Sasizza e cosacavaddu erano funzionali all’accoglienza al Porto di Catania

Alcuni aspetti delle strategie dei comuni del sud est della Sicilia, accomunati dal protocollo Val di Noto, fra 11 comuni dell’area, compresi i comuni di Piazza Armerina e di Portopalo, destano sempre più perplessità su  questa iniziativa che non sembra essere gestita al meglio, nell’interesse di tutti i comuni.
Circola sui social il video con il servizio giornalistico di una non meglio identificata emittente televisiva locale, sull’iniziativa di accoglienza al porto di Catania dei passeggeri di due navi da crociera, dal quale emergono particolari che, appunto, destano alcune perplessità che si aggiungono a quelle già riscontrate, segnatamente alla mancanza di adeguati resoconti sulla partecipazione al primo ciclo di manifestazioni fieristiche.

Il servizio inquadra, di sfuggita, il ‘desk’ anonimo di Ragusa, con salsiccia secca caciocavallo sottovuoti che qualcuno vuol far diventare identità del nostro territorio, per passare, poi, a soffermarsi sulla esposizione promozionale di ceramiche di Caltagirone, con relative bibite di uno sponsor, presenza quella di Caltagirone incomprensibile perché il Comune non fa parte del protocollo Val di Noto. Citazioni e spazio per il palio dei Normanni di Piazza Armerina e per il Corteo Barocco di Noto.
Intervista per l’assessore Ettore Messina, intervenuto alla conferenza stampa di Ragusa, assessore al turismo di Piazza Armerina e di mestiere tour operator che scopriamo, per sua espressa dichiarazione nell’intervista, anche coordinatore dei servizi turistici di accoglienza al terminal arrivi del porto di Catania.
Il soggetto intervistato specifica che si tratta di propagandare le peculiarità della Sicilia per accogliere al meglio questi crocieristi, l’azione promozionale per i Comuni del protocollo sembra passare in seconda linea, si evince anche dal fatto che la consigliera comunale di Ragusa, Gianna Occhipinti, delegata dall’amministrazione per rappresentare la città, è seduta fra il pubblico, in conferenza stampa e non al tavolo.
Parla anche l’olandese Van Compernolle, coordinatore della partecipazione alle Fiere internazionali, ci dice che il progetto del protocollo è vecchio di 8 anni (sconosciuto del tutto, fino ad ora, NdR), accenna, senza particolari, alla partecipazione di fiere di importanza mondiale, San Pietroburgo, Osaka, San Paolo del Brasile.
Ancora interviste per la responsabile del Catania Cruise terminal e per il Sindaco di Sortino che, bontà sua, cita, di passaggio, Ragusa e Modica, mentre celebra Sortino con le sue 12 chiese, i 4 musei, la vicina Pantalica e la gastronomia di qualità.
Chiude il servizio l’intervista all’assessore del Comune di Noto che, mentre è all’arrivo di un turismo di massa, quale è quello crocieristico, esalta la ricerca del turismo di qualità e di un target medio-alto.
Di Ragusa, del suo enorme patrimonio artistico-architettonico, naturalistico- ambientale, culturale ed enogastronomico, ancora si sente parlare troppo poco, tutto è in mano a persone che sembrano curare interessi particolari per alcuni comuni, addirittura fuori dal protocollo, la nostra amministrazione, e chi ha curato questa iniziativa, diserta questi appuntamenti, ancorché delega una delle migliori espressioni del civico consesso, totale indifferente silenzio alle richieste di chiarimenti che arrivano da più parti, con l’assessore delegato al turismo che tollera questa situazione e tace.
Da quello che è apparso, salvo precise smentite nel particolare, pare che salsiccia secca e caciocavallo siano stati funzionali ad una iniziativa per la quale gli interessi primari non erano quelli del protocollo Val di Noto nella sua immagine generale, posposti a quelli dell’accoglienza al porto di Catania, a comuni che non fanno parte del protocollo e agli interventi degli assessori dei vari comuni che non parlano mai in generale del Val di Noto e delle sue peculiarità comuni ma si soffermano sulle specificità di ogni singolo comune.
E la cosa è ravvisata da tempo, in diversi appuntamenti.

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