Piattaforma rifiuti, speciali di Scicli: incontro a Palermo

Nuovo incontro, a Palermo, per la piattaforma per rifiuti speciali di contrada Cuturi, a Scicli, dopo che l’amministrazione ha trasmesso al governo regionale la documentazione relativa alla vicenda autorizzativa.
Ad incontrarsi con il Presidente Musumeci sono stati i parlamentari iblei Stefania Campo e Nello Dipasquale, gli assessori del Comune di Scicli, Viviana Pitrolo e Lino Carpino, presenti anche Alessia Gambuzza, presidente di Legambiente di Scicli, e Gianfranco Zanna, presidente Legambiente Sicilia, oltre ad alcuni rappresentanti del Comitato cittadino Salute e Ambiente contro la discarica.
L’incontro, sollecitato anche dai parlamentari per bloccare le autorizzazioni dell’ampliamento della piattaforma di trattamento e recupero di rifiuti pericolosi e non, tende a far annullare le autorizzazioni per il progetto, guardando alla salute dei cittadini e allo sviluppo turistico del territorio, percorso intrapreso dall’on.le Dipasquale già nell’aprile del 2016, allorquando chiedeva all’assessore all’Ambiente di allora la revoca in autotutela del decreto n° 218, che rilasciava l’AIA alla Acif, la società che vorrebbe realizzare il progetto.
Il Presidente Musumeci non ha avuto difficoltà ad affermare: “Se dipendesse dalla Regione, vorremmo venti impianti di trattamento di rifiuti in Sicilia, se fossero rifiuti urbani e ordinari, per l’impianto in questione ci ha impressionato la percentuale di rifiuti speciali, la localizzazione purtroppo non è la migliore, ed è questo un giudizio politico che posso esprimere anche se ogni disquisizione tecnica compete agli uffici.
Ogni territorio ha una sua vocazione economica. E l’impianto in questione è collocato nel posto sbagliato. Sarebbe una stonatura a una distanza di un chilometro e 800 metri da un centro storico che l’Unesco e le vicende la promozione hanno segnato come una tappa fondamentale nell’Isola.
Se la ditta proponesse a noi Regione lo stesso impianto in altro sito, guarderemmo al progetto con un occhio assolutamente benevolo.
Abbiamo bisogno di questi impianti, non possiamo pretendere di portarli in un’altra regione, ma ogni impianto deve essere ubicato in un contesto di pianificazione, che deve tenere conto delle vocazioni. “
Ancora ha detto: “Ineccepibile l’operato dei Commissari che sono lo Sato e non hanno nessun interesse, possono aver agito con leggerezza, ma io li devo difendere, perché rappresentano anche loro un regime democratico in una condizione di emergenza.
Il nostro assessore all’ambiente Pierobon sta definendo una posizione dell’amministrazione regionale, dopo aver assunto tutti gli atti, e aver valutato anche l’assenza di un piano di smaltimento dell’amianto a Scicli, fermo restando che la responsabilità di un atto di revoca è del direttore generale.
Entro 15 giorni, l’assessore Pierobon presenterà una relazione conclusiva per farci sapere quali sono le nostre determinazioni, che comunicheremo al nostro unico interlocutore istituzionale, il sindaco della città.
Quella di Scicli è questione che mi sta a cuore, e non escludiamo di intercettare la volontà dell’impresa, perché di questi impianti abbiamo bisogno, per proporre una diversa allocazione dell’attività.
Non criminalizziamo gli impianti, ne prevediamo una quindicina in Sicilia, ma devono sorgere nei luoghi deputati. La nostra sarà una proposta non suscettibile di impugnativa”.

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