Questioni ambientali dimenticate e discariche incontrollate rendono quanto mai grave l’emergenza

Non è un caso che Ragusa si trovi sempre negli ultimi posti per vivibilità e indici ambientali,
Si vuole fare apparire una città modello, si portano a supporto gli indici della differenziata, si esalta il poco di buono che si fa ma non si vuole ammettere che la gente è restia a rispettare le regole.
Nella città che un appalto farneticante, voluto e sostenuto dagli ambientalisti, ha trasformato da città dei cassonetti a città dei contenitori, basta solo verificare come vengono utilizzati questi ultimi.
Non contenitori per la tipologia di rifiuto del giorno successivo, ma piccolo cassonetto nel quale conferire, quando va bene quello giusto, il rifiuto a tutte le ore di tutti i giorni.
Così ammiriamo le vie affollate di cassonetti condominiali con contenitori che straboccano, anche se il rifiuto sarà raccolto dopo giorni.
A tutto ciò si aggiunge lo sconcio dei contenitori degli esercizi commerciali e dei locali pubblici che, ogni sera, lasciano ogni tipo di rifiuto, senza nemmeno piegare i cartoni.
Non è una città modello ma un agglomerato di incivili che si unisce alla gente che lascia la spazzatura agli angoli delle strade o si ostina a non servirsi dell’apposito servizio di raccolta degli ingombranti.
Fallimento totale di tutte le politiche educative e informative, assoluta protezione per la ditta che non ha rendicontato un invisibile e inesistente servizio di informazione e promozione del servizio, come previsto da capitolato, fallimento totale di un sistema dei contenitori che non funziona e che dovrebbe essere modificato radicalmente.
Se si riesce a vivere ben si deve all’organizzazione della ditta, ma più ancora alla grande disponibilità del personale che, con grande dedizione, si occupa del servizio di raccolta dei rifiuti.
Ma finiamola di dire che Ragusa e i ragusani sono un modello, sono solo più avanti di altri, meno incivili di altri, lo sconcio, per citare solo l’ultimo, che ha evidenziato il consigliere Iurato in via Tumino da l’idea di cosa sono capaci di fare certi ragusani.
Sempre in tema ambientale, vedremo come andrà a finire con il plastic free, ma si suppone che dopo la prima prorogane saranno richieste altre, sarà difficile rinunciare a piatti e bicchieri di plastica, tanto dopo ci diranno che il detersivo che usiamo per lavare piatti e stoviglie inquina anch’esso e dovremo usar quello a ph controllato, mentre la gente continuerà a lasciare immondizia per strada.
Occorre ammettere che non c’è sensibilità ambientale, la grande quantità di rifiuti raccolte nelle varie iniziative ambientaliste rende l’idea.
Basta poi guardare all’insensibilità di cittadini e autorità di fronte allo scempio ambientale dei Macconi, dove sul litorale c’è più plastica delle serre che sabbia, emergenza più volte denunciata dall’on.le Stefania Campo, per rendersi conto come si preferisce parlare delle emergenze piuttosto che agire.
Finiamola, allora di crogiolarci fra serate di premiazioni, presentazioni di libri, celebrazioni varie e autocelebrazioni, alza bandiere di vari colori e pensiamo all’ambiente, anche quello dei vicini, perché non ci danneggia meno del nostro e, se non possiamo intervenire direttamente, possiamo denunciare ad alta voce quello che non va.
E tutto parte dal sacchetto di rifiuti conferito in orari e giorni sbagliati.

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