Ragusa – Catania: “Io c’ero, ci sono e ci sarò”

La posizione dei sindaci giudicata ‘strana’ dall’assessore Falcone

C’è la sensazione diffusa che la data del 21 marzo potrebbe essere quella di qualche novità per la Ragusa-Catania. Su riunioni di preCIPE e di CIPE è calato uno strano silenzio, dove mancano le consuete indiscrezioni anche solo di quello che si andrà a discutere.
Si sa solo che l’argomento Ragusa -Catania è al primo punto della riunione del pre-CIPE che dovrebbe tenersi il giorno 20.
Inderogabile quindi la necessità di dire ‘io c’ero’, la manifestazione del Comitato per la Ragusa-Catania costituisce un momento particolare della protesta che, dalla piazza Poste di Ragusa potrebbe prendere strade non certo gradite al sistema.
Quindi, ad occupare le prime file di questo spettacolo che, per ora, mettono in scena quelli del Comitato, i sindaci del territorio, mentre interviene l’assessore regionale alle infrastrutture, Marco Falcone, in rappresentanza di una regione che deve dire la sua, soprattutto dopo interventi come quello dell’on.le Nello Dipasquale che ha chiamato in causa direttamente Musumeci.

Il Comitato ha diffuso la PIATTAFORMA RIVENDICATIVA per il RADDOPPIO della RAGUSA – CATANIA che riportiamo e pubblichiamo, in calce, anche i PDF

Abbiamo preso atto sin dal 2006 che l’unico modo per ottenere il raddoppio sarebbe stato l’intervento di un progetto di finanza, con la relativa tariffazione!
Per quanto ci riguarda continua a sembrarci “normale” avere lo stesso diritto degli altri cittadini per potere usufruire di un minimo livello di sicurezza e di mobilità. Questo diritto ci è negato da sempre, visto lo stato delle nostre infrastrutture, lo stesso è costituzionalmente garantito per tutti i territori del Paese dalla “Val di Susa” a “Lampedusa”, la Ragusa – Catania… “l’esempio” per tutte!
Quest’opera, di interesse nazionale, continua nei fatti ad essere negata! Sono passati una decina di anni in più di quello che ci era stato prospettato per l’inizio dei lavori che, con civile pazienza, abbiamo seguito da oltre quindici anni, ma “I cantieri, continuano, ad essere “blindati” nelle pastoie della burocrazia e della politica!
Non sono bastati, sin dal 2003, gli incontri con decine di presidenti del consiglio, ministri, sottosegretari, parlamentari, governatori ed assessori regionali insieme a tutta la burocrazia romana e dintorni.
In ultimo, ci avevano assicurato, con dichiarazioni solenni e pubbliche, che tutto era a posto.
E invece non è stato e non è così…! Appare dunque inspiegabile il lungo tempo trascorso per attendere – oltre ogni ragionevole previsione, dopo la varie autorizzazioni e i pareri di legge – un passo avanti e mezzo passo indietro ad ogni piè sospinto!
VOGLIAMO CHE SI PASSI ALLA DECISIONE FINALE: LA RAGUSA-CATANIA SI FA O NON SI FA!
BASTA CHIACCHERE E PROMESSE! NOI RIAFFERMIAMO IL DIRITTO DI QUESTO TERRITORIO AD AVERE IL RADDOPPIO DELLA RAGUSA-CATANIA IN TEMPI E MODI RAVVICINATI, CON COSTI SOSTENIBILI!
Per questo siamo passati a manifestare e lo faremo sin quando non avremo certezze granitiche sulla verità di tale infrastruttura.
Dopo l’ulteriore mobilitazione annunciata a gennaio procediamo con le manifestazioni di protesta; la prima: il 21/MARZO/2019 ai piedi del Palazzo del Governo a Ragusa, alle ore 10,00, in Piazza Poste, per chiedere con forza: SI ALLA RAGUSA CATANIA. ORA e SUBITO.
La chiedono i cittadini e le imprese. Lo chiede le necessità di sicurezza, non più rinviabile, che tanti dolori incalcolabili ha causato.
Le associazioni di categoria:
A.N.C.E. – C.N.A. – CASARTIGIANI – CONFAGRICOLTURA – CONFARTIGIANATO – CONFCOMMERCIO CONFERESERCENTI – CONFCOOPERATIVE – COLDIRETTI – F.N.A.A.R.C. – LEGACOOP – P.M.I. – UPLA – CLAI – SICINDUSTRIA – I sindacati: CGIL – CISL

