“Radici storico-culturali della condizione femminile e correlazione con la situazione dei giorni nostri” – Report del Convegno del 29 marzo 2019, a cura di Giuseppina Pavone, Presidente Consulta Comunale Femminile di Ragusa

Introduce e coordina Giuseppina Pavone, Presidente della Consulta Femminile.
Il Convegno si apre con i saluti istituzionali di rito: il Dott. Gabriele Barbaro Capo di Gabinetto della Prefettura, l’Avv. Giuseppe Cassì Sindaco di Ragusa, la Dott.ssa Rosa Giaquinta Presidente dell’Ordine dei Medici della Prov. di Ragusa, l’Arch. Angelo Aliquò Commissario Straordinario dell’ASP, l’Avv. Emanuela Tumino Presidente dell’Ordine degli Avvocati della Prov. di Ragusa, l’Avv. Simona Pitino Presidente del CPO dell’Ordine degli Avvocati.
Si inizia con un sorprendente fuori programma: tre studenti dell’ITCA “Fabio Besta” di Ragusa, Alessio Puccio, Simone Floridia e Giuseppe Crispino (in sala erano presenti altri 25 compagni d’Istituto), chiedono di parlare per presentare un loro lavoro di ricerca mirato a rilevare la condizione della Donna nel Mondo; con dati statistici molto significativi dimostrano come la subordinazione femminile, variamente declinata, sia presente da sempre in tutti i Continenti: dall’Asia agli Stati Uniti, dall’Europa all’Africa…, mutano i simboli, il linguaggio, il contesto, i gruppi sociali, le forme di dominio, la faccia del potere, ma per l’uomo la donna è la stessa, a tutte le latitudini.
L’intervento dei ragazzi si conclude con la proiezione di un video che propone il monologo di un’attrice sul diverso significato che nella lingua italiana assumono determinati vocaboli a seconda che vengano espressi al maschile o al femminile, con un’accezione negativa e, in genere, dispregiativa per la Donna.
I calorosi applausi dei presenti hanno attestato il sentito apprezzamento per questo contributo maturo, consapevole e spontaneo, ancor di più perché sono stati tre giovanissimi studenti che hanno voluto essere protagonisti e portavoce di un messaggio importante che fa sperare in un futuro più civile.
Un plauso particolare va alla Dirigente dell’Istituto Dott.ssa Rosa sempre innovativa e aperta alle opportunità sociali e culturali da offrire agli studenti, e alla Prof.ssa Pistola attiva e valida docente che riesce a motivare e coinvolgere con efficacia gli studenti in tematiche di notevole impegno.
Particolare la formula di svolgimento dei lavori del Convegno: la Presidente della Consulta Femminile, Dott.ssa Giuseppina Pavone, e la Presidente dell’Ordine dei Medici, Dott.ssa Rosa Giaquinta, hanno conversato con il Prof. Gino Carbonaro, Autore del libro “Donna. Una storia senza eco – Misoginia Violenza Follia”, da cui il Convegno trae spunto.
La modalità colloquiale ha consentito di sviscerare in maniera logica e sequenziale gli aspetti significativi di questo interessante percorso, mettendo l’accento sulle radici della Storia della Donna a partire dal mondo greco, per proseguire, successivamente, nell’analisi che di essa ne fanno l´Antico e il Nuovo Testamento e la letteratura patristica dei primi secoli del Cristianesimo.
Collocato, nella logica di costruzione del testo, nella parte centrale del libro, rilievo particolare viene dato a Gesù e a Paolo di Tarso: una delle novità più rivoluzionarie di Gesù è che “vedeva” le donne, in genere presenze talmente irrilevanti da non essere neppure percepite dagli uomini della sua epoca; non solo: vedeva le vedove povere, le prostitute, le straniere, le impure, cioè proprio le più emarginate. Una vera rivoluzione della quale i vangeli danno testimonianza, ma che per più di mille anni è stata ignorata da una tradizione patriarcale.
Con Gesù il peccato viene perdonato, con Paolo di Tarso, ritenuto il fondatore della Chiesa cattolica, torna la condanna del peccato.
Pur tenendo conto del contesto storico, sociale e culturale nel quale si collocano i fatti, non si può negare che ancora oggi il ruolo della Donna è nella Chiesa non adeguatamente valorizzato e, al centro di dibattiti e confronti non sempre benevoli, sembra si incontri difficoltà a liberarsi dei condizionamenti che la Storia pone ed impone.
