Queste dovrebbero essere le scommesse dell’on.le Ragusa

Interessante un post di Giovanni Cappello, vittoriese, giornalista pubblicista, narratore e componente dell’Assemblea Nazionale di Siciliani Liberi che riprende un passo del comunicato del parlamentare ibleo Orazio Ragusa, nel quale annuncia il suo passaggio alla Lega di Salvini.
Scrive l’on.le Ragusa: “Auspico che vengano applicati anche alla Sicilia gli stessi modelli riguardanti l’agricoltura, le infrastrutture, la Sanità per evitare viaggi della speranza, la burocrazia, che hanno rappresentato e rappresentano i punti di forza delle regioni governate dalla Lega.
Il know how politico di quelle realtà si è rivelato vincente. Perché non scommetterci lungo questa direzione anche dalle nostre parti? – si chiede.”

Giovanni Cappello rivolge, invece, altre domande al parlamentare, questo il testo integrale del post per il quale abbiamo avuto cortese autorizzazione per la pubblicazione da parte dell’autore:

Si chiede… l’on. Ragusa!
Io invece chiedo all’on. Ragusa: caro (si fa per dire) on. Ragusa, che siedi a Palazzo dei Normanni da un bel po’ di anni oramai e hai appoggiato governi di destra e di sinistra e poi di nuovo di destra, lo sai che la Costituzione della Repubblica italiana contiene un documento che è nato prima della medesima e che la medesima l’ha fatto proprio e difatti ne è parte integrante?
Questo documento si chiama Statuto Speciale della Regione Siciliana. Sicuramente non ne sei al corrente, altrimenti non avresti detto tutte le sciocchezze riportate nell’articolo, ma sappi che la sua mancata attuazione, cagionata ANCHE dall’ascarismo di gente come te e Minardo, ha vieppiù contribuito ad accentuare lo stato quartomondista della colonia Sicilia che, infatti, a causa dell’ascarismo politico, NON si rivolge a Roma FORTE del suo Statuto, ma va a mendicare elemosine che Roma concede applicando tassi che, nel Codice penale, vengono definiti “da usura”!
Caro (si fa per dire) on. Ragusa, invece di raccontare minchiate alla gente per giustificare (NON PETITA) l’ennesima giravolta partitica per motivi certamente NOBILI (poltrona), perché non ti prendi in mano una copia dello Statuto, te lo leggi, se vuoi te lo spieghiamo qualora dovessi avere qualche dubbio, e fai quadrato con la giunta che sostieni per ottenere da Roma tutto ciò che ci è stato SEMPRE NEGATO?
Caro (si fa per dire) on. Ragusa, se tu avessi fatto questo, durante il regno gialloverde, ti sarebbe stato tutto più semplice potendo contare, a Roma, sui TUOI referenti politici nazionali a cui avresti dovuto dire: O CI DATE QUELLO CHE CI TOCCA, O I PARLAMENTARI SICILIANI VI MANDEREMO TUTTI AFFANCULO E IN SICILIA NON PRENDERETE PIÙ UN VOTO! Ti giuro che sarei stato il primo a STRINGERTI LA MANO.
Ma oggi, alla luce della tua nuova migrazione…
A PROPOSITO: ma il tuo NUOVO CAPO non era ed è fermamente contrario alle migrazioni? Dopotutto, per i leghisti continuiamo a essere Africani anche noi!
Sai: l’ignoranza…
No, non è solo quella di sconoscere lo Statuto della Regione che si governa.

