Quartiere ‘Pirrera’: una delle tante ferite aperte di Ragusa Ibla

Da decenni abbandonato, il quartiere Pirrera di Ragusa Ibla costituisce uno degli angoli più degradati del borgo barocco, ignorato dai politici e dalla città che non ha mai sollecitato interventi.
Senza voler essere ripetitivi, anche l’ultima amministrazione a 5 Stelle ha totalmente ignorato il quartiere e il suo degrado, ma si deve dire che fa comunque bene il consigliere del Movimento 5 Stelle Gurrieri a evidenziare lo sconcio e a sollecitare interventi dalla nuova amministrazione.
Con l’enfasi che lo contraddistingue, Gurrieri parla di potenzialità straordinarie se sfruttate in maniera giusta, ma, non potendo radere al suolo il tutto si deve dare credito ai progetti di qualche imprenditore sognatore, come quello che, anni addietro ne voleva fare un albergo diffuso.
Il privato voleva rimodulare gli immobili per trasformarli in unità residenziali, un albergo diffuso secondo le tendenze che affascinano i turisti.
Poi non se ne fece nulla, non si sa se perché il privato ha rinunciato o se le autorità preposte hanno frapposto tanti di quei cavilli da far scappare l’imprenditore, questioni queste che meriterebbero di essere approfondite.
Il risultato è quello di avere una vasta area degradata, regno di topi e di rifiuti.
Certo, al di là delle opportune sollecitazioni per gli amministratori, appare chiaro che senza una fonte certa e dedicata di finanziamento, l’operazione di recupero è, di certo, rischiosa e antieconomica.
La segnalazione ha la sua valenza perché riportare alla memoria le potenzialità del sito può concorrere a trovare chi sarebbe disposto a investire in progetti come quello citato.

“Non è questa – aggiunge Gurrieri – la Ibla che abbiamo in mente. Ed ecco perché invito il Comune a valutare se è possibile individuare le dovute occasioni di riqualificazione, con l’utilizzo di strumenti adeguati, che potrebbero portare ad attivare un progetto di recupero, naturalmente coinvolgendo i privati interessati, per far sì che quest’area possa assumere una propria identità.
Non ci sono dubbi sul fatto che si tratta di un percorso molto difficile, tutto in salita. Potrebbero, però, essere individuati i percorsi più adatti che consentirebbero di condurre a una ipotesi risolutiva di ampio respiro.
Non ci sono dubbi sul fatto che questa strada della condivisione e della compartecipazione, con il coinvolgimento di tutte le intelligenze imprenditoriali, e non solo, presenti sul nostro territorio ci possa portare a pianificare meglio la Ibla del domani, quella che deve essere sempre più attenta a intercettare nella maniera dovuta i flussi del turismo.
Abbiamo tutti una responsabilità a cui non dobbiamo sottrarci. E anche da una idea che può a prima vista apparire semplice possono nascere progetti complessi con ricadute molto interessanti”.

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