Polemiche artificiose sul DUP per distrarre sugli interessi e le ‘sinergie’ per il piano regolatore

Si faceva strada, nei giorni scorsi, l’ipotesi che il tentativo di sollevare polveroni, con toni e atteggiamenti anche sfrontati, fosse portato avanti ad arte per mostrare i denti di una opposizione intenta, in realtà a perseguire, senza eccessivi clamori, interessi è sinergie’ politici, del tutto legali e legittimi, in tema di piano regolatore e di urbanistica in generale.
Si poteva considerare come il solito chiacchiericcio che fa da sottobosco alla politica, i comunicati stampa, che insistono, in maniera pedissequa, sulla scarsa consistenza del Documento Unico di Programmazione, con contorno di sterili rilievi su scadenze di presentazione del bilancio, confermano che si vuole continuare a fare confusione per distrarre da temi più delicati, dei quali, dietro le quinte, si occupa qualche consigliere.
Protagonisti di questa ormai lunga fermata sul DUP sono i consiglieri del Movimento 5 Stelle che ribadiscono, in una nota stampa, concetti, rilievi ed eccezioni già esternate in aula, per continuare in una strategia che, senza che loro se ne rendano conto, mette in risalto tutte le criticità provocate e non risolte dalla passata amministrazione a 5 Stelle.
Si desidererebbe omettere di mettere in risalto queste cose, anche per rispetto a quel galantuomo di Federico Piccitto, seguendo la linea del Sindaco Cassì che non vorrebbe pensare al passato, ma è impossibile tollerare alcune esternazioni che costituiscono pura offesa alle intelligenze e alla più semplice memoria di quanti hanno seguito la vita amministrativa a Palazzo dell’Aquila negli ultimi anni

Tutte le questioni più importanti della città, erroneamente considerate come non attenzionate dall’attuale amministrazione, sono le questioni lasciate irrisolte o volutamente non affrontate dalla passata amministrazione.
E’ del tutto legittimo criticare o valutare negativamente il DUP, ma occorre farlo, prima di tutto, con onestà intellettuale e rispetto della verità, altrimenti è solo opposizione strumentale, inutile come quella che veniva elargita all’amministrazione 5 Stelle.
Da barzelletta il rilievo sulla presentazione del bilancio di previsione del 2019, l’amministrazione si era impegnata a presentarlo nei termini, se i termini sono spostati non si vede quali eccezion i possono sollevare i rappresentanti della parte politica che è riuscita, sempre, questo si deve dire, con grandi incapacità, a presentare i bilanci abbondantemente fuori tempo massimo.
Nonostante il Sindaco Cassì sia proiettato su grandi temi per la città, parlando concretamente di palazzo Tumino, di centro storico, di scalo merci, di teatri e di cinema, di metropolitana di superficie tirata fuori dalla sterile retorica di parte, di Università, di programmazione per manutenzione strade, verde pubblico, decoro urbano, ci si attacca, con insistenza che insospettisce, su uno dei tanti libri dei sogni previsti dall’ordinamento degli Enti Locali, che mostrerebbe contenuti poveri e mancanza di programmazione.
Dirlo in un’aula consiliare, ancorché non deputata alla votazione per l’approvazione, può essere consentito, insistere lascia il tempo che trova per l’opinione pubblica.
Un atteggiamento anche poco rispettoso nei confronti del Dirigente che ha stilato l’atto, nei confronti del quale, però, per mancanza di attributi, nessuno solleva rilievi.
Un documento considerato ‘relazioncina’ solo per il numero delle pagine, senza che dai discorsi in aula o dai comunicati emergano proposte concrete su quello che doveva essere il DUP, anche solo facendo riferimento ai documenti degli anni passati, ma con dati di fatto, su quello che sarebbe stato programmato, in che modo e in che modo attuato.
Dalle eccezioni sollevate dai consiglieri del gruppo pentastellato emergono le macerie lasciate dai 5 Stelle, dal patrimonio immobiliare dell’ente non valorizzato, al trasporto pubblico inesistente, all’eccessivo carico fiscale che ora si vorrebbe attenuato, al mancato contenimento dell’evasione tributaria, ai riferimenti per il tragico appalto della raccolta differenziata che ha trasformato la città in una discarica diffusa, piena solo di contenitori per strada e immondizia abbandonata, per i fantascientifici programmi ambientali dei 5 Stelle.
Questi sono solo gli aspetti tirati fuori dai 5 Stelle, ma si potrebbe continuare con il parcheggio pluripiano di Ibla, con l’area abbandonata della Stazione, con lo stadietto di via delle Sirene, con gli interminabili e mai definiti progetti per la pista di pattinaggio e per il campo sportivo di Marina di Ragusa, per il Museo di Donnafugata, per il suo parco lasciato in totale abbandono, per il turismo del tutto ignorato, per l’ex cinema Marino tenuto in salamoia, per una questione centro storico affogata nell’incapacità di trovare rimedi, con il totale fermo dei settori urbanistica, lavori pubblici e politiche comunitarie, con mai definiti programmi per la Vallata Santa Domenica, senza un minimo intervento per l’eliminazione delle barriere architettoniche, con la strenua difesa degli interessi per alcuni eventi e manifestazioni che si continuano nel solco dell’ovvio e del déjà-vu.
Il Sindaco era deluso per i toni e gli atteggiamenti, non certo perché attendeva compiacenza da una parte politica che doveva portare il cambiamento ma ha trascinato, invece, la città, in direzione opposta.
Quanto mai inopportuno poi il riferimento all’assessore competente, già alleato non politico ma per un patto di responsabilità per la città, con giudizi del tutto inopportuni nei confronti di un soggetto che, ancora dopo molto tempo, si astiene, molto signorilmente, a livello personale e politico, a togliere il velo su tante questioni di pessima amministrazione dei 5 Stelle, da tutti percepite ma che non vuole mettere in piazza.
Se poi questo, come ci evidenziano dall’interno del Movimento 5 Stelle di Ragusa, è un tentativo, di qualcuno, per accreditarsi all’interno di una compagine politica dalle mille correnti e dai tanti meetup, è ancora di più una strategia destinata a fallire.

Dall’altra parte della barricata inesperienza e scarsa capacità comunicazionale del gruppo PeppeCassìSindaco che, già in aula, avrebbe dovuto tarpare le ali a strategie, atteggiamenti e toni che hanno giudicato, a microfoni spenti, solo farneticanti.
E nel comunicato del capogruppo non c’è ancora traccia di una difesa del DUP sui contenuti, con l’illustrazione dei punti fondanti per affondare ogni tipo di rilievo, comunicato che doveva uscire la sera stessa della presa d’atto del documento, con le motivazioni per cui il documento era considerato condivisibile, apprezzato e degno di essere approvato al momento opportuno, con eventuali accorgimenti suggeriti in aula da qualche consigliere della stessa maggioranza.
Solo una breve replica per rilevare l’assenza di proposte e giudicare, assai tardivamente, l’inconsistenza di una sterile politica dei 5 Stelle che sembra portata avanti solo per rifarsi delle critiche subite per 5 anni e per rivalsa su una sconfitta elettorale che ancora brucia per chi aveva visto vicino un ingresso trionfale in politica.

Ultimi Articoli