Percorso sempre tortuoso della Ragusa-Catania…e dopo la TAP gli impegni della Lezzi preoccupano

La presenza del Sindaco del capoluogo ibleo sembra aver dato nuovo impulso ai contatti per venire a capo della complessa questione che riguarda il raddoppio della 514, quanto meno c’è un susseguirsi di riunioni, segnale che qualcosa si muove.
Anche oggi foto per l’album raccolta per l’incontro che si è tenuto con il Ministro per il Sud, Barbara Lezzi, alla presenza dei rappresentanti del Ministero dell’economia e delle finanze e del Ministero dei trasporti ed infrastrutture, presenti anche il vicepresidente ed Assessore al Bilancio della Regione Siciliana Gaetano Armao ed i rappresentanti della società concessionaria dell’autostrada Catania / Ragusa.
Oltre al Sindaco Cassì, i primi cittadini di Carlentini, Giuseppe Stefio, accompagnato dal presidente del consiglio Giovanni Fuccio Sansà, di Chiaramonte Gulfi, Sebastiano Gurrieri, di Lentini, Saverio Bosco, di Vizzini, Vito Cortese, di Francofonte, Daniele Lentini accompagnato dal vicesindaco Stefano Privitelli, di Licodia Eubea, Giovanni Verga
L’incontro, che è stato preceduto da altre riunioni preparatorie, è stato fortemente voluto dai sindaci e dal ministro al fine di chiarire definitivamente le reali intenzioni dei soggetti pubblici e privati coinvolti nella realizzazione della infrastruttura attesa da decenni.
Per la prima volta, sono state presenti contemporaneamente attorno allo stesso tavolo tutte le parti interessate, e ciò ha consentito di avere un chiarimento complessivo
In particolare, è stata affrontata la questione del pedaggio e della sua sostenibilità socio/economica in rapporto al territorio, e sia il capo di gabinetto del MIT, presente all’incontro, sia i rappresentanti della Regione e dei Comuni, sia il Concessionario, hanno manifestato l’intenzione di intervenire al fine di limitare l’impatto economico della tariffa, specie per le categorie meritevoli di sostegno (studenti, pendolari, lavoratori in genere).
Il progetto dell’opera, che è già interamente finanziata, può finalmente passare al CIPE per la definitiva autorizzazione alla apertura dei cantieri.
Ogni ulteriore rinvio sarebbe incomprensibile ed ingiustificabile, tenuto conto peraltro delle pessime condizioni della attuale strada, e dei suoi viadotti, realizzati negli anni 60 del secolo scorso.

Resta da chiarire il senso del “chiarimento complessivo sui reali ostacoli alla realizzazione dell’opera per individuare le possibili soluzioni” che lascia margini non definiti per l’apertura dei cantieri.
Forse le parole più pesate quelle di Peppe Cassì che ha parlato, per l’incontro romano, di ‘passi avanti’.

Non dirimenti le parole di Barbara Lezzi: “Stiamo lavorando per superare gli ostacoli nel più breve tempo possibile e tutti i partecipanti al tavolo hanno dimostrato di voler fare la propria parte affinché’ possano partire i lavori di un collegamento viario necessario per la sicurezza e per le realtà produttive di quei territori.”

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