Scoppia il caso ‘gay pride’

Ritornano le tensioni fra Fratelli d’Italia e l’amministrazione Cassì.
Il motivo scatenante la mancata condivisione di scelte importanti, caratterizzanti, secondo il coordinamento cittadino del partito di destra guidato dalla Meloni, l’alleanza strategica con il Sindaco Cassì e la sua giunta.
In una nota Fratelli d’Italia di Ragusa, nel valutare le aperture del Sindaco Cassì ai progetti e ai programmi dell’associazione Arcigay Ragusa, ha considerato giusta la lotta contro le discriminazioni e la violenza, comprendendo, quindi, quelle contro gli omosessuali, contro le donne, i bambini, gli invalidi, così come il bullismo e il cyberbullismo.
“Ferma contrarietà – invece – ad ogni ipotesi di organizzazione di un Gay Pride a Ragusa con (o senza) il patrocinio del Comune”, considerando questo tipo di manifestazioni non solo come carnevalate provocatorie e autoreferenziali, fortemente politicizzate, che nel loro furore ideologico iconoclasta hanno l’unico scopo di celebrare la trasgressione fine a se stessa, non certo di promuovere la parità dei diritti”.
Fratelli d’Italia di Ragusa, nella nota a firma del coordinatore, avv. Sergio Arezzo, concludeva: “Piuttosto che dare seguito a proposte discutibili come queste, l’amministrazione dovrebbe puntare a iniziative più serie e strutturali di contrasto a qualsiasi forma di violenza e discriminazione, organizzando convegni, dibattiti, memoriali, creando una rete di centri di ascolto e di supporto legale e psicologico per le vittime”.
Ma era malcelato, comunque, il fastidio per non essere stati, preventivamente, coinvolti per eventuali scelte di questo tipo.

Dopo aver appreso dalla stampa il tenore negativo delle dichiarazioni e l’attacco a sfondo omofobo ad Arcigay Ragusa, e al sindaco di Ragusa Giuseppe Cassì, da parte del circolo cittadino di Fratelli d’Italia, con riferimento alle affermazioni di qualche giorno fa, relativamente all’organizzazione del primo Ragusa Pride 2020, Arcigay Ragusa esprime solidarietà al primo cittadino di Ragusa che si è mostrato vicino e politicamente sensibile nel capire l’importanza di un pride a Ragusa.
“Parole forti sono state pronunciate da Fratelli d’Italia – ha dichiara il presidente di Arcigay Ragusa Cristian Calvario – nel momento in cui il gay pride è stato ritenuto una carnevalata provocatoria e autoreferenziale, per di più fortemente politicizzata, che nella sua ideologia iconoclastica avrebbe l’unico scopo di celebrare la trasgressione fine a sé stessa.
Sono affermazioni diffamatorie e poco veritiere, il pride non è un’autocelebrazione, non ha colori politici, ma è un’importante opportunità per rivendicare i propri diritti.
Il pride sarebbe motivo di orgoglio per la città di Ragusa, momento di gioia e unione, che non è più rivolto solo alla comunità LGBT ma anche a tutti i cittadini sensibili ai diritti umani.
Concludendo, Arcigay Ragusa conferma l’impegno a costruire sul territorio una rete che porterà la città di Ragusa non solo ad organizzare nel 2020 il primo pride, ma che già sin da settembre 2019 inizierà ad elaborare delle iniziative culturali e sociali, sia interloquendo con le istituzioni che agendo nelle piazze, tra la gente, affinché possa costruirsi una comunità più giusta, dove potere abbattere il muro dei pregiudizi e delle discriminazioni”.

Sulla questione intervengono i consiglieri comunali del Movimento 5 Stelle che rilevano le prime grandi contraddizioni che emergerebbero dalla mancanza di un a precisa identità politica della giunta guidata da Cassì.
“Cominciano ad emergere le prime grandi contraddizioni riguardanti la Giunta municipale guidata da Cassì. Che paga lo scotto della mancanza di una vera e propria identità politica. Avendo imbarcato di tutto e di più nella sua squadra. Ed è ovvio che, adesso, si fanno i conti con l’impossibilità di avere ben chiaro in testa quali sono le idee da seguire. E tutto ciò, così come sta accadendo, a lungo andare potrà rappresentare un serio problema per tutta la comunità amministrata”.
Ad affermarlo il gruppo consiliare del Movimento Cinque Stelle a margine della critica rivolta dal partito Fratelli d’Italia al sindaco Cassì.
“Il quadro sembra abbastanza chiaro – sottolineano i consiglieri pentastellati – perché abbiamo di fronte un gruppo politico che sostiene l’amministrazione comunale che fa riferimento a un preciso panorama operativo che il sindaco, con le sue azioni, sembra sconfessare.
Insomma, l’impressione è che sulle grandi questioni si vada avanti a tentoni, senza avere chiaro la rotta da seguire. E la contraddizione che emerge tra uno dei principali alleati e il primo cittadino la dice lunga sulle difficoltà che questa condizione potrebbe ingenerare sul futuro politico della Giunta Cassì.
Ci sono passaggi non ancora consumatisi? Ci sono richieste inascoltate? La situazione politica appare essere in continua evoluzione. Ma da osservatori è opportuno che anche la città si renda conto di quello che continua ad accadere a palazzo dell’Aquila dove le prime divergenze politiche stanno cominciando ad emergere mettendo in rilievo delle tensioni che non fanno bene alla città”.

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