“Radici storico-culturali della condizione femminile e correlazione con la situazione dei giorni nostri” – Considerazioni a margine del Convegno

Questo interessantissimo Convegno, organizzato dalla Consulta Femminile in collaborazione con l’Ordine dei Medici della Provincia, si è svolto lo scorso 29 marzo presso la Sala Avis di Ragusa.
L’idea è nata dalla constatazione che gli interventi di promozione del ruolo della Donna solo in minima parte appaiono sufficienti a migliorarne la condizione e, soprattutto, a modificare il rapporto Donna/Uomo, persistendo piuttosto la disparità in tutti gli ambiti del sociale (familiare, formativo, economico, lavorativo, politico, culturale …).
Concordemente con quanto verificato con altri studi (anche di livello accademico), si ritiene giustificata l’ipotesi che ad oggi ci si sia soffermati maggiormente, se non esclusivamente, sugli esiti dei guasti della Storia, e non sulle cause che hanno ritardato e penalizzato un effettivo superamento delle disparità e delle discriminazioni, fino a produrre non di rado epiloghi di imponente sofferenza fisica, psichica e sociale (ne è un esempio, il drammatico fenomeno della violenza di genere).
D’altra parte, una ricerca antropologica che tenti di ricostruire le tappe dell’evoluzione della presenza della Donna nel mondo è un lavoro non facile, un’impresa ardua, se non addirittura impossibile, perché la Donna non è mai stata e non si è mai considerata un soggetto storico sociale.
La ‘storia della Donna’ – femmina dell’uomo, come viene definita in numerosi dizionari ed enciclopedie – è sempre stata assimilata alla ‘storia dell’uomo’, nella quale l’unica specificità è rappresentata dalla storia del suo corpo, essendo la ‘riproduzione’ l’unica funzione a lei riconosciuta.
E la femmina dell’uomo non ha storia, se non quella della sua subordinazione, che ne ha prodotto e giustificato l’emarginazione.
Se ci fu un tempo in cui la donna era uguale, è un uguale che la Storia cancella. L’asimmetria di potere si è perpetuata nei millenni e ha condizionato il rapporto tra uomo e donna, agito sempre sulla dialettica natura/cultura, per rimarcare e sancire l’attribuzione alla natura di ciò che è piuttosto un portato della cultura.
La Donna non ha Storia, ma non ha neanche una definizione di sé: è l’uomo che l’ha definita e, sistematicamente, ri-definita, senza mai trovarne un’adeguata connotazione; è curioso, infatti, constatare come tali definizioni sembrino oscillare tra posizioni chiaramente antitetiche: Miti, Religioni, Legge, Filosofia, Letteratura e Scienza si impegnano nel delineare l’ideale di donna – femmina o madre, diavolo o angelo, sorgente di mali o di vita, generatrice di colpe o dispensatrice di doni – innalzandola al cielo o sprofondandola all’inferno, senza mai legittimarne la presenza sulla terra.
Vedo un affanno, un travaglio anche nell’uomo in questa ricerca continua di un equilibrio ipoteticamente da lui temuto (o agognato?).
Fatte queste riflessioni, ci siamo dette che non è sufficiente analizzare, seppur con attenzione, gli aspetti che caratterizzano la condizione femminile dei giorni nostri, è indispensabile, piuttosto, cercare altrove le radici della sua pressoché persistente cristallizzazione.
Da qui l’esigenza di risalire alle origini di tale dinamica e approfondirne la conoscenza.
Risponde egregiamente a tale intento il libro “Donna. Una storia senza eco – Misoginia Violenza Follia” del Prof. Gino Carbonaro, dal cui studio attento, meticoloso e ampiamente documentato, si traggono significative direttrici per capire la sistematica asimmetria del rapporto Donna/Uomo nella Società di questo periodo storico.
Il Convegno mirava, pertanto, a rilevare con occhio critico elementi utili all’analisi della condizione femminile e maschile oggi, rivedendo ciò che la Storia, la Cultura, la Chiesa …nel corso dei millenni precedenti ci hanno consegnato, tentando di individuare chiavi di lettura utili e strategie adeguate a facilitare processi di cambiamento.
Giuseppina Pavone, Presidente Consulta Comunale Femminile di Ragusa

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