Il Ragusa Calcio conquista il primo posto in classifica a spese dello Sporting Priolo

3 punti e vetta della classifica per la squadra di Nicola D’Amico, Priolo che perde partita e primato.
Il Ragusa Calcio 1949 era opposto, nel consueto anticipo del sabato, alla capolista Sporting Priolo, 9 punti per la squadra siracusana che punta a vincere il campionato, 7 per gli iblei.
Vincere non era indispensabile ma si sapeva che il successo avrebbe portato una ventata di entusiasmo nell’ambiente della società, dei tifosi e della città che ancora non risponde concretamente agli sforzi del Presidente che vuole riportare il Ragusa Calcio in auge. Desolante il campo senza un solo impianto pubblicitario.
Bellissima giornata, con un sole caldo, limitata la presenza del pubblico nobilitato dalla presenza del primo cittadino, Peppe Cassì, che, da sportivo di razza non ha voluto perdere questo importante appuntamento degli azzurri di Raciti.
La posta in gioco era, comunque, alta e ambita da entrambe le formazioni e questo fattore ha inciso non poco sulla bellezza del gioco.
A dispetto delle mirabilie che raccontano gli esperti, si sono viste due squadre compatte, solide ma che non hanno espresso un bel gioco, l’obiettivo primario era non prenderle, il Priolo arroccato in difesa, con pochi sprazzi in attacco, il Ragusa più proiettato in avanti non riusciva a superare il muro avversario, pur mostrando ampia lucidità in difesa.
Per restare alla nostra squadra, le individualità ci sono, ma si corre poco, non si sono viste impostazioni di gioco di ampio respiro, finezze tecniche neppure a parlarne, non si è potuto ammirare uno stop di palla che meritasse tale nome, un dribbling elemento sconosciuto
La partita era avviata ad un desolante pareggio che avrebbe deposto per un livello del campionato assai modesto, considerato che si fronteggiavano due candidate al primato assoluto.
A 4 minuti dalla fine del tempo regolamentare, Tumino ha infilato di testa il portiere avversario, una rete inaspettata nel corso di una azione non trascendentale.
Tre punti che premiano il Presidente D’Amico, il tecnico Raciti e, soprattutto, il direttore sportivo Palma, artefice di questo progetto che può riportare in alto il calcio in città, finalmente con una dirigenza solida e una formazione che, ben guidata com’è, può restituire, anche ai meno appassionati, il piacere di andare allo stadio, smarrito da molti anni.

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