Scintille, a Palermo, fra 5 Stelle e il Presidente Miccichè

I 5 Stelle dell’Assemblea Regionale Siciliana sono, generalmente, ancora disperati per la sconfitta che li ha relegati all’angolo, in uno stato di passiva mancanza di influenza sulla politica siciliana e se ne inventano una a settimana per attirare l’attenzione dell’opinione pubblica.
Dall’altra parte il Presidente dell’Assemblea Regionale Siciliana che, come tutti è consapevole dello stato delle cose in Sicilia e della inefficienza del Governo regionale che non può denunciare come esponente della maggioranza che lo sostiene.
E’ tutto frutto delle indicazioni elettorali dei siciliani che hanno votato per Musumeci e che ora ondeggia verso il centro, appoggiandosi ad ex lombardiani e de ex cuffariani, invece di rispettare l’idea di quanti, di destra lo hanno votato per gli ideali che ha sempre rappresentato.
In questo caos politico, i 5 Stelle denunciano che l’ARS costa quanto la Casa Bianca, ma produce molto meno: ma questo lo sapevano tutti. Che in un anno ci siano state 87 sedute e nessuna riforma non sa di cosa strana, anzi le sedute sembrano esagerate come numero.
Solo 21 leggi approvate nel 2018, alcune delle quali ‘obbligatorie’, una media lavorativa di 7,25 ore al mese, con punte negative di sole 4 ore e 34 minuti, nello scorso mese di maggio.
A presentare questi dati, in conferenza stampa, Stefano Zito (che ha raccolto i dati), il capogruppo Francesco Cappello e la deputata Elena Pagana.
Le commissioni permanenti si riuniscono, mediamente, solo una volta a settimana
I 5 Stelle addebitano la situazione alla gestione Miccichè, come se prima tutto fosse stato sempre normale, anche il governo Msumeci ha le sue colpe, soprattutto per non aver mantenuto tutte le promesse della campagna elettorale che fu condotta all’insegna della buina politica.
Ma si sa, come è avvenuto anche a Roma con il governo giallo verde, quando si conquista la poltrona, si dimenticano, facilmente, le promesse della campagna elettorale.
I 5 Stelle lamentano l’eccessivo assenteismo, poi la deputata Pagana dice una cosa che, a noi ragusani, può fare sorridere, perchè vorrebbe cambiare il regolamento ma andrà a finire come a Ragusa, dove i grillini volevano cambiare il regolamento del Consiglio Comunale e delle Commissioni e tutto finì con un flop epocale.

Tirato in causa il Presidente Micichè vuole querelare per vilipendio delle istituzioni il gruppo del Movimento 5 Stelle,
“Ho dato mandato agli avvocati di querelare per vilipendio all’Ars il gruppo parlamentare del Movimento 5 Stelle, perché sono stati dati in pasto all’opinione pubblica cifre false sui costi del Parlamento siciliano. Chiedo, inoltre all’onorevole Stefano Zito di dimettersi dal Consiglio di presidenza dell’Assemblea, perché conoscendo il bilancio non può continuare a dire falsità”.
Così il presidente dell’Ars Gianfranco Miccichè, a margine della presentazione del nuovo sito web di Palazzo dei Normanni, replicando al M5S che aveva sostenuto che l’Ars costa mille euro al minuto.
“Non posso consentire al M5S di continuare a massacrare quotidianamente le istituzioni”, ha aggiunto.
Presentando il nuovo sito, curato dalla digital agency IM*MEDIA, il presidente ha detto che: “l’Assemblea regionale siciliana adesso ha un nuovo sito web chiaro, di facile fruizione e accessibile a tutti.
Il progetto coniuga con successo le esigenze di trasparenza della pubblica amministrazione e gli aspetti storico-culturali del Palazzo Reale”.
“Il sito è formato da più sezioni distinte ma che dialogano tra loro – ha spiegato – Le pagine dedicate all’Assemblea regionale siciliana permettono di conoscere i lavori delle commissioni, di seguire le sedute d’Aula, di accedere ai resoconti parlamentari, alla banca dati che risale al 1947 e all’emeroteca, una delle più complete in assoluto. L’altra sezione sulla storia millenaria del Palazzo consente, invece, ai visitatori virtuali di scoprirne i segreti, invogliandoli a venire ad ammirare il monumento storico più bello del mondo”, ha concluso.

I 5 Stelle rispondono al Presidente che i dati derivano da fonti ufficiali dell’Assemblea e ribattono che saranno loro a querelare Miccichè.

“Tutti i dati che abbiamo presentato in conferenza stampa – dice il deputato Stefano Zito – provengono da fonti ufficiali dell’Ars, Miccichè non sposti il focus della questione, abbiamo denunciato i costi solo per accendere i riflettori sull’inaccettabile improduttività dell’aula.
Se avessimo fatto leggi per risollevare la Sicilia, nessuno si sarebbe scandalizzato dei costi.
Il problema è che quest’assemblea, oltre alle leggi obbligatorie, non ha cavato un ragno dal buco, mentre la Sicilia affonda. Noi la nostra parte l’abbiamo sempre fatta, non a caso siamo il gruppo nettamente più prolifico dell’Assemblea e i più presenti nelle commissioni”.

“Miccichè – afferma il capogruppo Francesco Cappello – ci querela? Lo faccia pure e poi si dimetta, non è degno di rappresentare quest’Assemblea che lavora col contagocce, che è in eterna sessione di bilancio e con una conferenza di capigruppo che non si riunisce da tempo nemmeno per programmare i lavori.
Intanto saremo noi a querelare lui che ci ha definiti farabutti e ci ha pesantemente offeso”.

“Miccichè – continua Cappello – dice, tra l’altro, che è falso che restituiamo parte dei nostri stipendi?
Peccato per lui che ci sono ben sette progetti che lo testimoniano e perfino opere pubbliche, fatte con i nostri soldi, quando il governo che lui sostiene non riesce a farle neppure con soldi pubblici.
Piuttosto che fare le pulci alla restituzione dei nostri soldi, Miccichè guardi quanto non restituiscono tutti i suoi colleghi, che sempre si sono sottratti ai nostri appelli e persino ai suoi, se è vero, come è vero, che una richiesta ufficiale del presidente dell’Ars, che sollecitava a tutti i deputati una donazione una tantum di pochi euro, è rimasta lettera morta”.

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