Per i 5 Stelle, il ‘dream team’ manca di programmazione

Il gruppo consiliare 5 Stelle gioca all’attacco questo inizio di stagione, quasi avesse cambiato allenatore o come se qualcuno che aveva preso una pausa di riflessione dopo un infortunio, sia tornato sul campo con grande entusiasmo di primeggiare.
Oggi, 11 settembre, si sono aperte le porte di diversi istituti scolastici, l’apparato di comunicazione della giunta Cassì non ritiene di dare troppa importanza alla cosa, nemmeno con un messaggio di benvenuto agli studenti e ai docenti che sono accolti dall’ennesima nota dei 5 Stelle che evidenziano una mancanza di programmazione dell’amministrazione, della squadra di Peppe Cassì che chiamano “dream team”.
In effetti dobbiamo dire che parlare di mancata programmazione è esagerato, come vedremo in altra parte del giornale a proposito dell’attività di giunta in questo periodo successivo alla pausa estiva, ma, di certo, gli amministratori si fanno trovare in castagna per quanto riguarda l’avvio dell’anno scolastico, relativamente a mensa e trasporto alunni.
La nostra deformazione mentale ci porta a dire che si tratta solo di un problema di comunicazione, perché è eccessivo pretendere che dai primi giorni di scuola si attivi il trasporto e la mensa, per quanto altri comuni si sarebbero fatti trovare pronti per quanto in oggetto.
Non dovrebbe essere difficile trovare giustificazioni sostenibili per il mancato avvio dei due servizi, il silenzio legittima ogni rilievo.

Il gruppo 5 Stelle sottolinea che il servizio scuolabus partirà solo il 23 settembre, il ritardo, come comunicato dall’Ufficio Stampa, sarebbe dovuto ai tempi richiesti dalla nuova gara ma si sapeva che il contrato era scaduto e si doveva provvedere in tempo, così da fare partire il servizio puntualmente, in corrispondenza con l’avvio delle lezioni.
I pentastellati evidenziano che la relativa gara si sarebbe potuta istruire per tempo, esimendosi dal criticare gli uffici o il dirigente, come è nota consuetudine: l’obiettivo è quello di colpire solo gli amministratori, anche quando le competenze sono degli uffici.
Del tutto pleonastiche le considerazioni che il servizio abbia bisogno di un periodo di rodaggio per girare al meglio: chi assume l’incarico deve avere contezza di quello che va a fare, non è che istituiamo il servizio navetta per Ibla e l’autista deve chiedere da che parte andare!!

Poi i 5 Stelle considerano grave il ritardo che ci sarà per l’avvio della mensa scolastica, per il trasporto c’è stata almeno una comunicazione sulla data di avvio del servizio scuolabus, per la mensa silenzio assoluto.
Non si comprendono i motivi del ritardo, considerato che l’appalto sarebbe in prosecuzione di contratto, e qui i 5 Stelle del civico consesso tirano fuori la sigla di “dream team” per la squadra di Peppe Cassì, denominazione che potrà avere un senso, sia nel caso che i sogni della giunta Cassì si realizzeranno, in tutti i settori, sia che resteranno a livello di sogni
Si rischia di fare partire il tutto verso la seconda settimana di ottobre, secondo i grillini, non sappiamo da chi abbaino avuto questa data.
Sulla questione della mensa scolastica si insinua il problema del ‘plastic free’, invero considerato anzitempo dall’assessore Iacono e dal responsabile del servizio, Saretto Sortino, che già all’ avvio del servizio, l’anno scorso, anticiparono che era allo studio l’utilizzo di un set di pitto e posate che, in un apposito contenitore, i piccoli utenti della mensa avrebbero dovuto portare da casa.
Sulla questione i grillini ostentano preparazione sui particolari, sul tempo occorrente per avviare il servizio senza plastica e sui costi che, si preoccupano, non dovrebbero gravare sulle famiglie.

L’incertezza su questi aspetti del plastic free relativamente alla mensa scolastica, porta i 5 Stelle a reiterare l’istanza, già avanzata, di una ulteriore proroga sui termini della ordinanza relativa, mentre si chiede chiarezza su chi deve sostenere eventuali costi aggiuntivi.
Al riguardo, ma la cosa non coinvolge solo i 5 Stelle, non si comprende perché si avanzano dei cambiamenti che si possono definire epocali, per poi intavolare questioni su chi deve sostenere i costi, particolari che si dovrebbero chiarire prima di fare le proposte.
Per esempio, in mancanza di economie di scala, i costi andranno, inevitabilmente a carico dell’utenza: vuoi l’ambiente pulito, paga, piatti e bicchieri compostabili costano un occhio della testa.
Ma nessuno al riguardo considera, per esempio che il ritorno all’utilizzo delle stoviglie normali moltiplicherà l’uso dei detersivi, allora, fra non molto ci diranno che dovremo utilizzare detersivi, BIO, senza fosfati, che, guarda caso, costeranno di più, e chi paga? Pantalone!!!

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