Qualcosa non gira come si deve nel Ragusa Calcio 1949

Doveva essere una corazzata che doveva annientare tutti gli avversari, una superiorità tecnica che non avrebbe permesso alternative.
In effetti, il Ragusa Calcio sta dominando il campionato, quando ha vinto, e le vittorie non sono state poche, ha messo in campo tecnica, grinta, voglia di vincere e di essere protagonista.
Se si fa eccezione per le dimissioni, subito rientrate del Direttore tecnico Santo Palma e per alcune voci che vorrebbero la carica di Presidente passata al vice Barbagallo, notizia stranamente non ufficializzata ma nemmeno confermata in ambienti vicini alla dirigenza, anche la vita societaria di questa squadra che vuole riportare in auge il calcio a Ragusa non ha avuto scossoni.
C’è da dire che c’è stata, nelle ultime due giornate anche una buona dose di fortuna, perché i passi falsi del Ragusa Calcio, due pareggi inaspettati contro formazioni che non erano nel novero delle grandi, sono stati ampiamente coperti da quelli della diretta inseguitrice Enna, che fino a poco tempo fa divideva il primato con gli azzurri di Raciti. Prima un pareggio e poi la sconfitta con il Real Siracusa hanno lasciato a tre punti dietro la seconda classificata, permettendo al Ragusa di mantenere il primato solitario.
Il pari interno con la Riccardo Garrone di Siracusa costituisce, comunque un campanello d’allarme.

“E’ un momento molto particolare. Dobbiamo restare uniti. Perché la squadra, comunque, gioca. Anche se mancano i risultati positivi di prima. Ma, ripeto, è fondamentale, in questa fase, non disunirci”.
E’ il commento a freddo dell’allenatore dell’Asd Ragusa Calcio 1949, Filippo Raciti, dopo il pari allo stadio Aldo Campo di contrada Selvaggio con la Riccardo Garrone Siracusa.
Un punto che non era certo quello auspicato alla vigilia ma che, comunque, consente agli azzurri di fare classifica e di compiere un altro piccolo passo in avanti nei confronti delle dirette inseguitrici.
“E’ un campionato molto equilibrato – continua Raciti – e i risultati che stanno maturando in questo specifico momento lo testimoniano. Noi restiamo al comando ma dobbiamo morderci le mani perché il nostro vantaggio, allo stato attuale, avrebbe potuto essere più consistente.”
“Che dire – prosegue ancora l’allenatore – in questo momento dobbiamo faticare il doppio per riuscire a concretizzare una rete. E sotto porta non siamo cinici come dovremmo. Forse c’è un calo mentale che dobbiamo affrontare con la massima attenzione. E provare a recuperare anche la migliore forma di tutti i componenti della rosa che, da quando è iniziato il campionato, sono sottoposti a pressioni molto forti.
Non sto cercando scusanti, non è nel mio stile. Sto soltanto provando ad analizzare quanto sta accadendo e, d’altronde, non possiamo dire di essere competitivi come qualche settimana fa.
Dobbiamo comprendere le ragioni di tutto ciò. Resto fiducioso sulle potenzialità di questa squadra. Solo che dobbiamo stare tutti uniti, dalla tifoseria ai collaboratori: è importante, ancora di più adesso, credere sino in fondo nel traguardo finale che intendiamo raggiungere”.

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