Ragusa Calcio 1949: dal giocattolo rotto al teatrino

Avevamo parlato di giocattolo rotto per il Ragusa Calcio 1949, per le partenze contemporanee di Raciti, di Palma e di Filicetti.
Qualche tifoso, leone da tastiera, non aveva condiviso l’articolo e invitava a rifarsi alla pagina facebook della società per avere notizie aggiornate. Perché nella nostra città non sono i diretti interessati a replicare, eventualmente, agli articoli di giornale, più o meno autorevoli, ma sono i tifosi che pensano di poter governare, tramite i social, la comunicazione.
C’è però una grande differenza, che il tifoso guarda tutto con l’occhio cieco della passione, chi scrive dell’argomento, si attiene ai fatti e del tifo non sa cosa farsene.
In questo momento, il Ragusa Calcio 1949 è in balia delle onde, una nave senza governo, con la pagina social che non è attendibile, in quanto non aggiornata, con alcuni personaggi che hanno trasformato il fine campionato in teatrino.
Ci dispiace per il Presidente D’Amico, che riteniamo sempre un appassionato mecenate che ha gratificato la città con il suo impegno economico, ma lo spettacolo di queste ore non è esaltante.
Dopo la partenza del trio di testa della squadra, è stata la volta del Direttore Sportivo Monterosso che ha lasciato per “sopraggiunte divergenze sulla conduzione tecnica della prima squadra”.
Voci attendibili nell’ambiente calcistico, peraltro confermate da articoli di stampa, davano per dimissionari che si erano allontanati dalla squadra anche il team manager, Emanuele Distefano, il responsabile del settore giovanile Vincenzo Appiano, da due giorni incaricato, il dirigente Giovanni Di Martino, il responsabile della sicurezza Carmelo Cannata e l’addetta alla comunicazione, Lucia Nativo.
Evidente che il giocattolo si è rotto. Ma c’è di più, c’è il teatrino perché c’è un valzer di uscite e di ritorni da commedia, senza aggiornamento sulla pagina social, senza comunicati stampa, evidentemente ormai in disuso, acclarato solo dalla autorevole firma di un giornalista esperto di sport che ha fatto il punto sul quotidiano locale cartaceo.
Al momento, il Presidente D’Amico avrebbe nominato un direttore sportivo, Emanuele Merola, già direttore sportivo del Giarre, che, come primo atto della sua gestione, avrebbe concluso le trattative per il tecnico che dovrebbe essere Alessandro Settineri, allenatore con esperienze nei settori giovanili che viene presentato come scelta condizionata dal budget limitato: non certo una grande accoglienza per il nuovo arrivato, come dire ‘c’era gente più brava ma non abbiamo i soldi per poterli mantenere’.
Nelle sue dichiarazioni alla stampa, il Presidente D’Amico si dice fiducioso di recuperare i ‘fuggitivi’, anche alla luce del fatto che ha mantenuto tutti gli impegni economici.
E pare che, in effetti, ci sarebbe stato già il ripensamento di Monterosso che avrebbe chiarito le su divergenze con il Presidente per il futuro del Ragusa Calcio, ma, con l’atmosfera che sovrasta la società, non è che il ritorno del direttore generale possa costituire, da solo, indice di affidabilità per le buone intenzioni di tutti. almeno,
Certo, a questo punto, un incontro con i giornalisti, per spiegare i programmi e le strategie per il nuovo campionato, resta l’unico riferimento valido per potersi occupare seriamente della vicenda Ragusa Calcio 1949.
Una struttura comunque smantellata che, se ricomposta, lo sarà, comunque, con i cocci della passata stagione rimessi insieme, per quanto riguarda la società, mentre la formazione può ripartire da Ricca, Butera, Aglianò e Priola.
Il quibus resta sempre la copertura economica del campionato: al momento, tutto resta affidato alle decisioni del Presidente D’Amico, comprensibile la sua delusione per gli scarsi appoggi ricevuti nella passata stagione, gli consiglieremmo di procedere ad una opportuna verifica con una pianificazione del programma da presentare alla città e all’imprenditoria locale.
Questo Presidente è risultato fra i più affidabili fra quelli che ha visto la città negli ultimi anni. Solo Rimmaudo ha fornito simili garanzie, ora tocca ai tifosi e agli appassionati di calcio rispondere adeguatamente ad una campagna abbonamenti indispensabile per far sentire il sostegno della città, mentre l’imprenditoria locale è obbligata a dare il suo contributo, anche piccolo, magari solo con l’acquisto di un cartellone pubblicitario.
Non è illusorio pensare di trovare 100 imprenditori da 1.000 euro ciascuno, per fornire alla dirigenza una adeguata vicinanza per gli obiettivi da perseguire.
Se non ci sono, Ragusa non merita il calcio in città.

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