Per il gruppo 5 Stelle, scelte illogiche e incomprensibili per i pass rosa

Le nuove limitazioni ai pass rosa sono giudicate illogiche e incomprensibili dai consiglieri comunali del gruppo 5 Stelle che in comunicato esprimono netto dissenso con le decisioni della Giunta in merito.
“Una scelta irragionevole e che non trova alcun fondamento – sottolineano i consiglieri del gruppo Cinque Stelle, Zaara Federico, Antonio Tringali, Alessandro Antoci, Giovanni Gurrieri e Sergio Firrincieli – visto e considerato che, rispetto alle precedenti previsioni, decise dalla Giunta pentastellata, con questa delibera si è scelto di dimezzare la validità del pass, da 24 mesi di vita del bambino a un anno, e di diminuire il tempo di sosta nello stesso stallo, per un massimo di due ore.
Succede, dunque, che per le neomamme o le donne in gravidanza la gestione dell’auto potrebbe rappresentare un problema.
Una donna in gravidanza, nei primi tre mesi, vale a dire la fase più a rischio, si vedrà costretta a spostare, ogni due ore, l’auto in un altro stallo, se ne trova uno vicino.
E, poi, comunque, il diritto al pass rosa viene tolto dopo l’anno di età del bimbo come se lo stesso, dopo così poco tempo, potesse già camminare autonomamente e non necessitare più delle agevolazioni di un pass rosa”.
Ma c’è un altro rilievo mosso da M5s all’esecutivo cittadino. “Non può esserci sempre in auto il seggiolino, come invece previsto dal nuovo regolamento – è chiarito ancora dai consiglieri pentastellati – infatti se le mamme o i papà usano il seggiolino tipo ovetto, questo viene rimosso per intero ed agganciato direttamente al passeggino.
Con il nuovo regolamento, in pratica, non essendo presente il seggiolino nell’auto che espone il pass rosa si rischia la sanzione amministrativa”.
In Consiglio comunale, è stato Alessandro Antoci, per M5s, a mettere in luce tutte le anomalie di questa nuova decisione della Giunta Cassì e ad auspicare un ritorno al passato “per evitare – ha aggiunto – di creare tutta una serie di difficoltà a chi, invece, ha bisogno della massima assistenza. Ecco perché riteniamo questa scelta semplicemente illogica e destinata a suscitare parecchi malumori”.

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