Per fare opposizione occorre capire dove è opportuno colpire, ma non tutti pensano prima di premere il grilletto

Ieri c’era stato un primo accenno di opposizione alle scelte del Sindaco, ma avevamo ritenuto poco degne di spazio le considerazioni, del tutto inopportune e senza senso, di un consigliere di minoranza.
Oggi viene fuori l’atteso e immancabile comunicato del gruppo 5 Stelle che, ad onta di chi vuole minimizzare la presenza in consiglio dei grillini, rappresentano sempre la mina vagante della politica, non solo locale, anche se, negli ultimi tempi, le valutazioni al borsino politico sono in caduta verticale.
Ne diamo conto, nonostante considerazioni sulle scelte del sindaco prendono in esame aspetti del tutto irreali delle condizioni per le quali le stesse scelte sono state effettuate.
Lo facciamo perché consideriamo quanto mai necessaria per il buon andamento di qualsiasi amministrazione una opposizione efficace e aderente ai principi di buona e profonda politica, scevra da strumentalizzazioni, ostruzionismi e riferimenti di ordine becero.
La nota dei 5 Stelle mostra limiti enormi e si resta all’ennesima stroncatura del primo cittadino che, con enorme facilità, si può permettere di parlare, in un suo comunicato di replica ai 5 Stelle, di “ulteriore scadimento del linguaggio della politica locale, concludendo con la necessità disperata che avrebbero i 5 Stelle del Comune di polemizzare.
Iniziano cercando di stabilire un parallelo fra la censura ad un esponente politico, che sfrutta favoritismi negli uffici comunali, e le scelte del primo cittadino che sottostanno a cattive pratiche politiche e logiche vecchie.
Tralasciamo di stabilire paralleli con le vecchie pratiche dell’amministrazione 5 Stelle per le nomine assessoriali e per quella stessa della Presidenza del Consiglio, subita da Antonio Tringali per le cervellotiche strategie dell’amministrazione e dei consiglieri grillini del tempo.
Ma, diranno, i 5 Stelle di oggi, nemmeno li conosciamo quelli del passato !
Poi la caduta, non solo di stile, con l’affermazione che Cassì avrebbe nominato due donne perché le donne sarebbero più facili da abbindolare, che non merita di essere nemmeno commentata.
Non manca un cenno all’aumento dei costi per la pubblica amministrazione, in virtù dell’aumento del numero degli assessori, anche in questo caso ci vergogniamo a commentare, non solo per la profonda convinzione che la politica deve comportare costi, e non irrisori o contenuti, ma per non scendere allo stesso livello riferendoci alle telenovele grilline per restituzioni mai avvenute e per bonifici farlocchi che hanno inondato le cronache nazionali, senza lo straccio di nessun rendiconto serio.
Anche la valutazione sul riconoscimento di una carica assessoriale per Fratelli d’Italia, da parte di chi danza, senza vergogna, dalla Lega al PD, lascia il tempo che trova.
Il poco elegante riferimento al rapporto di parentela fra assessore nominato e capo di gabinetto del sindaco, arricchito a quello per il rapporto di parentela fra Sindaco e la vicepresidente del consiglio è quanto di meno elegante si sia letto negli ultimi anni a Ragusa, non solo per fatti di politica.
Torniamo a dire che per storia personale, di famiglia, professionale e sportiva, solo pensare che la gestione della cosa pubblica da parte del Sindaco Cassì possa essere assimilata a quella di faccende di famiglia è indice di preoccupante instabilità derivante da quella che noi definiamo, da tempo, disperazione da sconfitta.
Come si può parlare di vecchia politica, di ancien regime, di costi e di sperperi, quando le cronache nazionali sono inondate dal costo dello staff del Ministro degli Esteri, enormemente superiore a quello di tutti i predecessori, e dalle varie nomine di amici, parenti, conviventi e simili nei vari staff di ministeri e sottosegretariati. Ci vuole coraggio.
Viene da pensare una cosa, perché non ci si sofferma sui potenziali eventuali conflitti di interesse che potrebbero sorgere per il nuovo assessore alla cultura?
Perché si attacca solo il Sindaco, forse perché la neonominata organizzava recite di poesie itineranti, per le vie di Ibla, con il consigliere grillino Gurrieri, nel contesto di iniziative organizzate dal Centro Commerciale Naturale Antica Ibla ?
Forse perché il consigliere grillino si attende risposte adeguate alle sue tante iniziative e a quelle che appoggia, in aggiunta alle risposte che sono state date alle sue continue istanze rivolte al Sindaco e all’assessore Barone?
Perché non scriviamo di queste cose, perché non si mettono le mani avanti, annunciare dimissioni da consigli direttivi e incarichi vari serve a poco se si continuano a intrecciare rapporti con chi, fino a ieri, in una riunione informale delle associazioni che fanno parte dell’Osservatorio per la tassa di soggiorno, tuonava dicendo: “Emarginiamo l’assessore Barone, siamo noi che dobbiamo decidere quello che devono fare”, in riferimento all’utilizzo della tassa di soggiorno.
Perchè cercare cosa scovare nel curriculum dei nuovi assessori e sbirciare nell’albero geanologico, quando basterebbe, in nome della buona politica e del cambiamento auspicare che il nuovo assessore non ceda alle istanze dei questuanti seriali che inondano di richieste di contributi l’amministrazione, in nome di opinabili strategie di marketing territoriale e di piani strategici del turismo.
Ops ! Mi sono ricordato che c’è un appuntamento in materia ! A dopo, ci sarà da scrivere anche sulle presenze a questo appuntamento.

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