Ragusa non può e non deve essere affidata al governo di liste civiche e piccole formazioni politiche

Se la ridono, di certo, Federico Piccitto e i 5 Stelle e Nello Dipasquale e il PD: le altre forze politiche, quelle di maggiore spessore, unitamente a qualche formazione minore, stanno asfaltando un’autostrada per le candidature delle loro rispettive formazioni.
Se i deputati del centro destra, di recente eletti, non metteranno ordine nelle ambizioni poco legittime di personaggi secondari della politica locale, si farà il gioco degli avversari.
Relativamente ai numeri venuti fuori dalle recenti elezioni, la destra e, soprattutto, Forza Italia, devono assumere le proprie identità e le responsabilità per fornire, direttamente, alla città, idonee candidature.
È finito il tempo dei balletti e delle autocandidature che non sono supportate da numeri certi e che, in ogni caso non possono rappresentare piccole formazioni che, quasi sempre, non vanno oltre i confini comunali.
Il malcontento è diffuso e i partiti della destra sono illusi dagli ultimi risultati che hanno provocato solo una confluenza verso i vincitori morali delle elezioni, con salti sul carro del vincitore da fare impressione.

Condivisibile il primo comunicato della Direzione cittadina del PD che ha, intanto, ha costituito, una delegazione trattante per avviare incontri con i gruppi politici, sia partiti sia movimenti, che orbitano nell’ambito del centrosinistra, a seguito dell’indicazione del segretario Peppe Calabrese come candidato a sindaco della città di Ragusa, in vista delle amministrative della prossima primavera.
L’intento è quello della creazione di un progetto di centrosinistra, secondo le indicazioni scaturite durante l’ultima riunione della direzione.
Non si escludono contatti con altre componenti della società civile, associazioni e realtà analoghe che possono avanzare richieste d’incontro con il PD per l’eventuale formazione di una adeguata coalizione.
Il PD si vuole porre come interlocutore privilegiato della città, dei cittadini tutti, disponibile ad accogliere proposte di confronto per una sintesi che potrebbe anche non escludere eventuali primarie.
Si dice, nel comunicato, ineccepibile in ogni riga, che il PD ha il suo candidato, ma non si rinuncia al dialogo.
Si vuole creare un progetto politico ampiamente condiviso, di centrosinistra, progressista, che guarda a destra e a sinistra del Pd.
“Siamo aperti e inclusivi nei confronti di chi rappresenta gruppi organizzati, piccole associazioni, sodalizi oltre, ovviamente, ai tutti quei cittadini che intendono concorrere, assieme a noi, a garantire un’amministrazione seria alla città di Ragusa. Poniamo una sola pregiudiziale, e cioè che si tratti di realtà che abbiano un’estrazione di centrosinistra.
Ragusa ha bisogno di essere rilanciata seguendo uno specifico progetto politico che per noi non può che essere se non di centrosinistra”.

L’apprezzamento che ha riscontrato la nota della Direzione cittadina PD, non si rileva dai commenti e dalle segnalazioni negative di un comunicato congiunto diramato dal commissario provinciale di Forza Italia, il senatore Giovanni Mauro, e dalla portavoce del Laboratorio politico 2.0, il consigliere comunale Sonia Migliore

Questo il testo della nota congiunta:
Si è svolto questa mattina un incontro tra il commissario provinciale di Forza Italia, senatore Giovanni Mauro, e la portavoce del Laboratorio politico 2.0, il consigliere comunale Sonia Migliore, durante il quale, in un clima di sintonia e collaborazione, si è parlato dei prossimi appuntamenti elettorali.
In particolare si sono affrontati i temi legati alle amministrative di primavera nella città di Ragusa, appuntamento rispetto al quale si intende arrivare ben preparati.
Mauro e Migliore hanno stabilito, di comune intesa, di avviare un confronto aperto e inclusivo che, entro Natale, porti alla individuazione di alleati e programmi condivisi.
L’obiettivo che i due si sono dati è quello di poter offrire ai ragusani una compagine ampia e compatta che possa esprimersi con un’amministrazione alternativa sia alla sinistra che al pauperismo populista del M5S.

Chi non conosce, nei particolari, i tentativi di diverse piccole forze politiche e di singoli aspiranti alla carica di sindaco, resta stupito del perché il primo passo di un partito come Forza Italia, che gode, al momento di un consenso crescente, debba avviare un confronto aperto e inclusivo, ma anche esclusivo, con un piccolo Laboratorio politico.
La gente, si chiede, perché, come annunciato dal Commissario in conferenza stampa, non si procede al tesseramento, perché non si formino i quadri direttivi del partito, a Ragusa, come anche in provincia, perché non venga nominata una delegazione trattante per chiudere accordi di coalizione, primariamente, nell’abito del centro destra, per poi passare, eventualmente, al confronto con formazioni minori che, di certo, possono dare il loro apporto in termini di proposte, di programmi ed, eventualmente, anche di uomini.
Ci sono parlamentari regionali, che non sono alla prima esperienza, ci sono ex amministratori che possono dare il giusto contributo, non si comprende perché il commissario di Forza Italia deve prediligere confronti con gente esterna al partito, nemmeno al limite fuoriuscita, che mai ha fatto parte di Forza Italia.
Se è vero che il governo a 5 Stelle della città non ha dato a Ragusa quanto meritava, è impensabile che si possa affidare la città a piccole formazioni e alle ambizioni personali di qualche suo esponente.
Sono ipotesi che potrebbero reggere solo in presenza di un preventivo, condiviso, programma di coalizione, dove potrebbero emergere, ma all’unanimità, indicazioni precise su determinati potenziali candidati che potrebbero essere chiamati alla candidatura.
Non a caso si hanno notizie della verifica di simili possibili opportunità nell’ambito dell’area di centro destra, forse sono state queste notizie a consigliare di fare un passo avanti e porre, anticipatamente, le basi di un confronto che si è rivelato del tutto intempestivo, oltre che poco gradito, nell’ambiente di Forza Italia, forse in maniera tale da precludere ogni ulteriore possibilità di confronto.
Forza Italia permane nella illeggibile condizione di non avere organi direttivi funzionanti e, irresponsabilmente, lascia spazio agli avversari.
È ora di finirla con ambizioni personali e tentativi esterni di approfittare della vacatio ai vertici del partito, a Ragusa e in provincia: chi scrive non ha mai avuto simpatie per egemonie di parlamentari di altri comuni, meno che mai per dirimere questioni di questo tipo sulle prossime ammnistrative, come non sarebbero tollerate, in città, intromissioni dei vertici regionali e nazionali del partito, senza precise motivazioni.
Ma il caos e le tensioni suscitate da un semplice comunicato, dove, in maniera evidente, si intravedono tentatici di fare passi in avanti, richiede, a questo punto, l’assunzione di autorevolezza, e del prestigio della carica, da parte anche degli altri parlamentari del territorio, anche della coalizione di centro destra, per non lasciare la città in preda agli appetiti di gente che ha lasciato il partito o non c’è mai stata dentro, se non addirittura, ne ha parlato male.

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