Ragusa – Catania e autostrada restano, al momento, solo utopie: nulla di fatto anche per la riunione a Roma del 2 marzo

Come era, del resto, ampiamente prevedibile il raddoppio della Ragusa – Catania e l’autostrada fino a Modica restano, al momento solo utopie, solo argomenti buoni per i politici che debbono intrattenere lo scarso e poco qualificato pubblico che interviene agli appuntamenti politici ed elettorali.

Nonostante i toni trionfalistici dei comunicati stampa, l’assessore regionale alle infrastrutture, Falcone, non è riuscito a sgombrare il campo dalle valutazioni negative seguite al flop della visita in provincia, accanto ad un cantiere dell’autostrada.
Contatti telefonici in diretta, assicurazioni su un incontro romano per dirimere la questione, nessun risultato.
Le dichiarazioni di Falcone, riportate in un comunicato di resoconto della sua partecipazione ad un meeting elettorale a Ragusa, parlano di due opera strategiche fondamentali per il sud-est siciliano.
Falcone affermava che sulla realizzazione della Rosolini-Modica ha pesato la situazione finanziaria delle ditte subappaltatrici, fortemente indebitate e perciò a rischio di fallimento, ammettendo le colpe della regione quando aggiungeva “da mercoledì inizieremo a pagare le ditte fornitrici e subappaltatrici che rappresentano la vera economia di questo territorio.”
Una storia che va avanti da anni, quella delle fatture non pagate, degli stati di avanzamento non ricompensati che se potevano essere consoni al teatrino del governo precedente, lasciato interdetti con l’attuale gestione che molti prevedevano diversa.
Riguardo alla Ragusa – Catania, sulla quale, è giusto precisare le competenze non sono della Regione, l’assessore Falcone ha voluto fare mostra di autorevolezza, assicurando la sua presenza a Roma, per la riunione del 2 marzo, del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici.
Il proclama finale era: “il prossimo 2 marzo, noi saremo a Roma, non tollereremo ulteriori ritardi su opere così importanti. Questo significa farsi carico delle istanze del territorio. Per questo saremo a Roma e porteremo a casa il risultato”.
Pare evidente che non ci sono risultati né per la Ragusa Catania, né per l’autostrada, testimoniato dall’assenza di comunicati che sarebbero caduti a pioggia in caso di un minimo risultato.

Ci sono stati solo comunicati stampa dei sindacati, sempre troppo molli e moderati di fronte alle questioni sul tavolo.
In un primo comunicato di CGIL, CISL e UIL, si paventa l’organizzazione di una mobilitazione generale con una grande manifestazione pubblica per sbloccare la situazione di paralisi dell’autostrada.
Si rimandava all’incontro di venerdì 2 marzo, alle ore 21, a Pozzallo, con l’assessore Falcone che aveva garantito la sua presenza al ritorno di questo epocale incontro romano.
Ad un primo incontro avevano presenziato, evidentemente senza risultati tangibili, i parlamentari regionali, Orazio, Ragusa, Giorgio Assenza, Nello Di Pasquale; i parlamentari nazionali Venerina Padua e Maria Lucia Lorefice, il sindaco di Pozzallo, Roberto Ammatuna, di Rosolini, Corrado Calvo e per Modica l’assessore Pietro Lorefice.

Non meno sconfortante il comunicato del 3 marzo, che esprime segnali di ottimismo e promette impegno per la realizzazione di tutte le infrastrutture che garantiscono lo sviluppo.

