Ragusa-Catania: preoccupano la ‘data da destinarsi’ e i tanti ‘se’ del Ministro Toninelli

Dopo l’ultima riunione del CIPE, si può dire che per la Ragusa-Catania si parte daccapo.
Buttati al vento anni di lavoro, di progetti di approvazioni, di procedure per il project finance, questo, in realtà, l’esito che deriva dalla nota informativa del Ministero, nemmeno all’Ordine del Giorno della riunione del CIPE.
L’unico legame che unisce il passato con il futuro dell’arteria è la possibilità, con tanto di condizionale, dell’utilizzo del progetto del privato, ove si concludesse positivamente la trattativa per la cessione dello stesso all’ANAS.
Per ammantare di positività lo stato dell’arte dell’iter progettuale, il Ministro vanta la mossa dei costi a totale carico pubblico che evita il pedaggio.
Considerata l’opera strategica per il territorio, sarebbe certo che si farà, nei tempi previsti, con fondi esclusivamente pubblici.
Niente di meglio per il territorio, se non fosse per i troppi ‘se’ e per quella “data da destinarsi” alla quale di deve fare riferimento per la definizione dell’opera.
Preoccupanti anche i silenzi dei parlamentari 5 Stelle del territorio, solitamente loquaci ad ogni minima affermazione dei notabili governativi del Movimento.
Solo Stefania Campo si è caricata la responsabilità di parlare di rispetto della tabella di marcia già prevista per l’esecuzione dei lavori, di riconoscimento ‘politico’ dell’importanza dell’arteria.
Ma la nota del Ministro contiene troppo politichese, avulso, finora, dalle strategie comunicative dei 5 Stelle.
A leggere bene, già l’incipit della nota informativa, lascia perplessi: “disponibilità, espressa dalla società concessionaria Sarc Srl, di “verificare, nel periodo di costruzione, ipotesi alternative ritenute utili”.
Ancora: “nell’interlocuzione tra il gestore e Anas, è stata rilevata una apertura in vista della “cessione ad Anas stessa della progettazione e delle attività connesse al collegamento autostradale Ragusa-Catania”.
Si tratta di ipotesi, come viene specificato nella nota del MIT, il condizionale si spreca, la soluzione ‘garantirebbe’, ‘consentirebbe’, “si procederà IN TEMPI STRETTI (ma quali? NdR) a” valutare le possibilità di definizione dell’accordo”.
Non c’è nulla di certo, al momento, la stessa Campo parla di “fitta e proficua interlocuzione”, ma tramite l’ANAS, addirittura ritiene sconsiderato alimentare tensione e fare pressing mediatico.

A questo punto la situazione, al netto delle diverse valutazioni politiche, è chiara: in tempi da definire, se le interlocuzioni fra gestore e ANAS andranno a buon fine, il Ministero, lo Stato, acquisirà il progetto e si potrà andare avanti sostituendo i fondi del privato con quelli pubblici.
Così come si chiedevano garanzie per la bancabilità al privato, sarebbe opportuno, ora, fornire garanzie all’opinione pubblica sui fondi pubblici, senza ‘pagherò’ e senza assegni postdatati, provenienza e reperimento dei fondi che, per opportunità politica, dovrebbero essere spiegati prima della prossima scadenza elettorale.
Data entro la quale sarebbe opportuno sentire la voce del gestore, del privato, per conoscere dalla sua viva voce una valutazione sulle trattative.
L’opportunità è stata evidenziata anche dal Sindaco Cassì, che ha assistito alla riunione del CIPE, chi lo ha visto salire in ascensore con Toninelli e Giorgetti, parla di una nuova era di missioni romane, dense di sostanza e di rapporti proficui, senza inutili passerelle che, fortunatamente, fanno ormai parte della storia.
Appunto la mancanza di ottimismo evidente nelle dichiarazioni del Sindaco Cassì alimenta inevitabili perplessità sulle certezze che non ci sono per al Ragusa-Catania

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