele della mediocrità della squadra rappresentata dalla posizione di media classifica.
L’incontro con Torino ha sintetizzato tutti i mali di stagione: una campagna acquisti di basso profilo, due americane che non hanno fatto molti film, il blocco delle italiane forse troppo esaltato dai tifosi ma non in grado di offrire alla squadra carattere, grinta, continuità, una rosa senza tiratrici, l’assenza totale di autorevoli personaggi, della società, della panchina, o all’interno della stessa compagine di atlete, in grado di costituire timone e faro di una navigazione incerta.
Assistendo alla partita con Torino veniva da chiedersi se elementi come la Gill, la Milazzo, la Quarta sono stati mai nel carnet dei dirigenti ragusani, durante la campagna acquisti, ma viene anche da chiedersi perché sono andate via gente come Micovic, Walker, Williams, Cinili, per non parlare di Bagnara, di Vanloo, e di altre atlete delle quali ci siamo sbarazzati, forse, troppo frettolosamente.
Si potrebbe chiudere qui il commento su Torino – Ragusa, se non fosse per un finale da dimenticare, un brutto fallo, da tergo, di una Hamby in giornata no, nemmeno un fallo di reazione, a quello che si è potuto vedere, che, chiaramente in maniera involontaria, ha avuto conseguenze che potevano essere assai brutte (in ogni caso si attende il referto delle visite in ospedale).
Dalle immagini, sembra un colpo al collo che ha provocato la caduta e la perdita dei sensi, non è dato sapere se per il colpo o per la caduta.
Reazione o frustrazione per essere stata costretta ad una partita insignificante, in ogni caso non sono tollerabili dopo che la squadra era stata surclassata in tutto, non si commette un fallo simile a 28 secondi dalla fine della partita, in svantaggio di 18 punti, dopo che la connazionale si era fatta espellere per doppio antisportivo.
Dal punto di vista atletico, quest’anno, non si è visto molto, ancor meno da quello caratteriale e psicologico, una serie di primedonne da mezza classifica.
Umiliane e da dimenticare quel pallone posato sul parquet dalla Milazzo, lasciato lì per attendere che scorressero i secondi finali, un’onta forse mai subita da nessuna squadra nel massimo campionato.

Fino a prima del brutto episodio, Torino aveva dominato la partita, grande prestazione della Gill e della Quarta, mente le biancoverdi sommavano errori e imprecisioni di tutti i tipi.
Solo Ndour si salva dal tracollo comune, la prima frazione si chiude sul 20-12.
Anche nella seconda frazione Ragusa si mostra senza reazioni, il vantaggio delle torinesi aumenta costantemente, per arrivare, all’intervallo ai 18 punti. 42 a 24.
Al rientro dagli spogliatoi, nei primi tre minuti, Ragusa piazza prima un parziale di 9 a 0 che dimezza lo svantaggio, ancora Gorini dalla lunetta porta la sua squadra a 7 punti e Nodour riduce la distanza a cinque punti. Un parziale di 13 a 0 che mostra una Passalacqua intrisa di una grinta fino a quel momento sconosciuta.
Ma è un fuoco di paglia, Torino, piano piano si allontana di nuovo, mentre le ragazze di Recupido tornano a sbagliare e c’è il primo antisportivo della Kuster, il nervosismo affiora, incontrollato.
La terza frazione si chiude sul 52-41, si torna a vedere una Passalacqua spenta, che non vuole nemmeno reagire, nessuno si prende la responsabilità del tiro e la palla gira, senza nemmeno troppa velocità.
Kuster si fa fischiare il secondo antisportivo, dopo che si fa togliere palla da principiante, Alice Quarta piazza una ennesima tripla che riporta Torino avanti di 16, 66-50 quando mancano 3.38 alla fine della partita.
Si arriva ai secondi finali sul 71 a 53, quando c’è l’episodio del grave fallo sulla Tikvic, scorrono interminabili minuti di gioco fermo, in attesa di capire le condizioni dell’atleta, distesa sul parquet, priva di conoscenza.
Quando si riprende, Torino mette a segno i quattro liberi, ferma il punteggio sul 75 a 53, 22 punti di scarto finali, con il pallone messo a terra, non giocato dalle torinesi, dirette alla panchina in attesa della sirena finale.

Fixi Piramis Pallacanestro Torino – Passalacqua Virtus Eirene Ragusa 75-53 (20-12, 42-24, 52-41)

Fixi Piramis Pallacanestro Torino: Pertile ne, Tikvic 8, Verona, Milazzo 16, Quarta 15, Trucco 4, Marangoni, Bocchetti, Salvini, Brunner 11, Gill 21. All. Riga

Passalacqua Virtus Eirene Ragusa: Consolini 4, Gorini 4, Spreafico, Formica 7, Miccoli, Soli 2, Bongiorno ne, Hamby 6, Kuster 9, Ndour 21. All. Recupido.

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