All’incontro promosso dalle tre organizzazioni sindacali Cgil, Cisl e Uil territoriali per affrontare le questioni che hanno determinato il blocco dei lavori per la realizzazione dei lotti autostradali Rosolini – Modica, non ha partecipato l’Assessore alle Infrastrutture, Marco Falcone, in quanto impossibilitato a raggiungere Pozzallo a causa della cancellazione di un volo da Roma.
Era presente l’avvocato Maurizio Siragusa, vice presidente del CAS e capo della segretaria tecnica dell’Assessore Falcone, il quale ha riferito di alcuni sviluppi delle ultime ore.
Si tratta del raggiungimento dell’ipotesi di accordo tra il Cas, la Condotte e Cosedil.
Questo accordo servire bbea superare l’attuale fase di stallo aggravata per via della richiesta di concordato preventivo presso il Tribunale di Roma della Condotte Acque, quindi a scongiurare l’ipotesi di recessione del contratto con le ditte aggiudicatarie dell’appalto.
Consapevoli che l’eventuale recessione del contratto implicherebbe un aggravamento ulteriore della situazione e, forse, la definitiva chiusura dei cantieri.
Per questo riteniamo che l’accordo raggiunto tra le ditte e l’Assessorato, che verrà sottoscritto il prossimo 9 marzo, rappresenta un passo in avanti.
Inoltre il Cas si è impegnato a pagare direttamente entro pochi giorni il 50% delle fatture arretrate
Siamo forse di fronte alla possibile ripresa dei lavori, un segnale importante ma occorre che tutto vada a regime perché bisogna recuperare il tempo perduto, per scongiurare il rischio di perdita dei finanziamenti comunitari.
In pratica ci troviamo di fronte ad un ulteriore rinvio, dal 2 marzo al 9 marzo, con il CAS che promette di pagare, ama solo il 50% delle fatture arretrate alle ditte sub appaltatrici e gli stipendi agli operai che devono percepire tre mesi di arretrati.
L’assessore ci dovrebbe spiegare perché non vengono onorati i debiti.

Il comunicato della triplice sindacale continua, nello stile tipico dei comunicati sindacali, una nota infarcita della solita retorica inutile e che non porta risultati, che merita attenzione solo per la qualità dello scritto evidentemente affidata a chi, almeno in questo caso, mostra di avere capacità e competenze per il suo ruolo.

“In questa vicenda molto importante per la provincia di Ragusa e l’intero sud est bisogna realizzare ancora gli obiettivi fin qui mancati in merito a questi lotti autostradali; la ricaduta occupazionale stimata in circa 400 lavoratori tra diretto ed indotto, e la connessione del nostro territorio alle reti autostradali in chiave intermodale attraverso i collegamenti con le più importanti infrastrutture dell’Isola.
In questi anni di crisi abbiamo registrato una caduta libera dell’occupazione soprattutto nei settori edile ed industriale, del PIL regionale e pro capite. Anche di fronte a questo scenario di carattere generale il nostro territorio ha registrato comunque andamenti meno catastrofici rispetto alle altre province della Sicilia.
Questo grazie alla vivacità economica del territorio nei settori dell’agro alimentare, i servizi ed il turismo, tutto ciò rappresenta un potenziale enorme e la speranza di sviluppo per l’intera comunità.
Gli investimenti pubblici in infrastrutture rappresentano ancora una volta la via più concreta alla ripresa economica, e quindi c’è la necessità di un cambiamento di rotta rispetto alla tendenza degli ultimi anni che hanno visto un arretramento da parte dei diversi governi, nazionali e regionali.
Il tema dell’infrastrutturazione rimane la vertenza aperta per il sindacato ibleo, occorre portare a compimento tutte le opere avviate e concretizzare sul versante del raddoppio della Ragusa – Catania e progetto di sviluppo per l’aeroporto di Comiso.
Per questo non arretreremo di un solo centimetro e proseguiamo nelle battaglie dei lavoratori coinvolgendo al tempo stesso tutti i settori produttivi, le categorie professionali e le Istituzioni locali.
L’incontro di ieri si è concluso con l’impegno da parte dell’Assessore Falcone a incontrare Cgil, Cisl e Uil, assieme al comitato delle imprese sub appaltatrici, i Sindaci e la deputazione locale.
L’incontro si terrà dopo il 9 marzo dopo la firma dell’accordo tra Cas, Condotte e Cosedil per la ripresa dei lavori.”

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