Più che la crisi idrica poté la crisi di comunicazione

Se vogliamo ben guardare, non ci sono reazioni particolari alla emergenza per l’inquinamento dell’acqua potabile, in ogni caso numericamente limitate e non eccessivamente vivaci.
Sarà per la fondamentale fiducia che la gente ripone in questo sindaco, ma neanche in passato ci sono state barricate in città per l’emergenza, ma non solo: sarà forse perché, ormai, dell’inquinamento della falda acquifere della sorgente ORO, in caso di piogge consistenti, nella MISERICORDIA, tutti sono a conoscenza, alla gente quasi non interessa di che consistenza sia l’inquinamento, vorrebbe, casomai, sapere perché non si prendono provvedimenti contro una fonte di inquinamento che pare identificata, ancorché senza elementi certi che ne possano permettere la denuncia.
In ogni caso, contingentata, e al limite del fallimento, la comunicazione erogata dal Palazzo che, ad oggi, a parte le numerose correzioni sulle zone interessate dall’emergenza, ci conferma che l’inquinamento c’è e che si aspettano gli esiti definitivi delle analisi per decidere il da farsi.
Sui social, di ogni tipo, ci sono post, anche allarmistici di ogni tipo, ma pensare che si possa fare riferimento e affidamento a questi è solo per gente che va da Vanna Marchi per sapere se vincerà al lotto o se il fidanzato ci ripenserà e tornerà fortemente innamorato.
In tal senso ci pare esagerato l’appello del vicesindaco che emette un comunicato “contestando fortemente le comunicazioni allarmistiche sulla questione idrica trasmesse attraverso diversi canali”, invece di preoccuparsi di informare compiutamente la città sulle cause dell’inquinamento.

Questa la nota diramata nella mattinata di oggi, sabato 9 marzo:

Il Vicesindaco Giovanna Licitra contesta fortemente le comunicazioni allarmistiche sulla questione idrica trasmesse attraverso diversi canali

Il vicesindaco Giovanna Licitra in riferimento alle comunicazioni allarmistiche sulla situazione idrica in città trasmesse attraverso diversi canali, rilascia la seguente dichiarazione:

“Catene di Sant’Antonio con messaggi whatsapp a firma di falsi incaricati comunali, fake news, speculazioni: quello a cui stiamo assistendo in queste ore a proposito dei disagi legati al servizio idrico è una vera e propria azione di allarmismo che danneggia l’intera cittadinanza.

Vengono diffuse precauzioni mediche assai più limitanti di quelle prescritte dall’Asp, test “fai da te” senza fondamento, indicazioni sulle aree coinvolte imprecise e addirittura teorie secondo le quali staremmo nascondendo ai cittadini chissà cosa e chissà perché.

Anziché fare rete per diffondere comunicazioni ufficiali e informare correttamente, c’è chi preferisce lanciare messaggi utili solo a confondere e insinuare.

Lo ripetiamo: giorno 4, al primo sentore di inquinamento delle acque, ancora prima di effettuare qualsiasi analisi, abbiamo precauzionalmente stoppato gli impianti; predisponendo l’ordinanza di giorno 5 marzo non appena abbiamo avuto un primo riscontro scientifico, così come previsto dal protocollo.
(Il vicesindaco omette di specificare che l’ordinanza è stata resa nota solo il giorno successivo, 6 marzo. NdR)

È stato quindi seguito l’iter stabilito, sono state adottate azioni precauzionali, sono state fornite comunicazioni aggiornate a ogni nuovo sviluppo per una situazione che, come logico che sia, ha avuto delle evoluzioni, anche concitate.

Adesso, come prescritto dalla legge e sebbene i primi risultati delle analisi siano positivi e confortanti, attendiamo la chiusura completa di tutte le valutazioni scientifiche prima di procedere con il pieno ripristino del servizio, comunicando di conseguenza ai cittadini quali procedure eventualmente seguire.

La realtà è molto più limpida e sicura di quella che qualcuno, per spacconeria social o per obiettivi politici, vuol far credere: gli avvelenatori di pozzi sono nei gruppi Facebook e non nelle nostre sorgenti.

L’invito che rivolgo ai cittadini è quello di attenersi alle comunicazioni ufficiali, diffuse a mezzo stampa, web, social, manifesti, volantini, veicolo con megafono e attraverso il numero dedicato 0932676771, il quale ha ricevuto centinaia di richieste.
Al tempo stesso, stiamo raccogliendo ogni comunicazione volutamente fuorviante per individuarne gli autori, quando non già noti”.

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