E sono le figure femminili più significative che Gino Carbonaro delinea, su sollecitazione delle questioni/stimolo che gli vengono proposte:
• Eva e Pandora, le prime donne della storia del mondo, accomunate da alcuni elementi che sembrano essere poi determinanti per la condizione della donna per il resto dei millenni: l’origine (la loro nascita decisa dalla divinità), la proibizione ad agire (non mangiare il frutto dell’albero/non aprire il vaso), la trasgressione, la maledizione della stirpe, il senso di colpa.
• Ancora, Ipazia Alessandrina, astronoma, matematica e, per la sua prematura emancipazione, martire pagana uccisa da fondamentalisti cattolici, è ricordata come “martire della libertà di pensiero”; maestra di chiara fama, ma anche insigne esponente nella vita politica di Alessandria, in sostanza, una donna colta e libera che ‘si ostinava ad insegnare agli uomini’, questa la sua colpa e per questo doveva essere punita con l’uccisione (fu linciata nel 415 d.C.), ‘primo femminicidio della storia’, come Gino Carbonaro ha definito, con una felice intuizione, il triste evento.
• Infine, last but not least, l’interessante e originale figura di Hildegard von Bingen, definita da Gino Carbonaro “Santa, ma …Donna”, imponente personaggio nel panorama culturale medioevale (XII secolo); la sua fine intelligenza e l’esperienza mistico-profetica le consentirono la possibilità di parola e azione, in un’epoca in cui il ruolo femminile non era certamente valutato positivamente; per la ricchezza delle sue opere è considerata un’esperta in teologia, scienza, medicina, cosmologia, filosofia; fondò monasteri femminili, predicò al clero e al laicato, fu compositrice; nell’ottobre 2012 entra nel circolo dei Dottori della Chiesa; sola donna musicista della sua epoca, i suoi canti sono coinvolgenti e magnifici, a immagine dei suoi scritti; sottolineata la sua attenzione per la cura del corpo (anche sul piano estetico) e del suo concetto di ‘sessualità’ e di ‘rapporto sessuale’ considerato come espressione di ‘armonia divina’ [sorprendente la sintonia in Papa Francesco che, nell’esortazione apostolica ‘Amoris Laetitia’ (apr. 2016), comunica urbis et orbis che “il sesso è un meraviglioso dono di Dio”].
Una sala gremita e un uditorio coinvolto e partecipe che, catturato dallo stile espositivo fluido, gradevole e accattivante dell’Oratore, ne ha apprezzato la considerevole competenza.
Questa prima Sezione del Convegno si conclude con la lettura, a cura della Dott.ssa Rosa Giaquinta, di alcuni brani tratti da opere di Moebius, Valeria Schimmenti (Donne e Professioni) e Giovanna Vicarelli (Donne e Medicina).
Ha completato e arricchito i lavori la rosa degli interventi programmati e strutturati: l’Avv. Simona Pitino, Componente CPO Ordine Avvocati, l’arch. Angelo Aliquò, Commissario Straordinario ASP, la dott.ssa Gianna Criscione, già Ispettrice MIUR, Alessio Puccio, Studente dell’ITCA F. Besta.
A conclusione dei lavori si può affermare che la Donna nella Storia c’è stata, ma non ha avuto voce (e ancor oggi la sua voce è flebile), la sua è stata una storia senza eco, visibile solo per la sua condizione di subordinazione e di mortificazione.
In Consulta Femminile si cercherà di sviluppare gli spunti emersi da questo interessante Convegno nell’intento di promuovere strategie più congruenti con i fatti rilevati.
Il Convegno, che si è svolto con il sostegno della BAPR, ha ottenuto il patrocinio del Dipartimento di Scienze Politiche e Sociali dell’Università di Catania, dell’Ordine degli Assistenti Sociali della Regione Sicilia (che ha attribuito, inoltre, n. 3 Crediti Formativi), dell’Ordine dei Medici, dell’ASP, del CPO dell’Ordine degli Avvocati, dell’USR Sicilia (ex Provveditorato agli Studi).
Giuseppina Pavone, Presidente Consulta Comunale Femminile di Ragusa.

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