Il segretario confederale UIL conferma quanto da noi asserito in un precedente articolo sul trattamento del personale

Avevamo asserito, in un nostro recente articolo, http://ragusalibera.it/solite-ipocrisie-tema-lavoro-precario/ che la priorità, nel mercato del lavoro dovrà essere di estirpare l’illegalità dilagante nel trattamento del personale.
Oggi, un comunicato del Segretario confederale UIL, Guglielmo Loy, conferma quanto da noi detto a proposito di lavoro irregolare.
Arrivano drammatiche conferme dai dati dell’ispettorato del lavoro.

Questa la nota diramata dall’Ufficio Stampa della UIL:

“160.000 aziende ispezionate, 103.000 irregolari, 252.000 i lavoratori non in regola, 48.000 completamente in nero. Oltre 1,1 miliardi di contributi e premi recuperati.
Sono questi i dati del 2017 forniti dall’ispettorato nazionale del lavoro e illustrati oggi alle parti sociali.
Dati che non stupiscono perché sono in linea con gli anni precedenti, ma che devono portare a rapide riflessioni e decisioni radicali.

L’economia irregolare e, dentro di essa, il lavoro “non regolare”, sembrano ormai strutturati nel nostro sistema economico e produttivo. Di fronte a questo fenomeno, che i controlli ispettivi aggrediscono in maniera selettiva, è necessaria una vera e propria terapia d’urto con forti investimenti in personale (4.000 ispettori sono assolutamente insufficienti), mezzi e autonomia operativa.

In un sistema assistenziale e previdenziale, fondato sulla continuità dei versamenti, il non rispetto degli obblighi contributivi provoca un danno, oggi e domani, al sistema di protezione sociale in generale e a troppe persone in particolare.

E di fronte alla grande trasformazione tecnologica e al crescere dell’utilizzo di forme di lavoro “informali e non strutturate” (collaborazioni, tirocini di dubbia legittimità, lavoretti brevi e nascosti, intermediazione di manodopera al limite della regolarità) vanno completamente rivisti sia l’assetto normativo che il sistema di controllo.”

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