LO SAPEVI CHE LO STATUTO SPECIALE SICILIANO…

– Ti consentirebbe di pagare meno tasse, di avere stipendi e pensioni più pesanti, di pagare meno carburanti ed energia? (art. 36)
– Attribuirebbe alla Sicilia tutti i tributi che maturano nel nostro territorio, e quindi darebbe alla Regione più risorse per dare ai cittadini servizi degni di un paese civile? (art. 37)
– Consentirebbe alla Sicilia di dotarsi di aeroporti, ferrovie, strade, porti, metropolitane, scuole, aree industriali e tutte le infrastrutture che le servono per il suo sviluppo? (art. 38)
– Ridurrebbe i dazi sulle importazioni di macchinari che servono per l’agricoltura e per le imprese agro-alimentari? (art. 39)
– Darebbe alla Sicilia una sua Banca centrale che “stampa euro” e, se i redditi monetari e le riserve valutarie sono in eccesso rispetto a ciò che serve per la politica monetaria, può restituirli o alla Regione o ai cittadini sotto forma di “reddito di cittadinanza”? (art. 40)
– Consentirebbe alla Sicilia di farsi leggi proprie, come uno stato indipendente, in quasi ogni settore dell’economia (agricoltura, industria, commercio), oppure per difendere il proprio territorio e i propri beni culturali, oppure ancora per i servizi d’interesse generale (acqua, luce, gas,…) o, ancora, per le associazioni, onlus, cooperative,…? (art. 14)
– Consentirebbe alla Sicilia di farsi una propria Scuola e una propria Università, dove si insegna la storia, la lingua, la letteratura, l’arte siciliana e lo stesso Statuto speciale che invece oggi i cittadini sconoscono? (artt. 14 e 17)
– Consentirebbe alla Sicilia di farsi una propria sanità e proprie leggi e contratti di lavoro che possano ridurre la nostra disoccupazione? (art. 17)
– Consentirebbe alla Sicilia di dar vita ad un proprio sistema di banche e assicurazioni, persino una propria “Borsa valori”, senza sottomettersi al potere usuraio delle imprese del Continente? (artt. 17 e 41)
– Tutta l’amministrazione statale vigente in Sicilia sarebbe regionalizzata e il “nostro” Presidente potrebbe sedere nel Consiglio dei Ministri italiani in permanenza a rappresentare gli interessi della Sicilia come se fosse uno Stato quasi indipendente? (artt. 20 e 21)
– Le tariffe ferroviarie, aeree, navali non si potrebbero stabilire senza il nostro parere? (art. 22)
– Nei processi dovremmo trovare in Sicilia stessa il nostro giudice, fino alla Corte di Cassazione? (art. 23)
– Avremmo persino una piccola Corte Costituzionale, l’“Alta Corte per la Regione Siciliana”, che è l’unica che può giudicare se le leggi regionali sono costituzionali o no e che lo Stato non potrebbe impugnare direttamente le leggi della Regione ma solo attraverso un Commissario dello Stato che è una figura terza di garanzia? (artt. 24-40)
– Potremmo trascinare penalmente davanti a questa Alta Corte tutti i Presidenti e gli Assessori regionali che hanno commesso “abuso d’ufficio” e altri reati connessi alle loro funzioni come una sorta di “Tribunale dei Ministri”? (art. 26)
– In pochi anni una Commissione mista “Stato-Regione” avrebbe dovuto dare nel 1946 le norme attuative per applicare lo Statuto? (art. 43)

E INVECE…

– Lo Stato italiano impedisce dal 1946 che lo Statuto Siciliano venga attuato e ne boicotta ogni manifestazione o la concede in minima parte o la ritarda…
– L’Alta Corte è stata sciolta incostituzionalmente, senza modifica dello Statuto, già nel 1957, e da allora la Corte Costituzionale, che non ha competenza sulla Sicilia, ha provveduto e provvede ogni giorno a “castrare” la nostra Carta fondamentale a colpi di sentenze.
Dal 2014 anche al Commissario dello Stato è stato tolto il diritto di impugnare le leggi regionali, ormai impugnate secondo i capricci del Governo italiano.
– La Sicilia è stata tenuta volontariamente nel sottosviluppo, nel clientelismo e nell’illegalità con la complicità dei politici che l’hanno amministrata per conto dei partiti nazionali.
– Senza l’applicazione dello Statuto la Sicilia continua a svenarsi per finanziare il Continente.
– Senza l’applicazione dello Statuto in Sicilia a poco a poco chiude tutto per riaprire poi al Nord.
– Senza l’applicazione dello Statuto per noi c’è solo mafia, rifiuti e clientele pubbliche.
– Con lo Statuto la Sicilia può avere meno tasse, più occupazione e più servizi pubblici.
– Con lo Statuto i Siciliani smettono di fare anticamera nella segreteria dei politici per un miserabile posto di precario.
– Con lo Statuto la Sicilia torna ad essere quello che dovrebbe: il Centro del Mediterraneo, decidendo del proprio destino, camminando sulle proprie gambe e soprattutto riacquistando la propria dignità.”

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