Dall’ Assessorato regionale Infrastrutture e Mobilità della Regione Siciliana è stata diffusa, invece, la seguente nota stampa:

CATANIA-RAGUSA, FALCONE: «BASTA GIOCARE A MONOPOLI, NON ASPETTIAMO ALTRI DIECI ANNI»
AI SINDACI: «CI DICANO LA VERITÀ SULLE TRATTATIVE CON IL MINISTRO LEZZI E IL PRIVATO»

(Catania, 17/3/2019) «Ci stranizza alquanto la presa di posizione dei sindaci del territorio riguardo il ruolo giocato dalla Regione Siciliana sulla vicenda della Catania-Ragusa. Eravamo fermi all’annuncio di fine 2018 degli stessi sindaci assieme al ministro Lezzi, diffuso sui giornali e con tanto di video su Facebook, secondo cui non vi era ormai nessun problema per realizzare l’opera».
L’assessore regionale alle Infrastrutture, Marco Falcone, replica alle parole dei sindaci dei territori interessati dall’opera, criticando la ricostruzione fornita alla stampa.

«Dopo il loro video – ricorda l’assessore – c’è stato il Cipe che ha sospeso il giudizio e rinviato tutto per approfondimenti.
Trascorsi però ulteriori tre mesi, di fronte al perdurare dell’immobilismo, due settimane fa siamo andati a Roma per capire quali ostacoli rimanessero. In quell’incontro, purtroppo, sembrava di essere a una partita di Monopoli e che si fosse tornati punto e accapo. Il Governo nazionale ha manifestato tutti i propri dubbi sul proponente concessionario, l’ultima volta durante un’ulteriore riunione di giovedì scorso».

Falcone mette così tutti i tasselli in ordine, sottolineando come la Regione non si sia risparmiata in proposte chiare e concrete: «A quel punto, in quella sede, abbiamo voluto scandire tutte le iniziative della Regione tese a costruire un’opera per noi strategica: la conferma delle risorse in conto capitale, la disponibilità di risorse dalla spesa corrente per abbattere il pedaggio e, eventualmente, anche la discesa in campo del CAS per rafforzare la compagine societaria.
Malgrado tale ampia e fattuale disponibilità del Governo Musumeci, Roma ritiene ancora che la proposta del privato non sia sostenibile. Per sbloccare un’impasse, ci siamo spinti, allora, a proporre la riprogrammazione di circa 450 milioni di euro per costruire la Catania-Ragusa a totale carico del pubblico.
A una condizione però: che il Governo nazionale risolvesse il contratto con il privato, facendoci utilizzare il progetto della strada ancorché non sia ancora esecutivo».

L’assessore alle Infrastrutture, poi, tira le somme e pone precise questioni: «Tutte queste iniziative sono state attuate per sbloccare l’opera ed evitare l’insorgere dei contenziosi.
Ecco perché l’inaspettata presa di posizione dei sindaci ci appare speciosa e con un pizzico di mala fede.
Erano stati loro, assieme al ministro Lezzi, a darci la buona notizia, eppure sono passati quasi quattro mesi. Siano allora i sindaci a dirci la verità: perché il progetto della Catania-Ragusa ancora non viene approvato? Quali sono i veri rapporti tra loro, il concessionario proponente e il ministro Lezzi?
Cosa c’è da aspettare ancora? Il Governo Musumeci, da mesi e con progetti alla mano, lavora per costruire la Catania-Ragusa. Siamo in attesa, ma non vorremmo che questo stallo si prolungasse per altri dieci anni».

manifesto manifestazione 21 marzo Ragusa

piattaforma rivendicativa RG CT

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